A seguito della divulgazione di alcune informazioni non corrette o poco chiare, siamo costretti a precisare la nostra posizione rispetto all’attuale situazione politica che ci prepara al ballottaggio tra le due coalizioni di centrosinistra e centrodestra per le elezioni amministrative al Comune di Taranto, sulla quale ci eravamo già espressi in un’apposita conferenza stampa.
Ribadiamo dunque che NON CI SARÀ ACCORDO POLITICO NÉ APPARENTAMENTO con il candidato sindaco Piero Bitetti, poiché riteniamo di non poter far parte di una maggioranza di governo che non ci rappresenta e che, a nostro avviso, non rappresenta la discontinuità, come più volte precisato in campagna elettorale, rimanendo quindi assolutamente coerenti con la nostra posizione politica.
In particolare, rinunciando all’apparentamento, dichiariamo no ad incarichi e ad altri seggi in consiglio comunale, a differenza di quanto avrebbe fatto qualsiasi altra forza politica al nostro posto (basti pensare all’attuale apparentamento a destra, solo per fare un esempio tra tanti, che pur di occupare poltrone ha stretto accordi con ex esponenti di centrosinistra dell’amministrazione Melucci).
Quello del Movimento 5 Stelle è l’unico modello di politica sana e coerente che ci vedrà sempre protagonisti sul territorio. L’unica richiesta avanzata al candidato Bitetti è stata formulata per tutelare gli interessi dei cittadini, unico nostro faro d’azione, chiedendogli un impegno formale e ufficiale su alcuni temi imprescindibili per il M5S, relativi alle emergenze ambientali, sociali ed economiche di Taranto, che non possono più attendere.
La sua risposta (peraltro mancante di alcuni punti richiesti) sarà portata all’attenzione di una pubblica assemblea martedì sera alle ore 20.00 ai Giardini Virgilio, aperta ai media e a tutta la cittadinanza. L’assemblea deciderà se dare una semplice indicazione di voto a suo favore, compiendo uno sforzo notevole sul piano politico, pur di scongiurare l’approdo della destra a Palazzo di Città, considerando che, in ogni caso, saremo costretti a esprimerci tra le due coalizioni, perché mai potremmo sostenere l’astensionismo













