Francesco Latartara, ex centrocampista ed allenatore tarantino, fa la sua disamina sul campionato del Taranto che attualmente si trova a quattro punti di distanza dalla vetta.
“La promozione è alla portata quindi rispetto per tutti, paura di nessuno”.
Il Taranto torna da Andria con un solo punto guadagnato, che partita è stata?
Mi aspettavo un match molto difficile e così è stato. L’Andria vuole partecipare ai playoff ed il fatto che avrebbe dato il tutto per tutto era prevedibile. Sappiamo bene che contro il Taranto qualunque squadra gioca con maggior veemenza per non sfigurare. I rossoblu hanno dovuto affrontare questa trasferta in un campo difficilissimo, per di più senza l’apporto dei propri tifosi, quindi ha delle attenuanti. Resta il fatto che si poteva fare qualcosa in più sul piano del gioco, ma è un pareggio che dopo otto vittorie di fila ci può stare.
Un clima infuocato in quel di Andria, che in settimana si è inasprito ancor di più per la decisione di far giocare il derby a porte aperte. Questa tensione può aver influito sul rendimento del Taranto?
Non penso. Quando sei un professionista puoi avere uno stadio intero che ti minaccia o giocare a porte chiuse ma conta poco perchè sei concentrato sulla partita. Il Taranto ha allestito una squadra composta da giocatori con una forte personalità, che non temono pressioni, quindi il fattore pubblico non credo abbia influito più di tanto. La prestazione è stata leggermente sotto la media per un calo fisiologico, un elemento normalissimo per qualsiasi squadra arrivati ad un certo punto del campionato. Dopo le otto vittorie di fila e dopo aver recuperato tanti punti al Picerno, una piccola flessione non è una tragedia. Ovviamente non si gioca da soli, l’Andria ci ha messo del suo per mettere in difficoltà il Taranto confermandosi molto insidiosa.
La mancata vittoria ed il distacco di quattro lunghezze dal Picerno può avere degli strascichi psicologici per la squadra e per tutto l’ambiente?
A mio parere il pareggio arrivato al 96′ ha ricompensato gli sforzi e la caparbietà della squadra. Sicuramente nello spogliatoio non c’è stata la soddisfazione che può esserci dopo una vittoria, ma non ci saranno contraccolpi nel morale che magari avrebbero potuto esserci in caso di sconfitta. Anche per quanto riguarda la piazza secondo me un po’ di scoramento ci sarà ed è normale, ma i tifosi non ne faranno una tragedia continuando a sostenere la squadra come hanno sempre fatto.
Considerando l’andamento dei Lucani, i quattro punti di distacco possono essere recuperabili?
Il campionato è ancora lungo e bisogna giocare lo scontro diretto, questo la squadra lo sa bene. Mancano ancora dieci partite ed i punti di distanza potranno cambiare ancora molte volte. Sarà importante rimanere agganciati al Picerno, avendo così la possibilità di giocare un vero e proprio spareggio per la promozione in Basilicata.
Domenica ricomincerà la rincorsa alla vetta e sulla strada del Taranto ci sarà il Fasano. Come bisogna affrontare questo match e che insidie possono esserci per gli uomini di Panarelli?
Domenica bisogna vincere ad ogni costo, restando umili e concentrati. Sono sicuro che il pubblico ci metterà ancora del suo, dando una mano alla squadra per tornare alla vittoria. Ovviamente vedo favoriti i rossoblu, ma l’insidia è sempre dietro l’angolo: ogni partita ha una storia a sè e non bisogna sottovalutare l’avversario. A mio parere sarà fondamentale entrare in campo con cattiveria, cercando di sbloccare quanto prima il match e gestendo al meglio i momenti più delicati. Il Taranto è una signora squadra con un parco giocatori importante: può vantare calciatori esperti che meriterebbero come minimo di giocare in Serie C, amalgamati a giovani forti come Ferrara, Bonavolontà, Antonino, Salatino e Pellegrino che mi hanno colpito particolarmente. La promozione è alla portata quindi rispetto per tutti, paura di nessuno.
Gabriele Campa














