di Fabrizio Di Leo
La 27^ giornata di campionato, nelle premesse un turno interlocutorio, ha prodotto una serie di sorprese, impreviste ed imprevedibili, tali da rendere più interessante questo finale di campionato. Il Catanzaro, padrone assoluto del campionato, alla 27^ giornata, perdeva in un sol colpo sia l’immacolata casella delle sconfitte e, nel contempo, l’imbattibilità che durava dal 29 maggio dello scorso anno, quando perse la semifinale di ritorno play off per la serie B, all’Euganeo di Padova. Sono passati ben otto mesi e mezzo prima di vedere i giallorossi cadere nella trasferta meno attesa, ovvero a Viterbo. Il Crotone, nell’anticipo pomeridiano, compiva l’ennesimo mezzo passo falso contro il Foggia. Il Pescara, intanto non approfittava dell’occasione per accorciare le distanze, dal Crotone, accontentandosi di un pareggio contro la Fidelis Andria, scivolata, adesso in ultima posizione e a forte rischio di retrocessione diretta in serie D. Il pareggio del Pescara, veniva accolto con moderato interesse dal Cerignola, ora in quarta posizione, abile a vincere il match con l’Avellino e recuperare punti nella corsa alla terza piazza del campionato, Gara che forniva le emozioni nella ripresa, quando dopo il vantaggio ospite, dopo una decina di minuti, i padroni di casa innestavano un sprint tale che grazie ad una doppietta di Achik e una rete di Malcore, ribaltavano l’inerzia del match e portavano a casa tre punti importanti per gli ofantini. Alle spalle di Cerignola e Foggia, inizia la bagarre per le posizioni migliori in ottica play off. Il Monopoli, capofila di questo plotone di competitors, sfruttando il turno favorevole di calendario, superava la Turris, nuovamente in netta difficoltà e sempre più invischiata nelle griglia play out. Vittoria all’inglese per i pugliesi, controbilanciata dalla prestazione eccellente del Picerno che, nell’ultimo derby lucano di stagione, a Potenza, in un secondo tempo scoppiettante, riusciva ad impattare, in una mezzora scarsa di gioco, nel secondo tempo, dopo essere stato in svantaggio per 0 a 2. Gara interessante ma i padroni di casa hanno mostrato una tenuta di gioco a corrente alternata. Essere stati capaci di farsi rimontare non ha lasciato il pubblico potentino assolutamente soddisfatto dopo quanto di buono aveva prodotto la formazione di Raffaele per oltre un’ora di match. A Castellammare di Stabia buona prova del Taranto, che mostre la solita ottima solidità difensiva. Il Latina, ospitando la Virtus Francavilla, con una prestazione decisa e propositiva superava i pugliesi, dopo il timore di una sconfitta (per il goal del vantaggio dei biancoazzurri di Calabro con Patierno), ribaltava il risultato e permetteva ai pontini di conqusitare tre punti fondamentali per rimanere in area play off. il Giugliano in un match che alla vigilia sembrava potesse essere abbordabile, cadeva rovinosamente per mano del Monterosi, fermandosi alle soglie dell’area play off. Nella zona play out, la sconfitta inattesa della Gelbison per mano del corsaro Messina, ha complicato i piani salvezza del club cilentano, tanto che, l’attuale posizione è la prima della ipotetica griglia play out, ovviamente se il distacco dalla penultima, la Viterbese, dovesse scendere a meno di otto punti.
