La 18^ giornata, ha arriso al Bari che superando, nettamente, il Taranto di Laterza, ha portato il suo vantaggio, sulle immediate inseguitrici, a + 8. Il Palermo, nel derby al Massimino di Catania, cadendo per 0 a 2, contro gli etnei, si è lasciato raggiungere dalla Turris di Caneo che, al Liguori, ha travolto, disintegrandolo, il Messina di Capuano, incapace di disputare il match e rimanere passivo per tutta la durata dell’incontro. Il Monopoli, in casa, si è inceppato contro il Latina, assolutamente per niente trascendentale in trasferta e l’attacco è rimasto all’asciutto. Catanzaro ed Avellino, corsari nelle trasferte loro assegnate, vincono ed accorciano sulla coppia Palermo e Turris. I calabresi di Vivarini, passano di giustezza al Nuovo Romagnoli di Campobasso (inguaiando la formazione di Cudini e spingendola in zona play out), gli irpini di Braglia, con cinismo, passano in vantaggio, lo amministrano e vincono una gara, a Vibo Valentia, contro i rossoblù di D’Agostino, sempre più ancorati all’ultimo posto, in compagnia del Messina di Capuano (formazione impantanata ed in ultima, per differenza reti, posizione). Nei testa coda: la Juve Stabia, strapazza il Potenza, sempre più in difficoltà; il Picerno, al Curcio, demolisce una Paganese, mai in partita. Detto del Messina, sprofondato al Liguori di Torre del Greco e del Campobasso, arresosi al Catanzaro, il Monterosi, superando di misura l’Andria, affossa ulteriormente la formazione di Ginestra rendendo problematica l’uscita dalla zona play out dei federiciani, infine la Vibonese, ormai allo sbando, con la sconfitta interna contro l’Avellino, si impaluda sempre di più in coda alla classifica.
BARI – TARANTO: il derby più antico di Puglia, tornato dopo 29 anni, si è risolto a favore della “corazzata” bianco rossa. Alla vigilia, Laterza, pur con una serie di recuperi importanti (Saraniti ed il rientrante Marsili), era conscio delle difficoltà del match e per questo motivo, si copriva maggiormente con un modulo inusuale secondo le sue idee tattiche, ma necessario per arginare lo strapotere del reparto offensivo ionico. Dopo dieci minuti, una punizione di Pucino, per fallo su un attaccante bianco rosso, pennellata al punto giusto, superava Chiorra e permetteva ai padroni di casa di andare un vantaggio. Il Taranto, nonostante la voglia di reagire cercava di imbastire azioni che potessero essere pericolose per la difesa locale, ma il portiere Frattali non era costretto ad intervenire in maniera decisiva. Nel finale della prima frazione, un’azione, quasi “alla mano” in stile rugby, trovava smarcato in area Botta che, dopo una finta su Granata, sparava una bordata (con leggera impercettibile deviazione del rossoblù) e la palla si infilava in rete, con Chiorra incolpevole, nell’occasione. Nella ripresa, il canovaccio non mutava eccessivamente, rispetto al primo tempo e il Bari subito trovava il 3 a 0, con Antenucci che, servito sulla destra, entrando in area piazzava un diagonale, imprendibile per Chiorra ed il 3 a 0, risultava un punteggio, troppo mortificante per i rossoblù di Laterza. Il Taranto cercava assolutamente almeno un goal per tentare di riaprire il match e renderlo interessante. Una bella apertura per Giovinco, consentiva al fantasista ionico di incunearsi tra due difensori bianco rossi e mentre stava calciando, solo davanti a Frattali, veniva spintonato e l’arbitro decretava il calcio di rigore. Dal dischetto, lo specialista Saraniti si vedeva parata la battuta e, sulla deviazione, la palla, dai rossoblù, veniva spostata sul lato destro dell’attacco dove giungeva, come un falco, Giovinco che con un diagonale collocava la palla nell’angolo opposto, e Frattali, con tanti uomini davanti alla sua visuale, nulla poteva. Sul 3 a 1, i padroni di casa si accontentavano e conducevano in porto una gara che consentiva, con i tre punti, l’allungo sulle immediate inseguitrici ed in particolare su una, il Palermo che, domenica 19 ospiterà proprio i baresi, in un match ad alta tensione ed importantissimo per l’economia del campionato.
