Abbiamo intervistato l’ex beniamino del Taranto fine anni ottanta e inizio anni novanta Luca Brunetti.
Il Taranto si avvia all’inizio del campionato tra tanti dubbi e tante incertezze da parte di tutta la tifoseria e tanti punti interrogativi, secondo lei il cambiamento radicale di quasi tutta la rosa, scegliendo una linea verde basata sui giovani farà bene? Sarà una scommessa vincente?
“È Chiaro che la tifoseria del Taranto si aspetta sempre di più, il campionato dello scorso anno dopo tanti anni di Dilettantismo, per essere il primo anno non è stato un brutto campionato, anzi dopo aver fatto quel girone di Andata così alla grande mi sarei aspettato addirittura che il Taranto riuscisse ad entrare nei play/off ma alla fine per come si erano messe le cose la salvezza è stata meritata. Ovviamente quest’anno la tifoseria Tarantina, che sappiamo tutti essere molto blasonata, si aspetta di più, comunque non sarà facile e sarà un campionato duro e bisogna stringere i denti e stare vicino alla squadra, anche perchè per tanti sarà il primo anno di professionismo”
Durante la presentazione del Mister di Costanzo, la società aveva pronunciato la parola “playoff” lei crede sia possibile vedendo la rosa attuale o manca qualche tassello di esperienza per posizionarsi nei primi 10 posti del girone?
“La società pronunciando la parola playoff si è presa un bel rischio ma sapete a volte se hai una squadra giovane con un bravo allenatore come Di Costanzo non è mica detto che il Taranto non faccia un buon campionato, anzi potrebbe creare dei problemi a tante squadre vedendo dei giovani interessanti anche a livello tecnico, quindi bisogna fare necessità virtù e la squadra giovane potrebbe essere un’arma a doppio taglio. So che non è facile nel calcio di oggi, anche perchè il fattore economico conta molto e squadre come Catanzaro, Crotone, Pescara hanno degli ingaggi superiori inarrivabili ma nel calcio mai dire mai..
Cosa si sente di dire ai tifosi da Bandiera rossoblù? Ci sono tante critiche e sono stati messi dei striscioni sparsi in città di protesta contro la società, nonostante ancora non abbiano visto all’opera in partite ufficiali questi ragazzi.
“Ripeto, la società ha fatto quello che poteva, capisco la delusione della tifoseria perchè Taranto è una città importante e i tifosi si aspettano sempre di più ma nel calcio di oggi non è facile, se andate a vedere squadre come Avellino, Catanzaro, Monopoli che hanno speso lo scorso anno tantissimo poi si sono ritrovate con un pugno di mosche. Non bisogna partire con il piede sbagliato anche perchè ne va del morale dei ragazzi e della società, per il momento bisogna lasciar lavorare e partire con questo trend di negatività è assolutamente sbagliato, poi se a Ottobre/Novembre (spero di no) saremo in brutte acque allora si potrá iniziare a lanciare qualche campanello d’allarme in vista del mercato invernale ma ora la societa ha bisogno di tempo ed equilibrio.
Che ricordi ha dell’esperienza al Taranto? Nei bar, la vecchia guardia tarantina, parla ancora di lei e di quello che ha fatto per questi colori, come si sente a distanza di anni?
“Sono stati 4 anni bellissimi, anche il primo anno che siamo retrocessi, ci sono stati dei momenti belli e altri meno ma la cosa che porto nel cuore è che a distanza di 30 anni c’è gente che ancora che mi scrive e mi riempie di complimenti. Taranto per me è stata una tappa importante nella mia vita e non dimenticherò mai Città e Tifosi. Ho però un sogno nel cuore, quello di vedere un giorno il Taranto in una categoria superiore, perchè lo merita la città, la tifoseria e la gente che vive di calcio qui, perchè a Taranto fare calcio è diverso, il calcio si vive quotidianamente, si trasmette fin da piccoli, aver giocato qui sarà una delle esperienze più belle della mia vita.
Daniele Lupo














