Francesco Passiatore, ex tecnico e giocatore del Taranto, ha espresso le proprie opinioni attraverso numerose dichiarazioni, intervenendo spesso nel corso della trasmissione Football Club, per rispondere alle numerose domande fattegli da parte del direttore Maurizio Mazzarella, dagli altri ospiti e dai web ascoltatori.
ANDAMENTO STAGIONALE – Il Taranto, nonostante un inizio non semplice, è riuscito, grazie alla continuità dei risultati, a ribaltare i favori del pronostico che vedevano il Casarano come principale forza del campionato. Gli ionici hanno ormai conquistato fiducia e consapevolezza, rendendolo un avversario difficile da incontrare.
LA ROSA DELLA SQUADRA E GLI UNDER – Il Taranto ha una rosa completa in tutti i reperti, specialmente dopo gli acquisti di Nicolas Rizzo e Versienti. Secondo me, Rizzo, è un giocatore che per caratteristiche mancava a mister Laterza, ha grandi qualità tecniche, salta l’uomo, ed è in grado di far guadagnare tempi di gioco. Il club ionico, grazie al proprio blasone, ha potuto ingaggiare degli under di ottima qualità, come per esempio Antonio Ferrara (classe 1999) e Paolo Serafino (classe 2001). Lo stesso, secondo il mio parere, ha giocato anche poco, tuttavia capisco e sono consapevole del fatto che non è facile dare fiducia ad un ragazzo così giovane, specialmente in un ruolo delicato come quello dell’attaccante, dove a volte l’esperienza può essere determinante.
STADI CHIUSI – Secondo me, in una piazza esigente come quella rossoblù, e considerando la giovane età di molti componenti della squadra, l’assenza del pubblico sta influendo in maniera positiva, perché i ragazzi hanno la possibilità di metabolizzare più velocemente gli errori commessi, senza il timore di essere contestati.
LA GESTIOE DI DIAZ – È difficile per me, in questa fase della stagione, poter sindacare sulle scelte di un allenatore. Bisogna infatti considerare che il Taranto a causa dei recuperi ha giocato praticamente una volta ogni tre giorni per circa un mese un mezzo. Tato Diaz è un attaccante di indubbie qualità tecniche e realizzative, quindi il mio parere è che non sia partito titolare per una questione fisica e di turnover, meritava riposo. È assurdo, infatti, pensare che il mister non l’abbia schierato per assecondare le lamentele della tifoseria.
ASSETTO TATTICO – Il 4-4-2 è un modulo che ti porta a giocare con il doppio centravanti, cosa che il Taranto può concedersi grazie ai grandi interpreti che ha, come lo stesso Diaz o anche Corado. Con il 4231 invece, oltre al centravanti, risultano fondamentali i trequartisti, i quali devono appoggiare la punta e dare il proprio contributo in fase offensiva. Per me, i ragazzi, hanno ormai assimilato perfettamente le dinamiche del 4231, con questo modulo infatti, il Taranto è riuscito ad organizzare anche un’ottima fase di non possesso, motivo per il quale subisce veramente pochissimi gol.
IL CASARANO – Il Casarano, ha una rosa più forte del Taranto, ma ciò non sempre è sufficiente. Guardando delle gare dei salentini, non ho riscontrato fluidità nella loro manovra di gioco, forse anche perché hanno cambiato da poco allenatore. Le due squadre sono però costruite in maniera diversa, una, il Taranto, fa della difesa il suo punto di forza, l’altra, il Casarano, punta molto sull’ attacco. Tuttavia, secondo me, il Casarano ha troppi giocatori offensivi, quindi, per esperienza, è veramente complicato gestire così tanti calciatori, ognuno dei quali ambisce ad un posto negli undici titolari.
IL GIRONE H – Oltre al Taranto e al Casarano, anche il Picerno ha una rosa che, per me, può ancora dare molto a questo campionato ambendo al titolo. Altre squadre invece, come per esempio il Lavello e la Fidelis Andria, esprimono un bel calcio ma peccano di continuità, caratteristica che, risulta essere fondamentale. A mio parere, è assurdo che alcune persone affermino che questo girone sia poco competitivo, basta soffermarsi sulle prime e sulle ultime squadre, per accorgersi di come ci sia grande equilibrio sia nelle zone alte che di bassa classifica.
LA STRUTTURA SOCIETARIA – Secondo me in una società sana, vi è la necessità che ognuno svolga il proprio ruolo, senza interferire con il lavoro e con le competenze degli altri. Negli scorsi anni, troppe volte, la società non remava insieme nella stessa direzione. È fondamentale, che le questioni tecniche siano affrontate esclusivamente dall’allenatore e dal direttore sportivo. Per me, il fatto che il Taranto si trovi al primo posto, non è un caso, ma è riconducibile a questo assetto organizzativo finalmente adottato anche dal club ionico, che consente di lavorare in un clima sereno e tranquillo.
Flavio Graps