VITERBESE – CATANZARO: la prima sconfitta stagionale del Catanzaro arriva a Viterbo. Ai gialloblù di mister Lopez basta un gol di Riggio nel primo tempo e tanta solidità difensiva per mettere a referto una vittoria dal valore inestimabile. Il Catanzaro provava a fare la partita sin dall’inizio. Al 10′ il primo squillo ospite: Bisogno era attento e respingeva in angolo sul tentativo di Vandeputte. Dal tiro dalla bandierina scaturiva un’altra opportunità per i calabresi con Brighenti che, tutto solo in area di rigore, spediva fuori di testa. Ma alla prima proiezione offensiva la Viterbese andava in vantaggio: calcio d’angolo dalla destra e Riggio, dopo una mischia, gonfiava la rete per il goal gialloblù. Veemente la reazione della capolista che produceva il massimo sforzo con due occasioni a cavallo del 20′: prima, super Bisogno diceva di no a Sounas, poi era la traversa ad impedire il pareggio di Ghion. Nel secondo tempo serviva subito un miracolo di Bisogno per scongiurare il pareggio del Catanzaro: al 10′ il portiere della Viterbese, sugli sviluppi di un calcio da fermo, negava il pareggio da pochi passi a Martinelli. L’undici di Vivarini attaccava a pieno organico ma faticava a creare occasioni. In contropiede, invece, la Viterbese spaventava Fulignati con la conclusione di Marotta che terminava alta sopra la traversa. Tanti calci d’angolo per il Catanzaro, alla fine erano dieci, ma Bisogno non correva particolari rischi. Al triplice fischio esultava la Viterbese per tre punti di platino in ottica salvezza.
CROTONE – FOGGIA: un altro pareggio per il Crotone che non riusciva a trovare la vittoria. Partita sfortunata per i rossoblù che oltre allo squalificato Chiricò perdevano Gomez e Cernigoi in fase di riscaldamento. Lerda si reinventava l’attacco ma con D’Ursi puntava il potenziale offensivo dei rossoblù era ridotto. Nonostante questo il Crotone faceva la partita poi una svista dell’arbitro regalava il gol del vantaggio al Foggia. Rete in netto fuorigioco così evidente da rendere imbarazzante la scelta de fischietto di Firenze. Il Crotone reagiva e trovava il pareggio con capitan Golemic, ma restava l’amaro in bocca. La partita cominciava con un minuto di raccoglimento in onore delle vittime del catastrofico terremoto che aveva colpito la Turchia e la Siria. Crotone in emergenza, Lerda nel riscaldamento perdeva Gomez e Cernigoi, e schierva D’Ursi come punta. Il Crotone partiva subito forte e chiudeva il Foggia nella sua trequarti. L’assenza di una punta centrale di peso si faceva sentire ma D’Ursi provava a dare il massimo facendo tanto movimento. All’ottavo prima occasione per il Crotone, Vitale crossava dalla sinistra, rinvio sbilenco di Di Pasquale, la palla si alzava a campanile al centro dell’aria, Pannitteri provava il colpo al volo ma da buona posizione mandava a lato. La paura risvegliava il Foggia che cominciava a replicare agli attacchi rossoblù e al 17esimo costruiva e la sua prima azione pericolosa con Iacoponi che provava una rovesciata in aria ma la palla si perdeva tristemente a lato. La partita era vivace anche se nessuna delle due squadre riusciva ad avere la meglio sulla difesa avversaria, ma nonostante la carestia di conclusioni il gioco rimaneva divertente. Al 45esimo era D’Ursi a provarci da lontano ma Thiam era pronto e deviava in angolo. Sul corner successivo la palla al centro dell’aria pugliese veniva respinta da una mano ma il signor Galipò faceva continuare. La ripresa cominciava con una novità tra le fila del Crotone: mister Lerda inseriva Kargbo al posto di Pannitteri, con Tribuzzi che si spostava a destra e D’Ursi che rimaneva a fare la punta centrale. Al 51esimo Crotone pericoloso in area, scambio Crialese Petriccione sulla sinistra, il dieci rossoblù trovava il corridoio per D’Ursi in area che stoppava la palla andava a Kargbo che tirava forte e in diagonale, Thiam ci arrivava ma respingeva corto, sulla palla arrivava D’Ursi ma il portiere era reattivo, bravo a respingere. Così come ad Avellino, l’ingresso di Kargbo dava vivacità all’attacco rossoblù. Al 55esimo il Foggia passava in vantaggio con Frigerio sfruttando un clamoroso fuorigioco non visto ne da Galipò ne dal primo assistente Ceolin. Lerda inseriva Carraro per Awua. Il Crotone premeva ma il Foggia si difendeva in undici e senza una punta di peso per i rossoblù diventava difficile. Al 77esimo punizione per il Crotone dal limite, l’arbitro metteva la barriera a non più di sette metri, Petriccione ci provava lo stesso, la palla passava in mezzo alla barriera e finiva sui piedi di Cuomo che solo davanti a Thiam tirava suoi piedi del portiere. All’80esimo contropiede del Foggia con Petermann che scappava sulla sinistra e serviva Iacoponi solo davanti al portiere rossoblu, ma Super Dini faceva il miracolo. Passavano due minuti e il Foggia andava di nuovo in gol, ma questa volta l’assistente Ceolin alzava la bandierina e segnalava il fuorigioco. Al 88esimo il Crotone pareggiava. Calcio d’angolo di Petriccione, Golemic andava di testa e con una deviazione di Garattoni la palla finiva in porta. Sono cinque i minuti di recupero. Al 93esimo ci provava D’Ursi dalla distanza ma Thiam deviava in angolo. Il Crotone ci provava in tutti i modi ma la partita finivaandria pescara con un pareggio.
