di Domenico Ciquera
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Davide Dionigi, allenatore del Taranto targato D’Addario che centrò la semifinale dei play-off persa contro l’Atletico Roma dopo una gara eccezionale al Flaminio e l’anno dopo Taranto, invece, non riuscì a raggiungere la Serie B per le note vicende societarie.
Stagione del Taranto – È stata una stagione importante in cui il Taranto ha espresso, secondo me, un buon calcio, sicuramente un calcio organizzato come è quello di Capuano. Però quest’anno, sono onesto, ho visto anche un calcio molto propositivo, il Taranto ha giocato partite ottime. Quindi, una stagione altamente positiva e soprattutto ne aveva bisogno Taranto dopo gli ultimi anni perché, da quando sono andato via, non si sono più raggiunti questi livelli. Quindi grande merito alla società, soprattutto al mister, che ha ricompattato l’ambiente e soprattutto ha ricreato entusiasmo a una piazza che vive di tutto questo.”
Somiglianze – La somiglianza che mi viene subito in mente è sicuramente l’anima, il cuore, lo spirito combattivo seppur con interpreti diversi e con un qualcosa di tattico leggermente diverso. Però è un Taranto che sicuramente propone gioco, è un Taranto che ha fatto divertire i tifosi come fece il mio, quindi ci sono parecchie somiglianze. Poi è normale che nei particolari, ogni allenatore ha la propria idea, ha le proprie variabili. Poi non dimentichiamo che anche questo Taranto ha dovuto subire dei punti di penalizzazione. Noi, senza i punti di penalizzazione, saremmo arrivati primi e il Taranto quest’anno sarebbe arrivato secondo. È stato un dolore immenso perché io penso che era un percorso nato da Roma, dalla semifinale sfortunata al Flaminio si era creata un’unione importante. Poi, siamo onesti, l’anno dopo battemmo tutti i record e quindi vederci sfuggire la serie B per 7 punti di penalizzazione, fu un colpo al cuore.
Il suo ricordo legato al Taranto – Calcisticamente penso che Roma rimarrà nella storia con quel finale. Fu un finale drammatico, purtroppo. Però fu una partita bellissima, giocammo un calcio spettacolare. Altri ricordi sono sicuramente i tanti amici, le tante persone conosciute a Taranto, i tanti momenti belli e soprattutto anche un gruppo, lo dico e lo dirò sempre, di uomini che difficilmente oggi si trova. Era un Taranto che non percepiva emolumenti e rimasero tutti fino alla fine, vincendo, “sul campo” il campionato.”
Tifoseria – Una tifoseria splendida. Io mi ricordo che ha saputo anche starci vicino nelle difficoltà. Ci ha sempre spronato. È un pubblico affascinante, un pubblico che ti spinge anche ad andare oltre. Poi io l’ho vissuto anche da calciatore. Abbiamo vissuto momenti di difficoltà dove abbiamo subito anche contestazioni ma sempre in maniera costruttiva. Sarebbe veramente stato bello regalare la B dopo più di 20 anni. Però il destino ha voluto così e va accettato.
Futuro – Quest’anno sono stato fermo. L’anno scorso ero a Cosenza. Poi, prima, ho fatto Brescia, Ascoli. Quest’anno non volevo ricadere negli errori del passato. Quindi tutto quello che mi è stato proposto non l’ho voluto accettare e adesso speriamo di ripartire il prossimo anno, a Luglio con un buon progetto.
Ritorno a Taranto – Io ho sempre detto che a Taranto sono stato bene. Ho sempre detto che un domani mi sarebbe piaciuto tornare per completare un’opera. Poi, come in tutte le cose, la volontà c’è sempre, bisogna vedere se le cose combaciano, con quella che è la mia idea di calcio, con quello che voglio fare. Però a Taranto furono anche gli anni dove sono cresciuti i miei figli che erano giovanissimi. Quindi io sono stato benissimo e ho talmente tanti amici che ho dei ricordi solamente belli.














