Un progetto che va oltre l’evento. Un cantiere che non si limita al calendario dei Giochi, ma punta a trasformare in modo duraturo il volto di Taranto e dell’intera area ionica. Massimo Ferrarese, commissario di Taranto 2026, ha annunciato la realizzazione del “Quadrilatero dello Sport”, un sistema integrato di otto impianti sportivi che rappresenterà il cuore nevralgico della città durante e dopo l’appuntamento con i Giochi del Mediterraneo.
Si tratta di un intervento specifico dal valore di 150 milioni di euro, parte di un più ampio percorso infrastrutturale che coinvolge le province di Taranto, Brindisi, Lecce e Bari. Ma è proprio a Taranto, capitale dei Giochi, che il progetto trova il suo baricentro più innovativo: non semplici strutture isolate, bensì un network di spazi connessi, pensati per allenare atleti, accogliere comunità e ospitare eventi di livello internazionale.
«Sarà la grande eredità per la città» ha sottolineato Ferrarese, ricordando che l’obiettivo è costruire luoghi che rimangano vivi ben oltre le competizioni. Il Quadrilatero dello Sport diventerà così una nuova dorsale urbana, capace di generare movimento, incontro, inclusione e sviluppo economico.
La sfida non è solo tecnica o architettonica. È culturale. Significa immaginare Taranto come una città che investe sulla qualità della vita, sull’attività fisica come motore di comunità, sulla capacità di ospitare e collaborare.
Un buon lavoro, quindi, non solo agli operatori e ai progettisti, ma a tutta la comunità che sarà parte attiva di questa trasformazione. Perché costruire impianti è importante, ma ancora di più è riempirli di energia, gioco, partecipazione.
Il Quadrilatero è solo un nome, ma già parla di movimento e connessioni. Taranto si prepara a correre, saltare, guardare avanti.



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