di Alessandra Carpino
Come un classico “locus amoenus”, un “luogo senza mura”, ideale ed estraneo alle tensioni, alle perplessità, persino scevro dal pragmatismo dei problemi, dall’incombenza della precarietà, da quell’inevitabile senso di caducità che ha fagocitato in modo brusco le dinamiche del calcio a Taranto. Se si dovessero valutare l’entusiasmo e la concentrazione, la didattica e l’applicazione, l’abnegazione ed il desiderio agonistico, tutti parametri registrati nel corso dell’allenamento che la squadra rossoblu ha effettuato sotto le direttive del suo stratega Carmine Gautieri, coadiuvato dal suo staff tecnico al completo e vigile circa ogni dettaglio, si potrebbe affermare che nulla sia accaduto di clamoroso e di drammatico nelle ore antecedenti. Il campo B come una bolla, nella quale le esibizioni distribuite e le istruzioni impartite cristallizzano lo stato di calma apparente di un gruppo che deve rintracciare la sua imminente evoluzione professionale. Come se il tempo si fosse fermato, come se le inadempienze in materia di bonifici ed emolumenti da corrispondere ai tesserati fossero solo sospese nei pensieri, come se la preoccupazione della gestione quotidiana ed ordinaria della materia sportiva fosse regolare e non destabilizzata: inutile negarlo, il rettangolo di gioco, il pallone in rete, la sinergia di anime, sono fattori taumaturgici. All’indomani di un mercoledì 16 ottobre complicato, a tratti grottesco, caratterizzato dalle voci disordinate che alludevano all’acquisto del pacchetto societario da parte del fatidico “fondo americano” supportato dagli esponenti della politica locale, ma anche dall’annunciata interruzione della collaborazione con il sodalizio ionico da parte del direttore Fabrizio Lucchesi, demiurgo di un organico riconsegnato sotto i richiesti crismi della sostenibilità propedeutica alla vendita, sino alla cronologia severa e non rispettata dal presidente dimissionario Massimo Giove in tema di pagamenti (eredità pesante sarà un’altra penalizzazione in classifica, aggravata dalla recidiva), la squadra ha lavorato in maniera impeccabile. Un concetto ribadito con passione da Carmine Gautieri: il gruppo merita di essere tutelato per la sua serietà, per la dedizione profusa nel metabolizzare ogni lezione e mutuarla in strategia, sotto l’egida della cooperazione fra reparti e dell’aiuto vicendevole. Accogliere l’invito dei cancelli aperti, suggellare l’essenza della testimonianza diretta troppo spesso ostacolata: la seduta mattutina del giovedì constava di una prima parte dedicata allo studio dei piani tattici, successivamente l’organico è stato protagonista della tradizionale partitella. Nulla è lasciato al caso, l’intenzione è ripartire dall’energico stacco di testa del giovanissimo Battimelli nell’epilogo della precedente sfida col Picerno, sigillo sontuoso sulla prima vittoria in campionato del Taranto: ripristinare una continuità positiva, fra identità di modulo, personalità e letture efficaci, come quelle indovinate domenica scorsa dallo stesso Gautieri, le quali hanno coinvolto l’avvicendamento di under motivati e freschi (oltre il match winner, anche Sacco, altro classe 2005 che ha sfiorato il vantaggio e Schirru, autore del cross decisivo dalla bandierina). L’opera dell’equipe tecnica è coerente, ordinata, meticolosa, certificata dalla genesi affidata ad immagini da vivisezionare, appunti da trascrivere anche nel cuore della notte, riflessioni da accelerare e sincronismi da innescare. Il Gaucho è davvero carismatico nella gestione dell’allenamento, sa catechizzare i suoi allievi alla precisione, si concede costantemente ad elogi ed incoraggiamenti, sa coniugare delicatamente disciplina e psicologia. La sua figura agile gli consente di mimare ogni azione, di istruire i suoi giocatori agli inserimenti eleganti, alle aperture ragionate e vivaci sulle corsie, alle stesse finalizzazioni: il talento dell’esterno versatile ed originale, plasmato soprattutto dalla filosofia del maestro Zeman, è intatto. Cura particolarmente la fase di possesso palla, Carmine Gautieri, amministrando dalla cintola in su, consapevole del contributo del suo vice Giovanni Chiaiese non solo in tema di perfezionamento difensivo, ma anche nel ruolo di match-analyst ed incaricato degli esercizi personalizzati dei singoli calciatori. La tappa di Crotone è imminente, la determinazione dello staff e della squadra coincide però con la richiesta di quella “chiarezza”, di quella esigenza di conoscere i presupposti fondamentali per proseguire il viaggio, agonistico e metaforico: nessuna decisione istintiva, semmai una prospettiva paziente. E’ garantito lo svolgimento delle prossime due sedute di venerdì e di sabato, ma allenatore e calciatori hanno preteso giustamente un incontro, un confronto, un dialogo, alla luce dei recenti episodi. Sia l’interlocutore il disimpegnato Massimo Giove o l’emissario di un nuovo gruppo imprenditoriale che potrebbe rappresentare, magari a sorpresa ed in tempi brevissimi, il cosiddetto “deus ex machina”.













