“Siamo increduli rispetto a quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale”. È dura la presa di posizione dei consiglieri comunali del centrodestra in merito all’approvazione del Rendiconto di gestione – Esercizio finanziario 2025.
Secondo quanto denunciato dai firmatari della nota, la delibera sarebbe stata inizialmente posta al voto, approvata e dichiarata immediatamente eseguibile, salvo poi essere nuovamente sottoposta all’esame dell’aula dopo la comunicazione, da parte del presidente facente funzioni, della necessità di votare un emendamento proposto dal dirigente della Direzione Programmazione Economico-Finanziaria.
“Sembrava di essere su ‘Scherzi a parte’”, attaccano i consiglieri, contestando la mancanza di un formale annullamento della precedente votazione e l’assenza di un atto scritto che motivasse la riapertura della discussione.
Nella nota si evidenzia come, dopo l’uscita dall’aula di alcuni consiglieri convinti che la discussione fosse conclusa, la maggioranza abbia proceduto a una nuova votazione del provvedimento.
“Si è riaperta la discussione di un atto già chiuso – sostengono – e la maggioranza lo ha nuovamente votato nonostante le nostre rimostranze, che hanno portato all’abbandono dell’aula da parte di tutti i consiglieri delle forze di centrodestra e dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle e del Partito Repubblicano”.
I consiglieri parlano di un passaggio amministrativo privo di motivazioni formali: “Nessuna traccia delle motivazioni. Nessun atto scritto. Solo una semplice ripetizione di una votazione già conclusa, con giustificazioni che non hanno mai retto e che non ci hanno convinti”.
L’opposizione ritiene che quanto avvenuto possa configurare un profilo di illegittimità amministrativa e annuncia possibili iniziative legali.
“Ribadiamo al presidente del Consiglio comunale che quanto accaduto appare illegittimo: non si può procedere a una nuova approvazione senza alcun atto formale che motivi le ragioni della riapertura della votazione e senza una presa d’atto dell’annullamento della precedente delibera”.
Secondo quanto riferito nella nota, alcuni consiglieri avrebbero già informato la Prefettura sull’accaduto.
“In assenza di nuove determinazioni di ravvedimento – concludono – siamo pronti a intraprendere un ricorso amministrativo innanzi al TAR competente che, qualora accertasse il vizio di forma e di procedura, potrebbe portare all’annullamento della seconda delibera e rendere efficace la prima non emendata, con rilevanti rischi dal punto di vista contabile”.
La nota è firmata dai consiglieri Adriano Tribbia, Massimiliano Stellato, Rosario Ungaro, Giampaolo Vietri, Tiziana Toscano, Luca Lazzaro, Emiliano Messina e Checco Tacente.