FIDELIS ANDRIA – PESCARA: finiva con un deludente 0-0 il match tra Fidelìs Andria e Pescara. Partenza al piccolo trotto dei biancazzurri che avevano poco o nulla dai suoi uomini di fantasia. A dire il vero Vergani e Rafia confezionavano due belle palle gol per Merola ma l’ex Cosenza sbagliava tutto da buona posizione. Quanti errori dei biancazzurri: l’Andria provava anche a forzare e serviva super Boben nella ripresa per non subire gol. Dopo l’ammonizione di Gyabuaa il centrocampo pescarese soffriva, Colombo cambiava tanto in campo ma il Pescara faceva fatica a vedersi. Ci provavano Vergani e Cuppone di testa sfiorando il bersaglio ma ai punti il pareggio era il risultato più giusto. Passo indietro del Pescara rispetto a sette giorni fa, era mancata l’energia ed era mancata la brillantezza di Rafia e Merola.
AUDACE CERIGNOLA – AVELLINO: aria di playoff al Monterisi con il Cerignola che ospitava i biancoverdi dell’Avellino. Prudente lo schema di Pazienza, 3-5-2 con Malcore in panchina e D’Andrea ad affiancare Achik; Rastelli si affidava al solito 4-3-3, con Trotta e Russo a supportare Marconi. La cornice di pubblico era delle migliori, con gli ospiti sostenuti da un buon seguito. Nei primi minuti di gara le squadre si studiavano: tanto possesso palla in mezzo al campo senza mai tirare in porta. Al 14′ minuto punizione di Casarini, toccata da Trotta, ma nessuno ne approfittava. Un minuto più tardi il portiere dell’Avellino interveniva scomposto, fuori area, su un D’Andrea lanciato a rete, ma in fuorigioco secondo il guardalinee. Minuto 20 il palo diceva no al Cerignola, la palla restava in area tra i piedi di Achik che veniva atterrato: l’arbitro indicava il dischetto. Alla battuta ci andava proprio il fantasista marocchino (21′), Pane si superava e parava il rigore. L’Audace continuava a spingere: un minuto più tardi era D’Andrea a tentare la pizzata di testa. Al 27′ Ruggiero superava tre avversari, entrava in area ma calciava debole tra le braccia del portiere. Ancora Cerignola, con un tiro di Achik alla mezz’ora. Al 42′ l’Avellino si affacciava dalle parti di Saracco con Trotta che metteva in mezzo un traversone intercettato dal numero uno di casa. Due minuti più tardi Ruggiero provava a sorprendere Pane di testa. Nella ripresa subito brivido per il Cerignola: Avellino in attacco, la difesa ci metteva una pezza. Minuto 51′ contropiede velenoso dei padroni di casa con Achik che impegnava l’estremo difensore ospite; sulla respinta D’Ausilio non riusciva ad intervenire in modo efficace. Minuto 54 era l’Avellino a sbloccarla: un attimo di distrazione in area, Trotta serviva Russo che con il piattone metteva dentro lo 0-1. Non si faceva attendere la replica del Cerignola: al 56′ di Tascone un bel tiro dalla distanza parato dal portiere. Sullo scoccare dell’ora riapriva il match proprio Achik: rilancio sbagliato della difesa ospite sui piedi di Tascone, palla al fantasista gialloblù che non sbagliava infilando Pane nell’angolo basso (1-1). Al 65′ il numero uno irpino si superava sul neo entrato Righetti. Errore dell’Avellino al 70′, si scontravano Auriletto e Pane, Achik c’era, ne approfittava e non sbagliava il più facile dei goal: 2-1. Miracolo di Saracco al 75′ che disinnescava un tiro velenoso di Russo. Minuto 83 un bel tiro di Tascone con il contagiri illudeva tutti, ma era fuori. Passavano pochi secondi e capitan Russo si inseriva bene, la passa rasoterra a Malcore (84′) che senza esitazioni piazzava il 3-1. L’Avellino provava a reagire ma il Cerignola era in pieno controllo del match. Nel recupero, al 93′, Ligi, in proiezione offensiva, impegnava per l’ennesima volta il portiere ospite. Vinceva il Cerignola per 3-1 e saliva al quarto posto, dietro a Pescara, Crotone e Catanzaro.
