di Domenico Ciquera
Abbiamo intervistato Luca Lazzàro, candidato sindaco del centrodestra, con cui abbiamo avuto l’opportunità di parlare del rilancio della città di Taranto, che può e deve passare anche dal rilancio dello sport ionico.
Risoluzione della crisi dello sport tarantino: Innanzitutto, con un approccio di serietà. Bisogna essere seri nel rapporto con lo sport e con quelli che sono i colori rossoblù. Dobbiamo fare in modo di promuovere tutte le nostre squadre e accompagnarle in un processo di crescita, perché non solo rappresentano una grandissima eccellenza che riempie i nostri cuori di passione, ma incarnano anche ciò che significa essere tarantini, che dobbiamo continuare a promuovere in ogni campo. Io vengo dal mondo agricolo, dal mondo agroalimentare. Quindi, quando parliamo di vino, di olio, di ortofrutta, parliamo di eccellenze del nostro territorio. Lo sport è un’altra grandissima eccellenza, che può diventare un potente attrattore per il futuro di Taranto.
Giochi del Mediterraneo: Sono molto felice del lavoro che si sta facendo. Nei prossimi giorni sarò in giro per verificare lo stato dell’arte rispetto all’avanzamento dei lavori nei siti coinvolti. I Giochi del Mediterraneo rappresentano una straordinaria opportunità: verranno riqualificati impianti sportivi esistenti e ne saranno creati di nuovi. Pensiamo alle piscine, pensiamo al nuovo stadio Iacovone, che potrà essere un attrattore per il futuro della città. Questi impianti sportivi dobbiamo immaginarli nel domani: non possiamo pensare che la loro missione finisca con i Giochi. Sono infrastrutture importanti che devono essere utilizzate quotidianamente dai cittadini, insieme alle associazioni sportive e agli imprenditori che vorranno investire nello sport tarantino. Lo sport è fondamentale, non solo perché ci emoziona negli stadi o nei palazzetti, ma anche perché favorisce uno stile di vita sano. Dobbiamo fare sport: lo sport crea benessere per tutti.
Attrarre nuovi investitori: È estremamente importante attrarre investimenti, non solo nello sport, ma in tutti i settori economici. Qualche giorno fa, durante un incontro con il ministro Crosetto, mi ha detto: “Luca, bisogna esagerare. Bisogna reimmaginare completamente la città.” Taranto ha bisogno di cambiare pagina. Ed è per questo che ho accettato questa candidatura. Dobbiamo trasformare le nostre eccellenze nei punti di forza della città e avere la capacità di attrarre investimenti. Immagino la costruzione di filiere produttive: per anni abbiamo prodotto acciaio, danneggiando il nostro ambiente e la nostra salute, ma non abbiamo mai realizzato una semplice forchetta con quell’acciaio. Nel mio settore, l’agricoltura, costruire filiere è fondamentale. E lo è in ogni comparto economico. Con la costruzione di filiere produttive si attraggono investimenti. Lo sport è centrale: deve essere affiancato dai big player che arriveranno a Taranto per sviluppare queste filiere. Anche il settore agroalimentare ha un grande appeal. La provincia di Taranto produce il 50% del vino dell’intera Puglia, che è la prima regione vitivinicola d’Italia. Abbiamo capacità economiche importanti anche in questo ambito. Taranto deve essere in grado non solo di valorizzare le realtà industriali, ma anche quelle del turismo, da accompagnare in un percorso di crescita.
Collaborazione con le realtà sportive: Lo sport è importante anche dal punto di vista imprenditoriale. Le società sportive sono imprese a tutti gli effetti, che devono agire secondo logiche aziendali. Poi c’è l’associazionismo, che va promosso e accompagnato. Dobbiamo fare in modo che le società sportive siano in grado di sostenersi con bilanci solidi, capaci di raggiungere gli obiettivi previsti nei piani industriali. Questo è fondamentale, soprattutto in vista della gestione degli impianti sportivi che dovranno essere affidati e oggetto di partnership con imprese serie. Purtroppo, nello sport ci siamo spesso affidati al primo che passava. Lo abbiamo visto con le recenti vicende del Taranto Calcio: il primo inglese che passava per strada lo abbiamo portato a cena e poi gli abbiamo affidato la squadra. Era chiaro a tutti come sarebbe andata a finire. Dobbiamo costruire un percorso fondato su relazioni serie e modelli di dialogo basati su presupposti chiari, da rispettare per poter avere a che fare con la città e con i nostri colori.
Messaggio finale: Il messaggio è uno: unità. Dobbiamo avere la capacità di restare uniti. Taranto è una città dilaniata, che troppo spesso viene trattata come qualcosa da usare e poi buttare. Noi tarantini siamo arrabbiati. Io sono tarantino come tutti, e condivido questa rabbia, perché il nostro tessuto sociale si è sfaldato nel tempo. Dobbiamo avere la forza di ricucirlo insieme. Questa è la nostra città. Vogliamo restare a Taranto, scegliamo Taranto. E per farlo, dobbiamo costruire la città che vogliamo. Dobbiamo essere persone serie, capaci di accompagnare i percorsi, non solo nello sport. Il nostro territorio ha molte difficoltà, ma anche grandi potenzialità. Dobbiamo unirci e costruire insieme. Non sarà facile: siamo stati traditi troppe volte, dalla politica, da imprenditori che sono venuti a promettere e poi a deludere. Ma dobbiamo avere la forza di riprenderci i nostri spazi, di riprenderci Taranto. È per questo che ho accettato questa candidatura: perché è necessario costruire un percorso per ridare dignità alla nostra città. Abbiamo già visto cosa è accaduto in Puglia e quanto Taranto abbia sofferto per certe scelte regionali o comunali. Era arrivato il momento di dire “sì”. Sì da tarantino che ha sempre scelto la sua città. Tutti dobbiamo dire sì. Sì alla chiamata di Taranto. Per riprendercela. E Taranto ha davvero la capacità di ricominciare a camminare.













