di Mimmo Ligorio
Abbiamo intervistato, per giornalerossoblu.it, l’ex D.S. del Taranto Danilo Pagni, proponendoli qualche domanda sul Taranto e un parere sul “nuovo incarico” di mister Ezio Capuano.
Danilo Pagni, intanto un suo giudizio su come è stato affrontato il recente campionato dal Taranto.
Il Taranto ha affrontato un ottimo campionato, tutto merito di mister Ezio Capuano che con la sua determinazione, ha inciso alla grandissima, ha dato una compattezza incredibile alla squadra ed è riuscito a darle una fisionomia e la giusta mentalità, raggiungendo anzitempo l’obiettivo della salvezza, anzi, avrebbe da recriminare anche qualche punto in più in classifica. È da encomiare anche il lavoro svolto dal D.S. Evangelisti, ha portato minutaggio e rendimento quest’anno, mentre Vittorio Galigani è un talismano per il Taranto.
Secondo lei, è stata giusta la scelta di affidare il ruolo di allenatore/manager a Ezio Capuano?
Da direttore sportivo non posso dire che sia stata la scelta giusta perchè così facendo, il mister si caricherebbe ulteriormente di responsabilità, di certo questa è stata una scelta della società e il mister andrebbe elogiato per essersi preso questo incarico. Io gli auguro di trovare la giusta dimensione, perché è tutto sulle sue spalle, si sta occupando di questa “creatura” chiamata Taranto h24. Il mister ha le idee chiare, conosce i suoi giocatori e la categoria, sta costruendo una squadra per fare minutaggio e si sta sovraccaricando di tante responsabilità che non gli consentono sicuramente di avere giusta serenità.
Dopo l’esperienza avuta come D.S. del Taranto e dopo l’ultima chiamata declinata, oggi tornerebbe in società? Ha qualche rammarico?
Non ho assolutamente alcun rammarico! Ho contribuito molto per il Taranto, dandogli una salvezza diretta e avendoli sempre rispettati come avversari. Quanto alla mia seconda esperienza a Taranto, il presidente Giove mi offrì 3 anni di contratto, ma dopo un mese decisi di declinare elegantemente, non esiste al mondo un dirigente che avrebbe lasciato tutti quei soldi, è stata una mia scelta e me ne sono assunto tutte le responsabilità. Nonostante ciò, con il presidente Giove siamo rimasti in ottimi rapporti, è una brava persona ed è un presidente che va sostenuto, gli vanno riconosciuti dei meriti e Taranto dovrebbe ringraziarlo.
Che giudizio esprime sulla prossima stagione di serie C, in particolare sul Girone meridionale?
Non mi faccio buttare fumo negli occhi. Ogni anno vengono fatti sempre gli stessi accostamenti ad una mini serie B ma io sono dell’idea che in campo non entrano né la filosofia né le chiacchiere, in campo si schierano i giocatori forti e le squadre organizzate, per me quello che prevale è l’espressione tecnico/tattica dei giocatori e delle squadre.
Cosa ci racconta della sua ultima esperienza alla Nocerina e dei record che ha ottenuto con la società?
E’ stata un’esperienza meravigliosa, un’impresa favolosa che rifarei altre 100 volte, un’impresa storica dove è stato ottenuto un vero, autentico, miracolo sportivo, conquistando una salvezza incredibile. Sono andato a Nocera nonostante qualcuno mi avesse dato del pazzo ma, a tal proposito, mi sono trovato bene sia con la piazza che con la società. Successivamente ci siamo confrontati ed è stato deciso di risolvere il contratto consensualmente, compreso quello del Direttore Generale Pino Iodice, che è stato un fuoriclasse nel gestire il lavoro, influendo molto sulla salvezza della Nocerina. Sono contento di aver ottenuto risultati con la società, risultati che nessuno si aspettava.
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