MONOPOLI – TURRIS: trasferta insidiosa per la Turris, alla ricerca di punti salvezza e reduce dal successo casalingo contro il Monterosi: sul percorso dei ragazzi di Gaetano Fontana c’era l’impegno sul rettangolo da gioco del Monopoli. Il tecnico corallino apportava una sola modifica all’undici sceso in campo dall’inizio nel turno precedente. Maldonado scalzava Franco e si prendeva la maglia da titolare, in attacco c’era l’esperto tridente. La cronaca si apriva con l’iniziativa in fase di possesso dei padroni di casa, mentre era attenta la difesa campana che provava a pungere di rimessa. Al 9’ potenziale opportunità per gli ospiti con Ruffo Luci che serviva Leonetti, filtrante verso Maniero ma il passaggio non era preciso. Prime battute contraddistinte da numerose interruzioni e da una pioggia di cartellini gialli. La gara era equilibrata, gli spunti erano pochissimi. Al 26’ calcio piazzato insidioso di Manzari da posizione defilata, Perina sventava la minaccia con una parata di riflesso. Poi proteste biancoverdi, chiesto un tocco di mano di Ruffo Luci: l’arbitro faceva proseguire. Al 37’ slalom di Starita che entrava in area e calciava, nessun problema per Perina. Il primo tempo non regalava ulteriori azioni interessanti, da segnalare un corner velenoso battuto dai pugliesi: brivido per il reparto arretrato di Fontana. Sul fronte opposto, rasoterra di Leonetti e deviazione di Vettorel: all’intervallo era 0-0. Avvio di secondo tempo da dimenticare per la Turris che restava in dieci: Di Nunzio si faceva rubare la sfera da Fella e lo tratteneva, per il direttore di gara era fallo da ultimo uomo ed espulsione diretta. Al 60’ il Monopoli passava in vantaggio: su una situazione da fermo di Pinto, Mulè si faceva trovare pronto e sbloccava la partita. La reazione della Turris era affidata a un missile di Maldonado da lontano, Vettorel respingeva. Al 70’ palla persa da Contessa sulla corsia, Viteritti spingeva e metteva al centro: Giannotti raddoppiava e chiudeva i giochi. Nelle battute conclusive, il Monopoli sprecava il tris con Fella. Si chiudeva con una sconfitta la trasferta allo Stadio Veneziani per i Corallini: non mancavano i cori di contestazione da parte della tifoseria.
