RASSEGNA STAMPA DEL 30 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
Più che Il progetto, il primo problema che nel vertice di domani pomeriggio alle 16, in Camera di Commercio, dovranno affrontare il commissario del Giochi del Mediterraneo, il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ionio, il sindaco di Taranto e l’ammiraglio comandante di Marina Sud per il centro di vela, canoa e canottaggio, è come rendere disponibile l’area dell’ex stazione torpediniere sul Mar Piccolo.
È l’area che in anni passati la Marina Militare usava come base navale (sino a giugno del 2021 fa vi era attraccato Il l’incrociatore Vittorio Veneto, poi venduto al turchi e rottamato) e in seguito ha progressivamente dismesso riallocando ormeggi e attività nella nuova base di Chiapparo. A ottobre 2020 in Prefettura, nell’ambito del Cantiere Taranto, presente l’allora premier Giuseppe Conte e diversi ministri, la Marina cedette l’area dell’ex torpediniere. Se ne prospettò la riconversione a fini turistici e diportistici.
Ma la cessione, a distanza di tre anni, non è ancora concretamente avvenuta perché, spiega a Quotidiano Sergio Prete, presidente dell’Authority, «stanno facendo l’accatastamento e il frazionamento dei fabbricati e delle aree per poi trasferirli al Demanio marittimo. L’hanno potuto fare dopo che il progetto di Asset è stato in qualche modo definito». Il progetto dell’Agenzia della Regione Puglia cui fa riferimento Prete è appunto quello che prevede un nuovo uso dell’infrastruttura. «Nell’operazione – aggiunge Prete – la Marina liberava l’area e si finanziava la ristrutturazione di alcuni magazzini in Arsenale per la delocalizzazione delle funzioni ancora attive». Va inoltre aggiunto che la Marina, anche se non risulta formalmente nell’accordo per l’ex torpediniere, ha ottenuto un finanziamento di circa 200 milioni per il potenziamento di Chiapparo, di cui primi 79 sono stati deliberati dal Cipe a luglio 2020, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione della programma zione 2014-2020, mentre a luglio 2021 il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato un finanziamento integrativo di 123,8 milioni. E proprio in quest’ambito si disse che l’ammodernamento della base navale in Mar Grande “consentirà la dismissione dell’ex stazione torpediniere sulle sponde del Mar Piccolo e la restituzione di quest’area, prospiciente il centro storico, alla città di Taranto”. Il fatto che l’area al momento non si possa usare, non sembra però essere un grosso ostacolo perché comunque ci sarebbe la disponibilità della Marina – chiarisce Prete – ad un accordo di utilizzo anticipato ai fini della realizzazione dell’intervento dei Giochi del Mediterraneo». «Sull’accessibilità dell’area voglio capire a che punto siamo – dichiara a Quotidiano il commissario Massimo Ferrarese -, altrimenti dovrò coinvolgere il ministro della Difesa. Col ministero ho già parlato di tutto ricevendo piena disponibilità. Loro sono disponibilissimi». Ferrarese ricorda che la Marina era anche pronta a mettere a disposizione della struttura commissariale una propria sede (poi la scelta è andata sulla Camera di Commercio), così come aveva offerto per il centro degli sport nautici, in alternativa all’ex torpediniere, l’area di cala nocchieri sempre sul Mar Piccolo. Soluzione, quest’ultima, che si è rivelata impraticabile perché l’area risulta piccola e vicina agli allevamenti delle cozze.
«Il progetto è importante, ma l’area ancor di più, e comunque, secondo me, è una cosa che si risolve» afferma Ferrarese. Attualmente il progetto è un Pite, piano di fattibilità tecnico-economica. Il Comune si è ora impegnato ad acquisire i pareri e a indire la conferenza dei servizi, anche se, pare, questo compito toccherebbe all’Authority, ma lo si definirà domani. In ogni caso, anche per il centro nautico, come per stadio e piscina, l’appalto va fatto al massimo entro marzo prossimo. Circa le condizioni dell’infrastruttura, il problema maggiore, sostiene Ferrarese, «non sono le banchine, perché ora si usano banchine prefabbricate – io stesso come imprenditore, con la mia azienda, ne ho installate parecchie , quanto lo stato dei locali a terra che sono davvero malmessi. Però si può fare, si fa». L’intervento sul Mar Piccolo quota 20 milioni, ma bisognerà vedere se la stima dei costi rimarrà questa oppure salirà come per la piscina. «Sulle cifre preventivate va fatta una verifica attenta e sull’ex stazione torpediniere non ho ancora il dato aggiornato – afferma il commissario -. Per esempio, se ci fosse la possibilità di risparmiare 5 milioni, questi poi li sposterei da un’altra parte. Sulla piscina, intanto, siamo passati da 24 a 36 milioni, 12 in più. Anche i miei tecnici si sono meravigliati di questo. Al Comune abbiamo fatto notare che molti numeri sono ballerini. Loro, adesso, devono entrare minuziosamente nelle varie voci di costo e io accertare la congruità dei progetti per validarli. Aggiungo che l’altro ieri il Comune mi ha chiesto se come struttura ci facciamo carico del lavori al Magna Grecia. Ma qui servirebbero altri 5 milioni. E già così servono altri 50 milioni solo per completare le opere». Nell’incontro di lunedì, inoltre, non si è parlato del villaggio di Castellaneta da destinare all’ospitalità degli atleti, oggetto di un recente sopralluogo del comitato. È stato invece affrontato il tema della piscina di Brindisi che, nel caso, sarebbe da ristrutturare. Spiega Ferrarese: «Al sindaco Melucci ho detto che ho incontrato Giuseppe Di Palo, campione di canottaggio e consulente del comitato organizzatore dei Giochi, il quale mi ha esposto che per nuoto, pallanuoto e nuoto pinnato, le due piscine di Taranto non bastano. E anche Davide Tizzano, presidente del comitato internazionale dei Giochi, mi ha detto che siccome le piscine olimpioniche, finito il grande evento, poi vanno a morire, restano inutilizzate ed hanno costi di gestione onerosi – questo l’ho pure evidenziato al sindaco -, in alcuni casi sono state usate vasche provvisorie. Ecco perché sto cercando qualcosa di disponibile sul territorio. L’unica che dobbiamo solo ristrutturare, senza bisogno di acquisire pareri o spendere molto, è quella di Brindisi. Loro, Comune di Taranto, questi particolari non li conoscevano. Ma io dico: l’avete a Taranto, Grottaglie, Mottola, un’altra vasca? Datemela, perché una terza serve. Si sta studiando su che fare per Brindisi. Nell’incontro che avrò col sindaco Marchionna nei primi giorni di settembre, ed altrettanto farò con Salvemini di Lecce, penso che mi porteranno qualcosa». Infine, c’è la possibilità di mettere anche l’equitazione tra le discipline dei Giochi. «È un optional – conclude il commissario – e dobbiamo deciderlo se inserirlo o meno. Se si farà equitazione, l’impianto di San Giorgio Jonico potrebbe essere una soluzione. Ma si deve finanziarlo bene perché mancano diverse cose. Farò un sopralluogo a giorni».
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