TURRIS – ACR MESSINA: al Liguori di Torre del Greco, si affrontavano la Turris di Caneo, reduce dal pareggio incolore di Potenza ed il Messina di Capuano che, dopo il pareggio insperato di Taranto, giungeva in Campania, alla ricerca di ulteriori conferme e punti utili alla corsa ai play out ed alla permanenza in serie C. La gara, sin dalle prime battute, mostrava gli enormi limiti degli ospiti ed in effetti, i corallini impiegavano mezz’ora perché Santaniello, con un 1 – 2, schiantava la difesa peloritana ed in pratica chiudeva, virtualmente, il match. Nella ripresa, il doppio vantaggio galvanizzava i padroni di casa che, dopo circa dieci minuti, portava l’indiavolato Santaniello, alla realizzazione del 3 a 0 (con la tripletta personale), ampliando un margine che cominciava ad assumere dimensioni imbarazzanti per Capuano ed i suoi ragazzi. Sul velluto e con gli ospiti, demoralizzati ed impotenti ad una reazione, risultavano ancora pericolosi ed un leggera frenesia, con qualche chiusura accettabile dei siciliani, non permetteva altre marcature, almeno fino alla mezz’ora, quando Giannone siglava il poker corallino per la goduria del pubblico dl Liguori. Con gli ospiti, intimoriti, e speranzosi di arrivare al termine con il minor danno possibile, una difesa giallorossa, infarcita di errori e con scarsa attenzione alle incursioni partenopee, era Franco, dopo un paio di minuti dal 4 a 0, a realizzare la marcatura per il 5 a 0 che gratificava l’ambiente torrese, rilanciando la formazione campana, mentre sulla sponda peloritana, musi lunghi, poca voglia di parlare nonché preoccupazione per l’ultimo posto conquistato, grazie, o per demerito, di una difesa imbarazzante, sia per il modulo che per gli interpreti della stessa fase di copertura.
CATANIA – PALERMO: il derby più sentito di Sicilia, alla vigilia, doveva servire per saggiare le ritrovate ambizioni che i rosanero di Filippi avevano mostrato di aver ritrovato nel big match casalingo contro il Monopoli. In realtà, al cospetto del pubblico delle grandi occasioni, la squadra di Baldini trovava i meccanismi per superare la difesa palermitana che, al 25°, commetteva un fallo su un calciatore etneo e permetteva a Moro, con il seguente rigore di realizzare il suo personale diciassettesimo goal ed il vantaggio rosso azzurro. Il Palermo aveva oltre un’ora per cercare di riequilibrare la partita, ma nonostante l’impegno i catanesi erano abili ad impedire l’eventuale rete del pareggio poi, nella ripresa, a cinque minuti dal termine, Moro, il giustiziere catanese, siglava un goal che faceva spellare le mani al pubblico amico e la sua diciottesima rete rafforzava il suo primato nella classifica marcatori e dava, di fatto, ai suoi compagni, in dote, tre punti di platino, sempre in attesa degli ulteriori punti di penalizzazione da sommare ai due già comminati. L’amarezza ospite, alla vigilia del match della settimana prossima contro la capolista Bari, era il rovescio della medaglia della grande soddisfazione per la vittoria da parte catanese, pur nella consapevolezza che, la giustizia amministrativa, farà scendere la scure per decapitare la classifica degli etnei prossimamente.
