di Domenico Ciquera
Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi del Mediterraneo, in un’intervista rilasciata a Gianni Sebastio, direttore di Antenna Sud, ha spiegato la sua iniziativa riguardante la creazione di una polisportiva:
Giochi: “Spendere centinaia di milioni come governo, investirli in un territorio e vedere lo sport morire non è una bella cosa. Ogni giorno tento di pensare a quello che possiamo fare durante i lavori e a quello che può accadere dopo i Giochi del Mediterraneo. Ho pensato a questo: una polisportiva, una holding che possa essere costituita dal pubblico e dal privato, dove all’interno possano esserci le istituzioni più importanti, le grandi imprese, le medie e le piccole imprese, e le associazioni di categoria. Penso alla Confindustria, alla Confcommercio, agli artigiani. Penso a un mondo che possa entrare e dare una mano al rilancio di Taranto attraverso lo sport, perché è da qui che può partire il rilancio di questa città. Purtroppo, Taranto è stata sempre offesa, massacrata sotto alcuni aspetti. Dobbiamo cercare oggi di invertire la rotta e cambiare quel passo che servirà per rilanciare questo territorio nel mondo.”
Struttura della Polisportiva: “Io immagino una struttura con una holding, una polisportiva che non abbia scopi di lucro, nessun ritorno economico per nessuno. Se si vuole fare qualcosa per la città e per il territorio, lo si deve fare in questo modo. E poi, a cascata, tre società per il momento: una per il calcio, una per il basket e una per il volley. All’interno di queste non ci può essere il classico modello di società che vediamo in Italia; dobbiamo andare oltre. Io penso a qualcosa con manager, amministratori, un direttore generale e un direttore sportivo che possano portare avanti queste società e cercare di raggiungere gli obiettivi. Se sono bravi, raggiungeranno grandi traguardi, altrimenti penseremo ad altri. La holding potrà gestire queste società senza ritorni economici, in un’ottica no-profit, cercando di rilanciare lo sport. Ci ritroviamo al paradosso: abbiamo tutto questo, avremo tutto questo e non abbiamo le squadre. Bene, costruiamo non soltanto la holding, ma anche le tre società, partendo da ciò che possiamo.”
Impianti: “Pensando a questa grande holding, automaticamente immagino che possa gestire gli impianti: lo Stadio Iacovone, il PalaRicciardi, il PalaMazzola e tutti gli altri. A questo punto, gli impianti potranno essere utilizzati anche per grandi manifestazioni, come concerti allo stadio. I ricavi generati rimarranno nella società, che li reinvestirà nello sport. Quindi, gli impianti di chi? Saranno gestiti dalla holding, sempre senza scopo di lucro.”
Senza scopo di lucro: “Il denaro incassato dalla società, ad esempio dalla cessione di un atleta, ritornerà nelle casse della stessa per essere reinvestito totalmente, fino all’ultimo centesimo, nello sport di Taranto. Oggi partiamo con calcio, volley e basket, ma domani questa struttura potrà supportare anche altri sport, per rilanciare Taranto sotto ogni aspetto. È arrivato il momento di fare questo. Io sono convinto che si possa fare: servono le persone giuste, le istituzioni giuste, la voglia di lavorare. Anche i tifosi, che amano questa città, devono contribuire.”
Politica: “La politica che io amo, l’alta politica, ha il dovere di affiancare chi sta pensando a questa iniziativa. Vedo tanti presidenti di enti entusiasti di realizzarla, quindi la politica importante, quella intelligente, deve sostenerla. Poi c’è la politica politicante, che invece deve essere esclusa da tutto.”
Candidarsi a sindaco: “Io non sono candidato a nulla, non ho mai fatto politica. Credo di aver dato tanto, l’ho fatto anche da manager dello Stato. Oggi sono il commissario straordinario, quindi un’istituzione del governo, per realizzare i Giochi del Mediterraneo. Questo è il mio ruolo e voglio continuare a portarlo avanti fino alla realizzazione dei giochi. Di mestiere faccio l’imprenditore, e la politica non mi interessa più.”
Grandi imprese: “Le grandi imprese di questo territorio sono le stesse che, decenni fa, hanno costruito lo Stato e dato una grande mano sotto il profilo occupazionale, ma che poi hanno creato problemi al territorio. Siamo rimasti senza posti di lavoro e con una città penalizzata dalla loro presenza. Io non voglio compensare nulla, ma dico che le grandi imprese hanno il dovere di dare una mano a Taranto. Non per compensare o barattare la questione ambientale con lo sport: l’ambientalizzazione va fatta quotidianamente, perché chi fa impresa deve rispettare l’ambiente e i cittadini del territorio in cui opera. Quindi, mai barattare nulla. Tuttavia, oltre a migliorare l’ambiente, le imprese hanno anche un ruolo sociale e credo che le grandi imprese tarantine abbiano il dovere di fare la loro parte. Sono convinto che lo faranno, perché è giusto farlo.”
Tifoseria ed enti: “Lo dico ai tarantini: guai a pensare che ci si debba rassegnare. Lo vedo nei luoghi, nelle strade, nella mancanza di civiltà, e soprattutto in ciò che molte istituzioni non fanno per questo territorio. Dobbiamo alzare la testa e iniziare a pensare in modo completamente diverso. Dobbiamo guardare al futuro, a ciò che le istituzioni possono e devono fare. La politica ha il dovere di supportare una città che è stata molto penalizzata. Bisogna dare di più a Taranto rispetto a ciò che è stato dato altrove. Le istituzioni, dal Comune alla Regione, dalla Camera di Commercio all’Università e all’Autorità Portuale, devono contribuire al rilancio di questa città.”
Tarantinità: “Non sono vicino a Taranto da oggi. Chi mi conosce lo sa, e i fatti lo dimostrano. L’ho fatto come imprenditore, costruendo tanto in questa città; l’ho fatto sponsorizzando alcune realtà importanti; l’ho fatto da presidente di Confindustria, cercando di unire le due province; l’ho fatto proponendo una legge speciale per Taranto nel 2012 e nel 2019. Amo questa città e tutto il mio territorio. Sono convinto che Taranto possa essere un faro nel mondo e che sia arrivato il momento di accendere i riflettori su di essa per rilanciarla. È una città meravigliosa, ma è stata offesa. Per questo, non solo i tarantini, ma tutta la Puglia e la politica devono lavorare per rilanciarla a livello internazionale.”
Inizio della holding: “Ho già incontrato il presidente della Camera di Commercio e gli ho parlato di questa idea. Ho interloquito anche telefonicamente con altri protagonisti del territorio, che si sono mostrati entusiasti della proposta. Mi auguro che si vada avanti. Ne ho parlato con i commercialisti. Questa è una mia proposta. Oggi ho un ruolo nel governo per realizzare la più importante manifestazione sportiva nella storia del Mezzogiorno d’Italia. Continuerò a dare il mio contributo e i miei consigli, farò tutto il possibile. Ma ora è il momento che la città e le sue parti importanti, gli stakeholder di Taranto, lavorino per dare gambe a questa idea.”













