Abbiamo intervistato uno dei calciatori maggiormente rappresentativi del Casarano, l’esperto difensore centrale Giuseppe Mattera reduce da una stagione positiva con la compagine rossoazzura allenata da mister Dino Bitetto. Baluardo difensivo campano classe 83′ che nella sua carriera vanta esperienze importanti con le maglie dell’Ischia, della Casertana con cui vanta tornei vinti in serie D e C. La sua ultima promozione risale alla stagione 2018-2019 al Bari, prima di trasferirsi nella città salentina. Con lui abbiamo parlato del campionato finito anzitempo, dei verdetti emessi dal Consiglio federale e del suo futuro, ancora da decifrare.
Impossibile riprendere in D: “Il periodo di pandemia dal quale stiamo gradualmente uscendo fuori è stata una situazione inaspettata per tutti. Insieme a tutta la popolazione italiana anche noi calciatori, dalla serie A alla serie D ci siamo dovuti allenare a metodologie di allenamento totalmente nuove, seguendo delle tabelle che il nostro preparatore atletico ci faceva pervenire. Diciamo che nei due mesi di quarantena non abbiamo potuto fare molto e mi sono mancati i compagni, l’atmosfera da spogliatoio che solitamente si respira. Ho avuto la possibilità di godermi di più la mia famiglia, uno degli aspetti positivi della quarantena. Nel frattempo c’è voluto un po’ di tempo per stilare protocolli, forse troppo, per poi rivederli nuovamente. Il Consiglio Federale ha deciso di far ripartire le prime tre categorie nazionali e di sospendere ufficialmente la D. Va detto che in serie D molte società, a mio avviso, non dispongono di strutture e budget adeguati per garantire la ripresa in sicurezza. Per cui credo a malincuore che sia stata la scelta migliore, anche se ci sentiamo un poco trascurati non siamo da meno rispetto ai nostri colleghi professionisti.”
Verdetti e proteste: Per quanto riguarda il girone H, considerando il percorso delle varie compagini in campionato, credo che il Bitonto meritasse la prima posizione. Va anche sottolineato che il Foggia era in netta risalita e si trovava ad una sola lunghezza di distanza con lo scontro diretto da giocare in casa e un calendario più ostico per i neroverdi. Anche lo stesso Cerignola forse poteva rientrare nella corsa. Anche noi avremmo potuto migliorare la nostra posizione. Capisco la delusione di tifosi e società dauna, se mi trovassi io in una situazione simile protesterei allo stesso modo. Ho letto anche che è stata chiesta la retrocessione senza play-out per squadre come Grumentum, Nardò e Francavilla in Sinni che reclameranno in tribunale. Prevedo un’estate di ricorsi.
Stagione rossoazzurra: “A Casarano sono stato bene, c’è una società seria che da qualche anno investe con una buona programmazione. Inoltre ci sono strutture che non tutte le realtà calcistiche hanno. Consideriamo che lo scorso hanno il Casarano ha vinto un campionato di Eccellenza. Quest’anno forse qualcosa in più si poteva fare ma sono certo che con questa serietà di progetti, il Casarano sarà protagonista anche nei prossimi anni. Per quel che concerne l’annata appena conclusa siamo partiti con un bel gruppo composto da giocatori validi. Purtroppo però all’inizio i risultati non sono venuti e questo ha pregiudicato il resto. Con l’avvento di mister Bitetto i nostri sforzi sono stati premiati anche dai risultati. Credo che i pareggi contro Nocerina e Gravina abbiano rallentato la nostra corsa, se avessimo vinto avremmo acquisito maggiore slancio e consapevolezza in noi stessi.”
Pensiero sul Taranto: “Ho visto diverse partite degli ionici, oltre ad averli affrontati ovviamente da avversari. Il valore della squadra non si discute come l’importanza della piazza. Ma spesso proprio in certe piazze se non arrivano i risultati bisogna mantenere la calma. É necessario a mio avviso nel calcio di oggi dare maggiore fiducia agli allenatori sui quali si è puntato. Nel caso del Taranto, però, l’ho visto giocare meglio con mister Panarelli che con mister Ragno, parere personale. Per vincere questi campionati è necessario avere un gruppo saldo, i nomi non sono imprescindibili. Ci vuole il giusto mix tra calciatori esperti e under che sono la base da cui si deve partire. A Casarano per esempio quest’anno abbiamo avuto giovani davvero di valore. In piazze come Taranto, Casarano, Foggia bisogna accettare di andare anche in panchina per il bene dello spogliatoio.”
In attesa del futuro, Taranto piazza affascinante: “Lo scorso anno sarei dovuto andare al Taranto dopo l’esperienza al Bari ma chiesi al direttore Sgrona un poco di tempo per risolvere una mia situazione. Poi la società ha virato su altre scelte. Adesso sinceramente viviamo tutti una fase di stallo, in cui non si sa che tipo di campionato affronteranno le società e non conosciamo tempi e modi dell’inizio del mercato. Mi incontrerò con il Casarano e discuteremo del mio futuro. Del Taranto non ho sentito nessuno ma mai dire mai nella vita, lo Iacovone è uno stadio con una tifoseria di grande livello. Ma ribadisco, il mio futuro dipende dall’incontro con la società rossoazzurra.”
Andrea Loiacono














