La vicenda della nave Drea rappresenta un chiaro esempio di come molte opportunità economiche e produttive per Taranto siano condizionate da scelte politiche che poco hanno a che fare con gli interessi reali della città e con la tutela dell’ambiente. Come previsto dalla Costituzione italiana (art. 41), l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale né arrecare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.
Casartigiani Taranto non comprende le ragioni alla base del divieto di bonifica della nave Drea nel porto cittadino. A complicare ulteriormente la situazione, secondo l’associazione, hanno contribuito informazioni distorte che hanno alimentato false convinzioni sulla presunta pericolosità del traghetto, condizione del tutto infondata.
La presenza di amianto a bordo è limitata al rivestimento delle cabine e la bonifica può essere effettuata in sicurezza da personale specializzato, senza alcun rischio ambientale. Per questo motivo, Casartigiani Taranto sostiene che la Drea possa e debba essere bonificata nel porto di Taranto da aziende locali qualificate, generando lavoro e restituendo dignità al territorio.
Il traghetto della compagnia Moby, fermo da tempo in porto, è l’emblema di un sistema che preferisce l’immobilismo alla concretezza. Giacinto Fallone, rappresentante degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto, afferma: «Ogni nave abbandonata, ogni struttura dimenticata rappresenta un’occasione persa per il lavoro, la crescita e la bonifica ambientale. La sicurezza si garantisce con la bonifica, non con l’abbandono».
L’associazione evidenzia anche altri siti cittadini abbandonati, come la Cementir e l’ex Oleificio Costa, dove la presenza di amianto e altri materiali pericolosi continua a minacciare l’ambiente e la salute pubblica. Gran parte degli edifici e delle infrastrutture della città presenta ancora notevoli quantità di amianto.
Casartigiani Taranto chiede quindi alle istituzioni di chiarire le motivazioni che hanno portato al blocco della bonifica della Drea e invita a prendere decisioni che possano garantire sicurezza, occupazione e valorizzazione delle imprese locali.
«Abbiamo più volte manifestato la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni, ma pretendiamo la stessa serietà e trasparenza, orientate agli interessi della comunità e non solo alla tutela dei propri interessi – conclude l’associazione – Taranto ha bisogno di lavoro vero, imprese sane e scelte coraggiose: bonificare la Drea significa ridare fiducia alla città, valorizzare le professionalità locali e dimostrare che la tutela dell’ambiente può e deve andare di pari passo con lo sviluppo».













