I lavori per gli impianti sportivi destinati ai Giochi del Mediterraneo entrano nella fase più delicata: quella in cui ogni giorno perso pesa come un macigno e ogni avanzamento diventa decisivo. Le consegne, inizialmente previste per fine marzo, stanno subendo slittamenti che costringono istituzioni, tecnici e imprese a una corsa serrata per arrivare pronti all’appuntamento internazionale.
Secondo quanto riportato da Domenico Palmiotti del Quotidiano, la situazione più complessa riguarda lo stadio Iacovone, dove il cantiere procede a ritmo sostenuto ma con inevitabili rallentamenti dovuti al maltempo e alla complessità degli interventi strutturali. Le immagini dall’alto mostrano un impianto ancora in piena trasformazione, con squadre al lavoro su più fronti per rispettare le scadenze.
Non va meglio per il PalaRicciardi, dove le opere interne e gli adeguamenti impiantistici richiedono ulteriori settimane di interventi. Anche il centro sport nautici e il centro tennis Magna Grecia stanno vivendo una fase di avanzamento disomogenea: alcuni lotti sono vicini alla conclusione, altri necessitano di un’accelerazione significativa.
Il commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese, ha riconosciuto le difficoltà ma ha ribadito la volontà di portare a termine tutte le opere in tempo utile. «Nonostante gli imprevisti – ha spiegato – stiamo lavorando senza sosta per consegnare impianti all’altezza dell’evento e della città». Una dichiarazione che conferma la determinazione istituzionale, ma che non cancella le preoccupazioni legate ai tempi sempre più stretti.
Sul fronte economico, i costi aggiuntivi dovuti alle varianti in corso d’opera e alle accelerazioni richieste stanno imponendo una revisione delle coperture finanziarie. Le amministrazioni coinvolte stanno valutando ulteriori strumenti per garantire la chiusura dei cantieri senza compromettere la qualità delle strutture.
A poco più di tre mesi dall’inizio dei Giochi, Taranto vive dunque un momento di tensione e attesa. La città osserva i cantieri con speranza e apprensione, consapevole che il successo dell’evento dipenderà anche dalla capacità di trasformare questo fotofinish in un traguardo raggiunto, non in un’occasione mancata.