POTENZA – AZ PICERNO: pari e spettacolo nel derby lucano della 27^ giornata di campionato del Girone C di Serie C: era 2-2 al Viviani tra Potenza e Picerno che si spartivano la posta in palio al termine di una partita dai due volti, piatta nella prima frazione ed emozionantissima nella ripresa. I padroni di casa salgono a quota 30 punti e sono quint’ultimi in classifica, gli ospiti invece consolidano il loro piazzamento playoff arrampicandosi fino a quota 39. Raffaele optava per il canonico 3-5-2 con Verrengia a sinistra e con Caturano e Di Grazia in attacco, Longo rispondeva affidandosi al marchio di fabbrica 4-2-3-1 con Santarcangelo unico riferimento avanzato e con De Cristofaro sulla trequarti. Le prime due chances capitavano sul piede di Di Grazia che prima al minuto 9 spediva alto sopra la traversa da posizione defilata e poi quattro minuti dopo calciava debolmente tra le braccia di Albertazzi dall’interno dell’area. Erano di fatto gli unici veri sussulti di un primo tempo che, a parte un paio di tentativi dalla distanza di Ceccarelli, non regalava nient’altro. Nella seconda frazione la musica cambiava completamente. Partivano forte gli uomini di Raffaele che tra il minuto 56 e il minuto 59 prima stappavano e poi rischiavano di indirizzare definitivamente l’incontro. A sbloccarla era il solito Caturano, abile nel farsi trovare pronto al centro dell’area su cross da sinistra di Verrengia: colpo di testa vincente e tredicesimo centro in campionato. Tre minuti dopo toccava al suo compagno di reparto Di Grazia che, lanciato in profondità da Cittadino, vinceva il contrasto con un difensore avversario e a tu per tu con Albertazzi non sbagliava per la rete del 2-0. Al minuto 61 Ceccarelli calciava dal limite e per poco non trovava il sette, per l’arbitro era calcio d’angolo: i padroni di casa si fermavano a protestare, gli ospiti li sorprendevano e battevano subito, il cross al centro da sinistra veniva trasformato in gol da Santarcangelo che svettava più in alto di tutti. A quel punto i ragazzi di Longo ci credevano e sfioravano il pari al minuto 72 con De Cristofaro, il cui destro dal limite veniva ben respinto da Gasparini, e al minuto 75 sempre con Santarcangelo, con un colpo di testa: sfera a lato. Alla fine, quando l’incontro sembrava aver detto tutto, gli sforzi del Picerno venivano premiati: in pieno recupero il cross da sinistra di Guerra veniva spizzato da un difensore potentinto, la palla terminava sul piede di Kouda che con un piattone beffava Gasparini. Tripudio sotto il settore ospiti e festa tutto melandrina, per il Potenza un punto e tanto rammarico.
JUVE STABIA – TARANTO: il tecnico Pochesci, con il solito 4-3-3, confermava Barosi tra i pali. Altobelli e Cinaglia difendevano la porta gialloblù, mentre Mignanelli e Maggioni ricoprivano le rispettive fasce sulla trequarti. A centrocampo Ricci andava a supportare Berardocco, che oggi festeggiava la sua trecentesima presenza tra i professionisti, e Scaccabarozzi. Il tridente d’attacco vedeva Zigoni punta centrale, Guarracino e Pandolfi erano i due esterni offensivi. Primi dieci minuti di studio tra entrambe le compagini. Al 14’ Scaccabarozzi veniva servito mentre entrava in area, ma il centrocampista non agganciava bene il pallone, nonostante la buona posizione per calciare. Le squadre non sembravano darsi battaglia: poche le azioni salienti. Al 26’ Taranto vicino al gol: Mastromonaco superava Ricci sulla fascia destra, serviva in area Bifulco che calcia di prima intenzione, ma non inquadrava lo specchio della porta, spedendo il pallone al lato. Al 31’ Scaccabarozzi batteva una punizione dalla trequarti, il pallone si dirigeva verso l’incrocio dei pali, ma Vannucchi evitava la beffa e spediva in corner. Al 34’ Mazza calciava su punizione dai trenta metri, il pallone finiva di poco alto sopra la traversa. Al 40’ Scaccabarozzi tentava col sinistro di calciare di prima intenzione in area, ma un rimpallo facilitava la presa a Vannucchi. Al 43’ altra occasione per le vespe: cross dalla sinistra, Zigoni ci arrivava di testa, ma la difesa pugliese si salvava in calcio d’angolo. Senza entità di recupero, Giuseppe Collu mandava le squadre negli spogliatoi per la fine del primo tempo. Al 6’ Pandolfi serviva in area Zigoni, l’attaccante calciava di destro a giro, ma veniva murato dalla difesa rossoblù che allontanava in corner. Regnava l’equilibrio in campo. Al 18’ Labriola tentava il destro a giro dal vertice della lunetta, Barosi si stendeva e fa suo il pallone. Un minuto dopo, Silipo serviva Ricci che dal limite faceva partire un siluro che finiva alto sopra la traversa. Al 32’ cross dalla sinistra, Pandolfi tentava con il destro al volo, il pallone si stampava sul fondo. Al 38’ punizione per le vespe: Silipo tentava il sinistro a giro, ma il pallone terminava di poco alto. Buon fraseggio dei gialloblù, ma in fase offensiva non si intendevano. Al 40’ clamorosa occasione da gol per i padroni di casa: D’Agostino da solo calciava dal limite, ma il pallone finiva alto appena sopra l’incrocio dei pali. Al 42’ Barosi allontanava con i pugni la sfera, Labriola tentava la fortuna con un pallonetto, ma non inquadrava lo specchio della porta. Al 42’ brividi per il Taranto: Pandolfi veniva servito in area, il pallone si stampava sul palo e non superava di poco la linea della porta. Al 45’ Silipo riceveva un buon pallone in area, l’attaccante provava il tiro, Vannucchi la parava. Il direttore di gara concedeva quattro minuti di recupero, ma nulla accadeva.
