Cresce l’entusiasmo attorno al Taranto in vista della semifinale playoff di Eccellenza contro l’Apice, in programma domenica alle ore 16. Una sfida decisiva nel percorso verso la Serie D e che richiama l’attenzione anche di tanti ex protagonisti rossoblù. Tra questi c’è Fabio Prosperi, oggi allenatore della Cavese, ma storico capitano del Taranto tra il 2007 e il 2015, oltre alla parentesi del 2016/17.
Nel corso di un’intervista pubblicata dal Quotidiano e firmata dal giornalista Vito Di Noi, Prosperi ha espresso fiducia nelle possibilità della formazione ionica, pur invitando l’ambiente a non abbassare la guardia.
«Squadra forte e in cui militano calciatori che poco hanno a che fare con questa categoria. Mi auguro che questi siano gli ultimi giorni in Eccellenza: le possibilità di vincere i playoff sono alte, ma attenzione alle trappole».
L’ex difensore rossoblù ha poi indicato alcuni dei giocatori che lo hanno maggiormente colpito durante le partite seguite dal vivo:
«Per tecnica e caratura direi Christian Hadziosmanovic e Antonio Guastamacchia. Il primo l’ho affrontato da avversario lo scorso anno, mentre il secondo era fino a pochi mesi fa uno dei profili più importanti del Casarano in Serie C».
Sempre sulle colonne del Quotidiano, Prosperi ha speso parole importanti anche per il tecnico del Taranto, Ciro Danucci, suo ex compagno di squadra:
«È un ragazzo in gamba, un allenatore preparato. Credo che il lavoro che sta svolgendo a Taranto lo stia ripagando. Centrare la promozione significherebbe per lui un riscatto personale».
Nel dialogo con Vito Di Noi, l’attuale tecnico della Cavese ha parlato anche del direttore sportivo Danilo Pagni e del forte legame rimasto con la piazza ionica:
«Taranto gli è rimasta nel cuore, altrimenti non avrebbe accettato di ripartire dall’Eccellenza. I presupposti per arrivare in Serie D ci sono tutti».
Infine, una riflessione sul difficile percorso del club negli ultimi anni:
«Nel 2012 il mio Taranto conquistò la Serie B sul campo, ed è ancora oggi un grande rammarico. Mi auguro che questa proprietà riesca a rilanciare definitivamente il calcio rossoblù. Con uno stadio così, sognare è lecito».













