Le SanitaService pugliesi rappresentano «un modello virtuoso» da tutelare e rafforzare. Ne è convinto il consigliere regionale Cosimo Borraccino, che interviene nel dibattito per respingere quelle che definisce «campagne mediatiche e politiche denigratorie» nei confronti delle società in house delle ASL.
Secondo Borraccino, le SanitaService costituiscono un unicum a livello nazionale, avendo consentito negli ultimi 15 anni di internalizzare numerosi lavoratori precedentemente impiegati in appalti privati, spesso in condizioni di precarietà o con salari inadeguati.
Tra i servizi gestiti rientrano attività fondamentali per il sistema sanitario, come pulizie e ausiliariato, CUP e ICT, oltre al servizio di emergenza 118. «Una vasta platea di lavoratori – sottolinea – che la Regione ha scelto di stabilizzare, garantendo dignità e sicurezza occupazionale».
Il consigliere evidenzia anche l’impatto economico positivo del modello: l’internalizzazione avrebbe infatti prodotto un risparmio significativo per le casse pubbliche, eliminando i margini di profitto delle aziende private appaltatrici. «Parliamo di decine di milioni di euro risparmiati nel tempo», afferma.
Borraccino respinge inoltre le accuse di scarsa trasparenza nelle assunzioni e di costi eccessivi. «Le procedure – chiarisce – prevedono selezioni e, dopo la stabilizzazione della platea storica, regolari concorsi pubblici. I costi, invece, sono legati esclusivamente ai servizi essenziali garantiti nelle strutture sanitarie».
Nel mirino del consigliere anche la narrazione che attribuirebbe alle SanitaService responsabilità nei conti della sanità pugliese. «Non esiste alcun “buco” imputabile a queste società – sostiene – ma piuttosto una riduzione dei trasferimenti statali a fronte dell’aumento dei costi energetici e contrattuali».
Infine, l’appello a fermare quella che definisce una «criminalizzazione dei lavoratori» e a puntare invece sul rafforzamento del modello, anche attraverso una maggiore uniformità contrattuale tra le diverse ASL. «Serve omogeneità – conclude – non la demolizione di un sistema che rappresenta un fiore all’occhiello della sanità pugliese».