LATINA – VIRTUS FRANCAVILLA: il Latina Calcio 1932 conquista il sesto successo interno della stagione, batte la Virtus Francavilla e raggiunge quota 36 in classifica scavalcando proprio i pugliesi al decimo posto del girone C della serie C a un punto da Avellino e Juve Stabia. La partita iniziava subito in maniera vibrante, con la Virtus Francavilla che trovava il vantaggio all’11’ con Patierno, che superava Tonti in uscita. I nerazzurri contestavano il gol sostenendo che l’inizio dell’azione era viziato da un fallo su Sannipoli sulla metà campo non fischiato dal direttore di gara. Il match proseguiva nervoso con tanti falli e tante proteste nei confronti dell’arbitro. Il Latina faticava ad organizzare una vera reazione mentre la Virtus Francavilla provava a controllare il pallino del gioco con continui lanci lunghi verso le punte. Ci provava Ganz a risvegliare il Latina, con una girata volante da dentro l’area che si perdeva di poco alta sopra la traversa. Subito dopo arrivava il pareggio dei nerazzurri. Grande azione sulla destra di Carissoni che metteva al centro dell’area con un cross perfetto che trovava puntuale all’appuntamento Fabrizi. L’attaccante si avventava di testa sulla sfera e la scaraventava in rete per l’1-1 del Latina. In pieno recupero ancora Carissoni sfiorava il vantaggio con una bordata dalla destra che veniva disinnescata da Avella. Il secondo tempo ripartiva subito fortissimo. Il Latina attaccava e dopo quattro minuti Ganz si guadagnava un importantissimo calcio di rigore. È lo stesso numero dieci che si incaricava della battuta, spiazzando il portiere Avella. Tre partite giocate e due gol segnati, grande impatto per Ganz con la maglia del Latina. Al 60’ i primi cambi per Daniele Di Donato: Furlan rilevava Riccardi, mentre De Santis entrava al posto dell’infortunato Cortinovis. In contropiede la squadra nerazzurra si dimostrava pericolosa, ma non riusciva a chiudere il match. Tornava in campo anche Lorenzo Rosseti nelle file del Latina, con il numero undici che rilevava Luca Fabrizi. Spazio anche per Peschetola allo scoccare del novantesimo minuto. Dopo sei lunghissimi minuti di recupero l’arbitro fischiava la fine del match, decretando il successo della squadra nerazzurra.
