“A Massafra si sostiene che ci siano stati cori razzisti, ma io dico sinceramente che non li ha sentiti nessuno. Quella di giovedì prossimo è una partita che la città aspettava da sempre, la prima tra Massafra e Taranto, e ora si vieta alla gente di viverla per qualcosa di cui non abbiamo alcuna prova. Qualcuno dice di aver sentito, ma chi?”.
Così il presidente del Massafra, Michele Rubino, interviene con fermezza sulla decisione di vietare la presenza del pubblico in occasione della gara con il Taranto, a seguito dei presunti cori razzisti segnalati nel match contro il Bisceglie.
Il presidente non nasconde l’amarezza per un provvedimento che ritiene ingiusto e penalizzante: “Prima è stato vietato l’accesso ai tifosi del Brindisi, poi a quelli del Bisceglie, e ora succede questo. È la terza volta che Massafra viene penalizzata e, onestamente, non ne comprendiamo il motivo”.
Rubino si interroga sulla reale fonte della segnalazione: “L’arbitro ha scritto nel referto, ma l’ha sentito lui? L’assistente? Qualcuno del Bisceglie? Io ho parlato con i dirigenti del Bisceglie e mi hanno detto che non hanno sentito nulla. Noi vogliamo sapere chi ha sentito”.
Il presidente difende con forza l’immagine della città: “Massafra è una città multietnica, qui vivono migliaia di persone di origine africana, rumena, albanese, afghana. Pensare che da noi possano partire cori razzisti è assurdo”.
Rubino parla anche dei tifosi: “Se parliamo di un coro, significa che più persone avrebbero urlato o cantato qualcosa. Ma io conosco il nostro gruppo ultras, so come si comporta. Non ho sentito nulla, né dai ragazzi della curva né dalla gente comune. Tutto questo mi suona davvero strano”.
Il presidente ricorda inoltre le difficoltà affrontate negli ultimi anni: “Per un intero campionato lo stadio è rimasto chiuso perché definito un cantiere. Ora che finalmente la gente poteva tornare sugli spalti, arriva quest’altra mazzata”.
Infine, Rubino lancia un messaggio diretto alla federazione: “Vogliamo sapere chi ha sentito questi cori. Non possiamo essere accusati di cose che non abbiamo fatto, che i nostri tesserati non hanno detto e che il nostro pubblico non ha urlato. A Massafra non si è sentito nulla di tutto questo”.
E conclude con un ultimatum: “Se non avremo risposte e se questo provvedimento non verrà rivisto, non ci presenteremo alla partita con il Taranto. E lo dico chiaramente: c’è anche il rischio che ritiri la squadra dal campionato”.













