Garantire la copertura di tutti i turni notturni dei reparti di radiologia degli ospedali di Manduria e Martina Franca. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale Cosimo Borraccino, che ha formalizzato una richiesta di incontro urgente al direttore sanitario della Asl Taranto, dottor Gigantelli, per contestare la nuova organizzazione del servizio e chiedere il ripristino della presenza notturna del medico radiologo nei due presidi.
Borraccino ricorda la visita istituzionale effettuata meno di un mese fa all’ospedale di Manduria insieme al direttore generale e al direttore sanitario della Asl Taranto, un sopralluogo richiesto proprio con l’obiettivo di evitare una penalizzazione dei servizi offerti dal nosocomio messapico.
«Oggi ci troviamo di fatto già con un servizio in meno al Giannuzzi», denuncia il consigliere regionale.
«Un paziente trasferito d’urgenza a Taranto»
A rendere ancora più urgente la questione, secondo Borraccino, è quanto accaduto nella notte a Manduria. «C’è stato un caso gravissimo di un paziente che necessitava di un esame radiologico urgente e il medico radiologo non c’era», riferisce.
Il paziente sarebbe stato quindi trasferito d’urgenza a Taranto per effettuare l’accertamento diagnostico, che secondo Borraccino avrebbe potuto essere eseguito direttamente al Giannuzzi, evitando il tempo necessario per il trasferimento.
Il caso, viene sottolineato, riguardava una patologia tempo-dipendente, circostanza che rende particolarmente delicata l’assenza dello specialista durante le ore notturne.
«Fino al 31 agosto radiologo ogni notte»
La richiesta rivolta al direttore sanitario della Asl Taranto è quella di modificare immediatamente l’attuale organizzazione e tornare alla situazione precedente al 31 agosto.
«Manduria e Martina garantivano ogni notte la presenza di un medico radiologo», ricorda Borraccino, chiedendo che venga ripristinata la stessa copertura.
Nel mirino anche l’ipotesi di affidarsi alla teleradiologia per compensare l’assenza fisica del medico. «Non può pensare il direttore Gigantelli, che ha tenuto pochi giorni fa una specifica riunione con i quattro primari radiologi, che il problema può essere risolto con la teleradiologia», sostiene il consigliere.
Secondo Borraccino, infatti, non tutti gli esami possono essere gestiti attraverso la refertazione a distanza. «Oltre ai raggi RX e le TAC cranio, tutto il resto delle TAC e quelle con mezzo di contrasto non possono essere effettuate con la teleradiologia, perché, mancando il medico, non può effettuarli il tecnico radiologo e quindi necessitano di spostamento del paziente».
«Stiamo parlando della vita delle persone»
Il tema centrale, nella denuncia del consigliere regionale, è dunque quello della sicurezza dei pazienti, soprattutto nei casi di emergenza.
«Stiamo parlando della vita delle persone», afferma Borraccino, evidenziando come un trasferimento verso un altro ospedale possa comportare una perdita di tempo particolarmente rischiosa quando si è di fronte a patologie tempo-dipendenti.
Per questo viene chiesto di «tornare ad autorizzare i radiologi a fare le 6 più 12 ore nei casi in cui c’è bisogno», come sarebbe avvenuto con la precedente direzione strategica, composta da Colacicco, Santoro e Minerva, che secondo Borraccino aveva garantito la copertura del servizio.
«Il medico radiologo è alla base di un corretto funzionamento degli ospedali e soprattutto dei pronto soccorso», sottolinea il consigliere regionale. La sua assenza nelle ore notturne, aggiunge, «pregiudica la sicurezza dei pazienti ricoverati e delle emergenze che si verificano nei pronto soccorso».
La PEC a Gigantelli
La richiesta di confronto è stata formalizzata attraverso una PEC inviata al direttore sanitario della Asl Taranto, dottor Gigantelli, con l’obiettivo di conoscere le ragioni della nuova scelta organizzativa e verificare la possibilità di individuare soluzioni alternative.
«Tutti potremmo trovarci in una situazione di emergenza e pericolo e dover perdere tempo per gli spostamenti in altri ospedali perché non si possono fare in loco esami radiologici per diagnosticare la patologia», osserva Borraccino, secondo il quale una simile situazione «potrebbe mettere a rischio la vita».
La conclusione chiarisce anche il senso politico della richiesta: «Non si tratta di tutelare i medici ma la salute di ogni cittadino che potrebbe incappare nella non eccellente organizzazione del servizio sanitario».
Ora il consigliere regionale attende la convocazione: «Attendo convocazione».














