RASSEGNA STAMPA DEL 14 FEBBRAIO 2023 – TARANTO BUONASERA
di Alessandra Carpino
Un punto prezioso in un epilogo incandescente. Il Taranto riavvolge il nastro in trasferta ed esce indenne dallo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia, conquistando un ennesimo pareggio inviolato contro la formazione gialloblu allenata da Sandro Pochesci, nella partita valevole per l’ottava giornata del girone di ritorno. Come accaduto nella settimana antecedente contro il Latina, è la chiosa dell’incontro a certificare l’esito ottenuto: se al cospetto dei nerazzurri laziali i minuti conclusivi erano stati propizi per la rete di Antonio Boccadamo che aveva infranto l’incantesimo dell’assenza di vittorie dall’inaugurazione del giro di boa, contro la Juve Stabia provvidenziale e decisiva è risultata la parata di Gianmarco Vannucchi sulla conclusione perentoria di Silipo al novantesimo, dopo un periodo di autentico assalto da parte dei padroni di casa. Privo degli indisponibili annunciati alla vigilia Diaby (retaggi del lungo infortunio al ginocchio) e Semprini (sublussazione alla mandibola), Ezio Capuano disegna il suo Taranto sulla base del dogmatico 3-5-2: la cerniera difensiva davanti a Vannucchi custode dei pali consta di un’unica variazione, ovvero Formiconi al posto di Manetta, a completare il trittico appannaggio di Evangelisti ed Antonini (esibitosi nonostante la febbre). Sulla linea di centrocampo rientra Ferrara dal turno di squalifica e si riappropria della fascia sinistra, mentre sull’opposta corsia destra cresce in modo encomiabile il rendimento di Mastromonaco; gli intermedi prescelti per le due aree sono Romano e Crecco, mentre Mazza opera in cabina di regia. Rinnovata anche la coppia offensiva, riproposta con la maglia titolare dopo la performance con la Gelbison: Capuano opta per il recuperato Bifulco insieme con Tommasini. La prima frazione di gioco contro la formazione stabiese, più volte versatile nel cambiare modulo, vive di similitudini tattiche ed identitarie: l’intraprendenza di entrambe le squadre si sviluppa all’insegna di un sostanziale equilibrio e di fiammate in verticalizzazione, spesso innescate da qualche imprecisione o da qualche vuoto in stato di contenimento e con spazi fruibili ridotti. Campani e ionici studiano reciprocamente le mosse, stimolando una maggiore densità a centrocampo: il Taranto lavora sulle fasi di transizione avversaria, profonde energia e coesione, prova ad aggredire, esattamente come catechizzato da mister Capuano. Le iniziative emblematiche sono equamente distribuite: al 26’ Mastromonaco è autore di un moto perpetuo sul binario destro, supera il controllo avversario e confeziona un cross al centro per l’aggancio purtroppo labile di Bifulco, costretto a spegnere il suo lancio sul fondo. Ed al 32’ Scaccabarozzi esegue un calcio di punizione defilato sul versante mancino: sulla sfera che si materializza improvvisamente all’altezza del secondo palo, Vannucchi si rifugia in corner non senza difficoltà. In avvio di ripresa, la Juve Stabia esercita una pressione costante e volitiva, atteggiamento che suggerisce agli antagonisti rossoblu di dedicarsi alla fase di non possesso, cercando di organizzare le idee nonostante il baricentro abbassato. Capuano corregge ed effettua una triplice sostituzione, inserendo Rossetti per Tommasini (interagirà in chiave offensiva con un Bifulco propenso a filtrare fra le linee ed a mediare fra i comparti cintola in su), anche rilevando Mazza e Crecco a beneficio di Labriola e Provenzano, intuizioni che trasformano i meccanismi in zona nevralgica; successivamente, il trainer rossoblu azzarderà la carta Nocciolini al posto di un Bifulco affaticato. Il collega Pochesci regala una svolta in dinamismo e creatività alla sua formazione con gli innesti di Silipo, Gerbo e D’Agostino, i quali saranno protagonisti dell’assalto finale. Prima delle emozioni al fotofinish, Labriola produce un destro morbido al 63’, bloccato dall’intervento del portiere gialloblu Barossi. I padroni di casa scaldano i motori un minuto più tardi: Silipo inventa due suggerimenti prima per Ricci (mancino al volo che sorvola la traversa al 64’), poi per Pandolfi (complicato addomesticare la sfera,77’), prima di prodigarsi in una conclusione arcuata e di poco fuori misura su calcio di punizione (83’). Preludio dell’ultimo atto da brividi: all’85’ Scaccabarozzi effettua un lungo lancio per l’inserimento di Gerbo sulla destra, il quale rintraccia la spizzata di Pandolfi a beneficio di D’Agostino che, quasi come fosse un “rigore in movimento”, si divora un’occasione limpida per la Juve Stabia scaraventando a lato un destro aereo. Il Taranto reagisce all’87’ ed impegna Barosi, il quale non trattiene la sfera sul cross prolungato dalla destra ad opera del solito Mastromonaco: Nocciolini si eleva ed ostacola la visuale del portiere gialloblu, ma Labriola si avventura in un gesto tecnico complicato, vanificando tutto. Insistono nuovamente le “vespe” stabiesi: all’88’ Mignanelli indirizza dal versante mancino un assist verso la parte opposta per Pandolfi, il quale colpisce di testa la base del palo, mentre Antonini protegge sulla sfera che sfila sulla linea di porta. Pericolo estremo per gli ionici all’89’, quando D’Agostino avanza supportato dalla sovrapposizione di Mignanelli, Pandolfi s’insinua e Silipo raccoglie la sfera dal limite dell’area: sulla sua conclusione col destro a colpo sicuro è provvidenziale la parata di Vannucchi, che salva letteralmente il risultato.













