RASSEGNA STAMPA DELL’11 FEBBRAIO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Riflessioni, strategie e trasformazioni. Il Taranto persevera nella quotidiana opera didattica ed agonistica, propedeutica alla sfida di cartello contro la Virtus Francavilla, attuale seconda forza del torneo, in agenda sabato prossimo alle ore 21.00 presso le mura amiche dello stadio Iacovone. Il ricco calendario del mese di febbraio è stato alleggerito, per la compagine rossoblu, dall’ulteriore rinvio dell’affascinante trasferta di Palermo: la partita, valevole per la terza giornata del girone di ritorno già slittata a gennaio a causa della sospensione precauzionale comandata dai vertici della Lega Pro, in attesa del rinnovato protocollo sanitario per le categorie professionistiche, era stata inserita nella data di recupero prescelta di martedì 22 febbraio, ma ha subìto un’ulteriore proroga al 30 marzo, in notturna. Le motivazioni sono da rintracciare nella disponibilità dell’impianto siciliano del “Renzo Barbera” ad ospitare il confronto play off fra Italia e Macedonia del Nord, valido per le Qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022. Il Taranto è atteso comunque dalla distribuzione di valori e di incentivi differenti, fra due impegni casalinghi al cospetto di compagini che aspirano alle alte vette (Virtus Francavilla e Catanzaro), altrettante gare esterne nella tana di due avversarie alla disperata ricerca di punti salvezza (Vibonese nel turno infrasettimanale di martedì 15, Fidelis Andria a chiudere sabato 26). Contro i biancazzurri allenati da Roberto Taurino e trascinati dall’attaccante Patierno, tornato in gran spolvero dopo il lungo periodo di inattività per provvedimenti disciplinari, già ispirato in fase realizzativa, Giuseppe Laterza insiste sulla dedizione alla sua idea tattica, corredata da un equilibrio da preservare nonostante gli appuntamenti incombenti, e si dedica alla limatura degli errori, agli avvicendamenti da applicare nel suo scacchiere, alla continuità da rintracciare dopo lo stop incassato contro il Monterosi Tuscia. Soprattutto, l’allenatore ionico attende e pretende concentrazione, personalità e reazione da parte della sua squadra: la classifica conforta e rassicura in proiezione del mantenimento della categoria, ma non è ancora dotata del crisma dell’ufficialità aritmetica, non eccessiva per rimpinguare la quota dei 33 punti già conquistati. Vietata ogni tentazione di rilassatezza, anche implicita: per mister Laterza, perfezionista nella cura dei dettagli, la graduatoria lusinghiera deve rappresentare un’occasione di ulteriore evoluzione, una sorta di banco di prova di maturità tattica, un esame identitario anche in prospettiva futura, sotto i profili dell’individualità e della sinergia. Si registrano sottili ma funzionali metamorfosi per quel che concerne il reparto di centrocampo, già depauperato dall’esplosione del talentuoso Diaby, il cui debutto sui palcoscenici del professionismo è stato drammaticamente infranto già a fine settembre, previo grave infortunio al ginocchio. L’opzione del modulo 4-2-3-1, certificata a Foggia e poi adottata con costanza quasi esclusiva, confida ovviamente nelle peculiarità d’impostazione, di interdizione e di costruzione affidate al tandem mediano, il quale ha blindato in veste titolare due protagonisti del calibro e dell’esperienza di capitan Marsili e di Civilleri. Da questa settimana, la batteria nevralgica annovera un altro elemento di perizia importante, persino dal curriculum prestigioso: Davide Di Gennaro. Il centrocampista classe ’88, svincolatosi dal Bari capolista nell’epilogo della sessione invernale di mercato, è stato ingaggiato sino al termine della stagione in corso per sostituire Franco Bellocq, mediano argentino scoperto dal direttore sportivo Montervino attraverso la vivisezione delle sue prestazioni nelle fila dell’Astéras Tripoli, squadra rivelazione nella Souper Ligka Ellada (massima categoria greca). Bellocq ha rescisso consensualmente il contratto per motivi personali, ha ricevuto messaggi di amicizia e stima dai colleghi, ha salutato tutto l’ambiente ionico con emozione, la stessa che ha suscitato nel siglare il gol decisivo al fotofinish contro il Catania: “Devo dire addio ad un luogo a cui lascio una parte del mio cuore- si legge sul suo profilo social- Grazie ai miei grandi compagni di squadra, che mi hanno insegnato tanto. Allo staff tecnico, in particolare al mister Laterza per la fiducia che mi ha dato. A Francesco Montervino per la possibilità. Ed a tutta la società Taranto Calcio per avermi fatto stare così bene. Infine, un saluto molto speciale a tutti i tifosi del Taranto, che fanno grande questa società. Da oggi sarò uno di voi. Spero che in futuro le nostre strade si incrocino di nuovo”. Eclettismo e padronanza tattica qualificano il neo arrivato Di Gennaro: già versatile nella mansione di trequartista centrale, l’ex Cagliari e Lazio cresciuto nel vivaio del Milan si è recentemente stabilizzato nell’interpretazione di un’asse di centrocampo a due e tre effettivi. Lecito ipotizzare un suo debutto già contro la Virtus Francavilla, anche se in staffetta con Civilleri, rientrante dalla squalifica, in considerazione dell’unica alternativa in panchina Cannavaro e dell’assenza di Labriola, appiedato per un turno dal giudice sportivo, in seguito all’espulsione incassata sul finale contro il Monterosi. Occorrono disciplina ed idee in regia, per propiziare fluidità sulle fasce, quindi quell’intesa in materia di sovrapposizione, incursione e convergenza al cross per una produzione superiore, lucida, costante e soprattutto concreta in area di rigore. Soluzioni originali o rinnovate, a beneficio dell’unico terminale offensivo Saraniti, il quale dispensa un lavoro intenso di reparto che rischia spesso di limitare la sua verve realizzativa, potrebbero essere identificate in Manneh e Pacilli sull’esterno destro della trequarti, così come in Barone, attaccante esordiente in serie C, la cui esuberanza e la sua inclinazione ad aggredire la profondità necessitano di essere adeguate alla tipologia del campionato stesso. L’intuito dell’ex Gladiator potrebbe essere sfruttato a ridosso della punta effettiva, in avvicendamento con un Giovinco imprescindibile per estro ed iniziativa personale.