MONOPOLI – LATINA: al Veneziani, i ragazzi di Colombo affrontavano il Latina con lo spirito di riscattare lo stop subito a Palermo, causa della frenata verso le posizioni di vertice della classifica. L’avversario di turno, il Latina di Menichini, con un curriculum esterno molto deficitario, giungeva a proposito in riva all’Adriatico alla caccia di punti, mentre forte era la convinzione dei bianco verdi di poter sgretolare la difesa ospite sotto i colpi dell’attacco. La gara si sviluppava con un andamento previsto, ovvero con il Monopoli in assetto offensivo, mentre il Latina attendeva l’avversario, soprattutto curando la fase difensiva per evitare di commettere disattenzioni che avrebbero potuto essere letali. Per tutta la gara i padroni di casa alla ricerca dello spiraglio giusto per superare la munita difesa pontina, ma gli attaccanti locali si scontravano con la barriera difesa ospite quasi fosse un muro e, al termine della contesa, il pareggio in bianco maturato lasciava molta delusione a Colombo, mentre gli ospiti interrompevano una lunga striscia negativa fuori casa, dopo tre mesi dal pareggio di Avellino, conquistando un punto utile a continuare l’ascesa in classifica.
CAMPOBASSO – CATANZARO: la gara al Nuovo Romagnoli, alla vigilia, era ritenuta complessa per i padroni di casa, stante la caratura tecnica, di qualità e d’esperienza, notevole dei calabresi. Il match iniziava con la progressione dei ragazzi di Vivarini che prendevano subito possesso del centrocampo ed iniziavano la fase offensiva che metteva pressione alla difesa dei rossoblù di Cudini, in chiara e netta difficoltà. La formazione molisana riusciva a tenere bene la impermeabilità difensiva fino a dopo la mezz’ora, quando Bombagi con una giocata d’astuzia riusciva a battere il portiere Raccichini e portare in vantaggio i giallorossi. Il goal subito aveva per la squadra campobassana un effetto di smarrimento iniziale, pur nella convinzione di dover reagire, ma, sul finire della prima frazione, erano ancora gli ospiti a trovare la via della rete. Vandeputte, l’uomo faro dei catanzaresi, riusciva a superare il portiere locale e con il 2 a 0 confezionato si andava al riposo, con la convinzione della prevedibile reazione dei padroni di casa. Nella seconda parte di gara, il Campobasso, pur con la volenterosa azione tesa a riaprire il match, magari trovando subito la rete, non riusciva a sfondare la retroguardia calabrese, anzi trovava la difficoltà proprio per la capacità dei giallorossi ospiti di amministrare il risultato e portarlo fino alla naturale conclusione della gara. La rete di Emmausso, a pochi minuti dal novantesimo, dava l’illusione che nel recupero si potesse avverare l’impresa di agguantare il pareggio, ma la squadra di Vivarini, chiudeva tutte le possibili vie verso l’area giallorossa e i tre punti prendevano la via della Calabria. Amarezza grandissima per Cudini, in quanto l’involuzione delle ultime giornate ha fatto scivolare i molisani in zona play out, mentre per i calabresi, il blitz compiuto, era il segnale di essersi ormai agganciati al treno delle inseguitrici della capolista Bari.
VIBONESE – AVELLINO: ancora una volta, la formazione calabrese di D’Agostino non è riuscita a prendere punti importanti contro le big del campionato. Braglia, mister irpino, giungeva sul Tirreno con la chiara intenzione di prendere i tre punti, ma consapevole che non sarebbe stato facile, in quanto i calabresi avrebbero venduta cara la pelle. Dopo la mezz’ora, si aveva la svolta. L’irpino Carriero bucava la retroguardia vibonese e superava il portiere Marson, impotente nell’intervento difensivo. Da quel momento in poi, l’Avellino controllava il match, mentre i calabresi tentavano, invano, di essere pericolosi. La gara scivolava verso la conclusione e, nel dopo incontro, gli stati d’animo dei due tecnici erano molto contrastanti, in quanto alla soddisfazione degli ospiti per un successo prezioso, si contrapponeva la grossissima amarezza e delusione per una sconfitta che zavorra la formazione vibonese, ultima in condominio (penultima per differenza retri) con il Messina, con il concreto spettro della retrocessione in serie D.