GIUGLANO – MONTEROSI TUSCIA: dopo la pesante sconfitta sul campo della Virtus Francavilla nel turno precedente, il Giugliano era chiamato a riscattarsi. La squadra di Raffaele Di Napoli, dopo una settimana di lavoro, affrontava il Monterosi allo Stadio Partenio-Lombardi di Avellino. L’intenzione dei Tigrotti era ipotecare la permanenza nella categoria, gli ospiti approdavano in Campania con la volontà di tenere tutto in bilico per quanto concerne il traguardo salvezza. Buon avvio per la truppa gialloblù che cercava di avere il pallino del gioco, i ritmi non erano alti e le due compagini si studiano. All’11’ primo sussulto della partita con Iglio che conquistava il pallone e guidava la palla per vie centrali: arrivato in area, il centrocampista tentava la conclusione con l’esterno, ma non indirizzava verso la porta. Sul capovolgimento, stesso esito per Gasperi che ci provava con un tiro dalla distanza. Al 17’ sussulto napoletano con un calcio piazzato di Ceparano, nessun compagno interveniva e il team di Leonardo Menichini ripartiva da una rimessa dal fondo. Al 25’ Poziello ci provava al volo in seguito ad un’apertura, poi grande opportunità per Piovaccari: l’attaccante, dopo una respinta di Piroli su giocata di Rondinella, sprecava dall’altezza del dischetto del rigore. Al 38’ il Monterosi passava in vantaggio alla prima e vera occasione: lancio di Piroli per Tonin, la difesa del Giugliano leggeva male e il numero 71 si ritrovava davanti a Viscovo: servizio per Costantino che doveva soltanto depositare nel sacco. Il primo tempo si chiudeva con un tentativo aereo di Piovaccari. Al ritorno sul rettangolo verde del Partenio, Salvemini cercava di fare tutto da solo: la linea difensiva si opponeva. Al 52’ ripartenza ospite con Costantino che favoriva Tonin: la chance si spegneva sull’esterno della rete. Dieci giri di cronometro dopo, Piovaccari staccava su un calcio d’angolo, ma non impensieriva il portiere avversario. Saliva l’intensità napoletana, al 66’ Salvemini si presentava davanti ad Alia e falliva: prodigioso l’estremo difensore nella circostanza. Al 67’ altra sortita dei ragazzi di Di Napoli con un traversone dalla destra, la brigata di Menichini spazzava via. Al 71’ La Monica sporcava un bolide di Biasiol e favoriva la parata di Alia. I Tigrotti andavano alla ricerca del pareggio, anche al 77’ si sviluppava un’altra opportunità interessante. Il Monterosi stringeva i denti e resisteva agli assalti, ma al 91’ il Giugliano conquistava un calcio di rigore con Alia che abbatteva Salvemini: espulsione per il portiere e Parlati in porta. Dal dischetto si presentava lo stesso Salvemini che sbagliava, intervento miracoloso del centrocampista tra i pali. Al 96’ Viscovo saliva per sfruttare un corner, sul contropiede seguente Tolomello raddoppiava a specchio sguarnito. Si chiudeva così, tra lo stupore e l’incredulità, la sfida del Partenio.
GELBISON – ACR MESSINA: Kragl gonfiava due volte la rete, Fumagalli calava la saracinesca e così il Messina confezionava un successo preziosissimo in casa della Gelbison. Biancoscudati subito pericolosi e in vantaggio dopo appena otto minuti di gioco. Ortisi guadagnava un calcio d’angolo, sugli sviluppi del quale Kragl concludeva magistralmente verso la porta avversaria con un tiro al volo che si trasformava in uno strepitoso eurogol. I padroni di casa erano si danno per vinti e, in appena dieci minuti, rimettevano in equilibrio l’incontro con De Sena (nel 2010 giocò per pochi mesi in riva allo Stretto), il cui tiro dalla distanza si infilava sotto l’incrocio della porta difesa da Fumagalli. Adesso era 1-1 ed il punteggio sul quale le due squadre tornavano negli spogliatoi per l’intervallo. Pronti-via e la ripresa si apriva con una occasione per la Gelbison che sprecava malamente una tripla opportunità. L’occasione ghiottissima capitava al 9’ con De Sena, tutto solo, al quale uno strepitoso Fumagalli chiude lo specchio della porta. Tre minuti dopo è ancora uno straordinario Kragl a infiammare gli animi giallorossi. Il tedesco evita l’intervento di due avversari, preparava lo spazio per il tiro e realizzava con un tiro angolassimo. Il Messina conteneva l’avversario con ordine con il preciso obiettivo di portare a casa l’intera posta in palio. Gli attacchi dei padroni di casa erano a testa bassa, ma non incidevano. Neanche nei sei minuti di recupero, quando il Messina riusciva a tenere inviolata la porta di Fumagalli. Finiva così, con una vittoria importantissima in chiave salvezza.













