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Giochi del Mediterraneo, il governo nomina commissario Massimo Ferrarese

Foto: Norba Online

Massimo Ferrarese, “L’emergenza in questo momento sono il calcio e il basket”

"È chiaro che, se dovessero risolvere il problema sia la società di calcio che la società di basket, tutto questo verrebbe meno. Faremmo lo stesso una fondazione e sicuramente quei fondi potrebbero essere messi a disposizione di altre attività sportive, di altre società"

di Domenico Ciquera

Il commissario straordinario dei giochi del mediterraneo Massimo Ferrarese, mediante un’intervista rilasciata mediante i suoi canali ufficiali ha voluto chiarire alcuni aspetti riguardante la fondazione per lo sviluppo dello sport.

Impianti e futuro: “Noi ci troviamo di fronte a una situazione paradossale. Stiamo, come governo, realizzando impianti importanti, investendo centinaia di milioni di euro a Taranto, soprattutto, oltre al resto del territorio. Ma gli impianti più importanti sono stati realizzati nella capitale dei Giochi, che è Taranto. Contestualmente, accade che gli sport più seguiti nella città (a livello di numeri) in questo momento non ci siano più. Purtroppo, due squadre hanno finito il campionato in anticipo e quindi si rischia di non iscriverle. Non da commissario straordinario, né da presidente del comitato organizzatore, ma come cittadino, come uomo che ha lavorato tanto per lo sport in questa regione, perché non l’ho fatto solo nella mia provincia, ho pensato di salvare il salvabile e costituire una fondazione con privati, imprenditori e cittadini, senza le istituzioni e senza le amministrazioni, per cercare di dare una mano in questo momento a quello che credo sia un codice rosso, un’emergenza. Vanno aiutati, in questo momento, due sport che non ci sono più. È chiaro che, se dovessero risolvere il problema sia la società di calcio che la società di basket, tutto questo verrebbe meno. Faremmo lo stesso una fondazione e sicuramente quei fondi potrebbero essere messi a disposizione di altre attività sportive, di altre società. Poi, chiaramente, dipende dalla volontà della fondazione, dei soci e del consiglio di amministrazione che gestirà il tutto. Ripeto, parliamo di una fondazione no profit privata, non c’è nulla di pubblico, quindi ognuno gestisce come meglio crede. Non gestirò io la fondazione. Quello che sto facendo, lo sto facendo con fondi miei personali, non dello Stato. Sto cercando di aiutare la città in un momento in cui stiamo realizzando degli impianti così importanti. Mi sono dedicato a questa cosa da una decina di giorni e, in pochi giorni, mi hanno chiamato degli imprenditori, che ringrazio per dimostrarsi disponibili a dare un contributo importante alla fondazione, sapendo che, in questo momento, l’emergenza è il calcio e il basket.”

Altri sport: “Questa fondazione nasce per questa emergenza. Sarà formata da privati cittadini e imprenditori, e sarà la fondazione stessa a decidere cosa fare. Ma l’emergenza in questo momento è il calcio e il basket. Un domani, se la fondazione dovesse avere dei fondi (non lo deciderò io) e volesse dare un contributo, una sponsorizzazione o qualsiasi altra forma di aiuto ad altre società, non dipenderà da me. Sarei contento se questo accadesse, come sarei contento di aiutare a realizzare qualcosa per la piscina olimpica che stiamo costruendo, con un costo che supera i 40 milioni di euro, o per il centro nautico che si sta realizzando. Spero che, dopo i Giochi, ci sia una società, assieme alla fondazione, interessata a gestire un centro nautico così importante. Questa fondazione nasce con questo scopo: evitare che questi impianti, nei quali stiamo investendo centinaia di milioni di euro, diventino cattedrali nel deserto.”

Imprenditori: “Io non ho fatto nulla di eccezionale. Ho soltanto lanciato questa idea. Forse qualcuno, sbagliando, ha interpretato tutto questo come una volontà politica, istituzionale o legata al mio ruolo di governo. Sbagliatissimo. Io, come commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo, spero e auspico che venga portata avanti la famosa “legacy”, l’eredità che si lascia dopo un evento del genere, ma che deve funzionare anche dopo i Giochi. Credo che sia un dovere e un piacere, da cittadino, cercare di individuare percorsi per non far morire ciò che si sta realizzando. Questo è ciò che sto facendo. Contestualmente, vorrei aiutare a non far morire calcio e basket creando nuove società.2

Puglia: “Questo è un fatto unico in Italia in questo momento. Così come è unico il fatto che si stiano investendo questi fondi senza che ci siano società sportive pronte a portarli avanti. Parte da Taranto, ma questa idea può espandersi anche nelle province limitrofe e in tutta la Puglia. Si tratta di una grande fondazione che possa aiutare lo sport attraverso gli imprenditori, senza coinvolgere la parte pubblica. Questa fondazione, che oggi può partire da Taranto, può essere replicata altrove. La speranza è che ci siano fondi aggiuntivi e, soprattutto, che si possa immaginare un credito d’imposta per le società che investono e aiutano le società sportive nella gestione degli impianti.”

Chiarezza sulla fondazione: “Tutto questo io lo sto facendo e lo faccio da privato cittadino, con i miei fondi, con una società e con una fondazione che non ha scopo di lucro. Quindi, mai e poi mai potrà rientrare un centesimo nelle mie casse, né in quelle degli altri imprenditori che stanno dando un aiuto. Non c’è un ritorno economico, perché si tratta di una fondazione no profit, quindi è una donazione. Quando sono fondi privati, ognuno decide a chi destinarli. Nessuno può creare allarmi o problemi, o fare comunicati stampa contrari. Se fossero fondi pubblici, ci sarebbe motivo di discutere. Ma, trattandosi di fondi privati, si chiede con gentilezza e con educazione, perché nulla è dovuto. La speranza è che, soprattutto per il calcio e il basket, possano esserci società importanti a livello nazionale e internazionale. Spero che, insieme al volley e al calcio a 5, possano nascere realtà solide. Vista l’importanza degli investimenti a Taranto, spero che gruppi imprenditoriali possano investire nel calcio e nel basket. Se questo accadesse, sarei disponibile a fare un passo indietro, perché avremmo raggiunto l’obiettivo di dare agli impianti sportivi un futuro attraverso grandi società.”

Tags: Giochi del Mediterraneo
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