FOGGIA – VIRTUS FRANCAVILLA: il derby pugliese tra i dauni e i brindisini, entrambi in zona play off, alla vigilia presentava delle incognite che agitavano i sonni dei due allenatori per l’importantissima posta, tipica in gare di cartello come questa. Il match, altamente equilibrato, vedeva i foggiani in assetto offensivo con la batteria di attaccanti che diretti da Petermann, prendevano il sopravvento a centrocampo, mentre la squadra di Taurino, in fase attendista, aspettava la possibilità di colpire la retroguardia dauna, qualora le occasioni si fossero presentate e, nella peggiore delle ipotesi, uscire imbattuti dallo Zaccheria, non sarebbe stata un’impresa da poco. Il primo tempo stava scivolando via, sul nulla di fatto e, come accade in questi incontri di vertice, a pochi minuti dal meritato riposo, i padroni di casa impostavano una giocata, in velocità, che tagliava la retroguardia francavillese e la sfera, giunta a Ferrante, veniva dallo stesso piazzata nella porta avversaria, facendo esplodere la gioia della tifoseria rossonera, fino a quel momento, preoccupata della impermeabilità ospite, soprattutto nel reparto arretrato. Il goal subito, inizialmente, disorientava la formazione francavillese ma, successivamente, per tutto il secondo tempo, pur con la voglia e la volontà di recuperare, i ragazzi di Taurino risultavano imprecisi nella manovra del gioco ed il Foggia ne approfittava per amministrare il risultato non disdegnando, nel contempo, di pungere il reparto difensivo ospite che si manifestava molto chiuso ed attento, limitando il potenziale offensivo rossonero. L’incontro, pertanto, si risolveva con la vittoria del Foggia ma, nel post gara, Zeman, flemmatico, non faceva trasparire grande soddisfazione, consapevole che, nelle prossime gare, la sua formazione dovrà mantenere ritmi ed attenzioni alti. Taurino, amareggiato per la sconfitta di misura e non essere riuscito a riequilibrare il match, era convinto già dalle prossime due gare casalinghe, ardue sulla carta (Juve Stabia e Catanzaro), di poter avere l’auspicato riscatto e la ripresa nella rincorsa alle posizioni preminenti di classifica.
AZ PICERNO – PAGANESE: al Curcio di Picerno si affrontavano la formazione di casa di mister Colucci e la Paganese, rinfrancata dopo la vittoria nel derby con la Juve Stabia. Sul terreno sintetico del catino lucano, Colucci, dopo il blitz di Andria (rilanciante le quotazioni melandrine in ottica play off), impostava un match all’insegna dell’aggressività contando anche sulla fragilità difensiva dei campani. Ci voleva un quarto d’ora affinché Reginaldo, di forza, superasse il portiere Baiocco, fino ad allora, impeccabile. La Paganese, punta nell’orgoglio, reagiva e, dopo una decina di minuti, il jolly Guadagni portava le squadre in parità. Fulminea reazione dei ragazzi di Colucci i quali, complice la disattenta difesa ospite, con l’attaccante Gerardi, si riportavano in vantaggio. In quel momento, la Paganese, buttandosi in attacco cercava di rendersi pericolosa e Firenze, ad un minuto dalla fine del primo tempo, riportava al pareggio la sua formazione. Quando sembrava il momento di andare negli spogliatoi, nel primo ed unico minuto di recupero, un’azione travolgente del Picerno dava la possibilità a Pitarresi, con una staffilata, di battere Baiocco, complice una deviazione difensiva, per il 3 a 2 all’intervallo. All’inizio ripresa, ancora Gerardi, di forza, piazzava la palla del 4 a 2 (doppietta personale di giornata) e la frazione si sviluppava con il doppio vantaggio picernese, fino ad un quarto d’ora dal novantesimo, quando Piovaccari, per gli ospiti, con la marcatura del 3 a 4 riapriva il match. La formazione di Grassadonia non riusciva a recuperare tanto che, nel secondo minuto di recupero, il subentrato Coratella bucava, ancora una volta, il portiere Baiocco e fissava il risultato sul 5 a 3 e determinava l’entrata nella griglia play off dei lucani. La soddisfazione di Colucci si contrapponeva al grande rammarico di Grassadonia, per non essere riuscito a recuperare il match, causa una difesa salernitana tanto disattenta da subire ben cinque marcature, facendo scivolare la sua squadra al limite della zona play out, ora distante solo due punti (il Campobasso è il primo della griglia della lotteria post season per evitare il baratro dei Dilettanti).
