La situazione del deficit sanitario della Puglia torna al centro del dibattito dopo il confronto tra i vertici del Ministero della Salute e il Dipartimento regionale della Salute. Sul tema interviene il segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina, che punta l’attenzione sulle ricadute che eventuali provvedimenti potrebbero avere sul territorio jonico.
“La situazione debitoria della sanità in Puglia relativa al 2025, emersa durante il recente incontro fra i vertici del ministero della Salute e del dipartimento regionale della Salute, è abbastanza chiara. Il disavanzo di 369mln di euro dipinge dunque una situazione molto critica. Ma penso sia doveroso fare alcune considerazioni, soprattutto (e non per sterile campanilismo) sulla situazione del territorio jonico”.
Secondo Messina, Taranto avrebbe già sopportato negli anni sacrifici ben maggiori rispetto ad altre province pugliesi.
“Taranto in questi ultimi anni – soprattutto durante i due governi di Michele Emiliano – ha già pagato un prezzo assai più alto rispetto alle altre province pugliesi, senza mai ricevere nulla in cambio”.
Il segretario della Fials evidenzia come le difficoltà si riflettano prima di tutto sui cittadini, alle prese quotidianamente con un sistema sanitario spesso in affanno.
“Nella fattispecie c’è stato uno svantaggio che è stato pagato caramente prima di tutto dai cittadini, i quali quando cercano di accedere ai servizi del sistema (prenotare una visita medica o un esame strumentale nelle nostre strutture sanitarie oppure quando vengono inghiottiti nel caos dei Pronto Soccorsi), molto spesso non ricevano risposte concrete e soddisfacenti”.
Le criticità riguardano anche il personale sanitario.
“In secondo luogo, le differenze fra Taranto e le altre province colpiscono duramente anche gli operatori sanitari, i quali il più delle volte lavorano in condizioni disumane, perché sono insufficienti”.
Messina sottolinea inoltre come nella provincia jonica siano stati rispettati i parametri imposti negli anni, a differenza di altre realtà.
“Quindi nella provincia jonica si sono sempre rispettati gli esigui parametri dettati dai governi, al contrario di quello che è accaduto nelle altre province”.
Tra i nodi evidenziati anche la situazione della Sanitaservice di Taranto.
“Stesso copione è stato seguito per la Sanitaservice di Taranto, nella quale i livelli in cui sono stati inquadrati alcuni operatori non corrispondono a quelli adottati nelle altre Sanitaservice pugliesi. Ed inoltre non si è voluto creare un organigramma aziendale che potesse dare una seria impostazione organizzativa ai servizi svolti”.
Per il segretario della Fials, le politiche regionali avrebbero dunque penalizzato sistematicamente il territorio jonico.
“In sostanza, le strategie regionali sinora adottate hanno sempre penalizzato il nostro territorio e questo è un dato di fatto. Quindi Taranto, in generale, non ha mai avuto cospicue incidenze sul deficit sanitario pugliese”.
Da qui l’appello affinché eventuali misure per rientrare dal disavanzo tengano conto delle responsabilità dei singoli territori.
“Per questo i provvedimenti che il governo Decaro adesso vorrà adottare non cadano indistintamente su Taranto come sulle altre province, ma è necessario ci sia una distribuzione proporzionata in base al debito prodotto in ogni singola provincia in questi anni”.
Infine, Messina richiama l’attenzione sul futuro del nuovo ospedale di Taranto e sui timori legati alla possibile chiusura di altre strutture.
“Infine, credo sia necessario anche puntualizzare sul ruolo che dovrà avere il nuovo ospedale che sorgerà nel capoluogo jonico e per il quale ancora non si conoscono i tempi certi per la sua attivazione. Ovvero la Regione Puglia non trasformi il nuovo ospedale in un pretesto per poi chiudere altre strutture sanitarie presenti nell’area jonica”.
Un timore legato anche alle precedenti riorganizzazioni del sistema sanitario locale.
“Perché non dimentichiamo che il nostro territorio ha già pagato duramente negli anni con la chiusura di 3 ospedali e con l’accorpamento di numerosi reparti e servizi, privando l’utenza di ciò che aveva diritto”.
Da qui la conclusione netta del segretario della Fials Taranto.
“In definitiva, mi sia consentito dirlo a chiare lettere, i tarantini hanno già saldato il debito e non vogliono pagare quello degli altri”.












