di Francesca Raguso
Sarà un Racale giovane, motivato e senza timori reverenziali quello che domenica affronterà il Taranto. Il tecnico dei salentini Tartaglia, intervenuto alla vigilia della sfida a TuttoSportTaranto, ha presentato una squadra consapevole delle difficoltà dell’impegno, ma intenzionata a giocarsi fino in fondo le proprie possibilità.
Il punto di partenza sono proprio le caratteristiche del Racale, formazione che ha mostrato sin dalle prime uscite un atteggiamento propositivo. «Ha fatto piacere ricevere dei complimenti, più che altro per i ragazzi che stanno dando il massimo e per la società», ha spiegato Tartaglia. «Noi siamo una squadra che ha una media di 20 anni, con qualche giocatore esperto e ragazzi che giocano per la prima volta nell’Eccellenza pugliese. È una squadra tutta nuova e cerchiamo di dare il massimo provando a fare bene».
Il tecnico, però, non vuole fare paragoni con il Taranto e sottolinea la differenza di valori e di ambizioni tra le due realtà. «Non possiamo paragonarci al Taranto perché non è così. Il Taranto è una squadra forte, con una società forte e ha uno stadio bellissimo. Noi andremo a Taranto per fare la nostra partita, perché ci sono tre punti in palio».
Una sfida che si annuncia particolarmente complicata anche per il momento attraversato dai rossoblù e per l’impatto che il nuovo allenatore potrebbe avere sulla squadra. «Sicuramente sarà una partita molto difficile, anche per le motivazioni che ha il Taranto in questo momento e anche per i valori tecnici. Noi ce la metteremo tutta, ma non per piangerci addosso, perché io sono un allenatore che gioca la sua partita e quindi giocheremo come sempre con tutte le squadre».
«Mi aspetto un Taranto aggressivo»
Tartaglia si aspetta un Taranto pronto a partire forte, indipendentemente dalle eventuali modifiche tattiche che il nuovo corso potrebbe portare. «È una partita al buio perché comunque col nuovo tecnico ci saranno dei cambiamenti, come può anche essere di no. Ci si può aspettare di tutto, anche un cambio di sistema di gioco».
Secondo l’allenatore del Racale, tuttavia, una caratteristica sarà praticamente inevitabile: l’intensità. «Sicuramente vedremo un Taranto che partirà forte, sarà aggressivo, lotterà su ogni palla. Poi anche tanta qualità. L’impatto sarà molto, molto forte da parte del Taranto».
Una previsione che potrebbe rendere la gara particolarmente interessante, considerando anche l’identità del Racale. «Se il Taranto ci dovesse mettere ad una porta sarà solo perché è più forte di noi, ma noi faremo la nostra partita», ha ribadito Tartaglia.
Il Racale e le assenze: «Non è una scusante»
Rispetto alla scorsa stagione, il Racale ha dovuto costruire praticamente da zero una squadra giovane. Una situazione che il tecnico considera una delle principali sfide del nuovo campionato.
«Barbero è una certezza, ha fatto tanti gol in due anni al Racale. Il problema è mettere insieme una squadra nuova, magari con qualche concetto diverso. Al di là di questo, è una squadra che si impegna e dà il massimo».
Tartaglia ha poi evidenziato il lavoro svolto insieme al direttore sportivo Andrea Bernardo, appena 23 anni. «Ho avuto la fortuna di lavorare con un direttore sportivo molto giovane, che ha scelto i giocatori dalle caratteristiche ben precise che gli ho dato e ha cercato di accontentarmi».
Contro il Taranto, però, il Racale dovrà fare i conti con diverse assenze. «Per questa domenica abbiamo parecchi indisponibili, ed è un peccato, perché quando ti mancano gli under, a livello tattico non si può fare bene». Tra gli indisponibili figurano Leo, alle prese con un problema al ginocchio, oltre a De Vito e Massimo, giocatori che nella passata stagione hanno disputato circa 30 partite.
«Sono giocatori importanti per una rosa giovane e non tanto lunga come quella del Taranto», ha sottolineato Tartaglia, che però non vuole trasformare le assenze in un alibi: «Non è una scusante, io devo far giocare chi ho a disposizione. Giocheremo la partita come sempre, rispettando moltissimo il Taranto».
«Ho visto le partite del Taranto: è una squadra forte»
Il tecnico del Racale ha anche espresso il proprio giudizio sulle prime partite disputate dalla formazione rossoblù, respingendo l’idea di un Taranto in difficoltà dal punto di vista dei valori tecnici.
«Io ho visto le partite del Taranto e ha una squadra forte, al di là di tutto e di quello che si dice. Giocare a Taranto non è facile, puoi avere paura, c’è la paura del risultato, però è stata una squadra dominante anche se non per tutta la partita, ma con tutte e tre le squadre affrontate finora ha avuto sempre il pallino».
Una lettura che porta Tartaglia a una conclusione netta sul futuro della formazione rossoblù: «Il Taranto si riprenderà».
Un Racale costruito per salvarsi
Tartaglia arriva a Racale dopo aver sfiorato la promozione in Serie D alla guida del Galatina, arrendendosi due stagioni fa soltanto davanti al Barletta. Una realtà diversa, con obiettivi differenti, ma che il tecnico ha trovato estremamente seria.
«È un’atmosfera di grande serietà, di programmazione e di lavoro quotidiano con questi giovani e di provare a divertirsi», ha raccontato.
L’obiettivo, però, resta la permanenza in categoria, soprattutto in un campionato caratterizzato dalla presenza di diverse formazioni particolarmente attrezzate. «Con tante formazioni così accreditate, con i budget illimitati, non ci si può pensare a divertirsi ma a salvarsi, che sarà molto difficile, visto che tutte le squadre sono attrezzate».
Tartaglia guarda comunque con fiducia al lungo percorso del campionato. «Siamo ad inizio campionato, quindi anche come il Taranto che ha perso qualche punto per strada, ma il campionato è molto, molto lungo, ci sarà tempo per recuperare».
La partita contro i rossoblù rappresenta però un appuntamento speciale: «Noi cercheremo di dire la nostra. È logico che la partita col Taranto è da grandi stimoli, quindi penso che i ragazzi siano molto felici come lo sono io e la società di affrontare una società come il Taranto».
Il caso Loiodice: «Io cercherei di recuperarlo»
In chiusura, Tartaglia ha affrontato anche il tema di Loiodice, uno dei giocatori più discussi del momento in casa rossoblù. Il tecnico del Racale non ha dubbi su quello che farebbe se si trovasse a gestire una situazione simile.
«Sicuramente un giocatore come Loiodice cercherei di recuperarlo, ti dico la verità, perché è un giocatore forte e i giocatori forti in una squadra che deve vincere il campionato, che hanno delle giocate improvvise, che ti possono risolvere anche una partita ingarbugliata, per me devono rimanere in squadra».
Tartaglia , tuttavia, riconosce che la componente decisiva resta la volontà del calciatore. «Poi dipende molto dalla volontà del ragazzo, però se c’è un minimo di speranza e se Loiodice sta bene a Taranto e trova di nuovo gli stimoli, è giusto che un tentativo si faccia».
Una convinzione legata soprattutto al valore tecnico del giocatore: «Sono giocatori che ti possono risolvere le partite, sempre se stanno bene con la testa».
Domenica, dunque, il Racale arriverà a Taranto con rispetto, ma senza intenzione di rinunciare alla propria identità. Da una parte una formazione rossoblù chiamata a dare una risposta dopo un avvio al di sotto delle aspettative; dall’altra una squadra giovane che, nonostante le assenze, proverà a giocare la propria partita. Le premesse per una sfida intensa ci sono tutte.