JUVE STABIA – POTENZA: al Menti, dopo la batosta nel derby di Pagani, le “vespe” stabiesi volevano riprendere il filo della vittoria e l’avversario di turno, il Potenza di Trocini, era quello meno indicato perché bisognoso di punti per evitare il gorgo dei play out ed il rischio retrocessione in serie D. Al 35°, la Juve Stabia, dopo una ricerca quasi spasmodica della rete del successo, trovava la via per mettere in condizione, Bentivegna, di bucare la porta difesa da Marcone e siglare l’1 a 0 ed maturare il vantaggio, mantenuto fino all’intervallo. Nella ripresa, pur con i lucani alla ricerca della rete del pareggio, annullati dalla difesa dei padroni di casa eccellenti nelle chiusure, quando sembrava che la gara stesse scivolando verso il finale senza alcuni sussulti, dopo la mezzora, Stoppa (eroe contro il Taranto) siglava la seconda rete e, dopo altri otto minuti, lo stesso calciatore realizzava la rete del 3 a 0 (seconda doppietta personale in venti giorni). Finiva così con la Juve Stabia che faceva ingresso nella griglia play off, mentre il Potenza, ancora in sofferenza, per le performances in trasferta, molto fallimentari, continuava ad avere solo due punti di vantaggio sulla coppia fanalino di coda, Vibonese e Messina.
MONTEROSI TUSCIA – FIDELIS ANDRIA: i laziali di Menichini, tornati sul campo amico del Rocchi di Viterbo, affrontavano la disperata Fidelis Andria di Ginestra che proveniva dalla dolorosissima sconfitta casalinga patita dal Picerno che metteva in subbuglio l’ambiente federiciano per la scomodissima posizione in classifica maturata. Gara equilibrata, nel primo tempo, quando il Monterosi si rendeva pericoloso, ma anche l’Andria aveva qualche occasione che gli attaccanti sciupavano più per imprecisione che per frenesia di concludere, ma il primo tempo scivolava verso il nulla di fatto e si aspettava nella ripresa che ci potesse essere un cambio di passo di entrambe le formazioni. Nel primo quarto d’ora della seconda frazione, il Monterosi era più aggressivo e Buglio, piazzava la stoccata giusta per battere il portiere andriese Dini, dando il vantaggio ai viterbesi. Nella restante mezzora, oltre il recupero, l’Andria, nonostante Ginestra abbia effettuato tutti i cambi a disposizione, l’attacco ospite, molto spuntato, praticamente innocuo nelle conclusioni trovate, non riusciva a recuperare il risultato. La sconfitta subita dai federiciani, nel dopo gara, lasciava un senso di amarezza e d’impotenza al destino avverso che sta facendo sprofondare il club bianco azzurro verso il baratro dei dilettanti e la lotta alla permanenza, che coinvolge, al momento, anche la Vibonese, il Messina, il Potenza, il Campobasso ed anche lo stesso Monterosi che, con i tre punti ottenuti, è uscito dalla zona play out. Chiaramente la battaglia continuerà, ma per l’Andria ci vorrà una netta inversione di tendenza per tentare la permanenza in serie C; per i laziali, il cammino continua e lo stanno costruendo, soprattutto, sul campo amico.
Fabrizio Di Leo














