La 24^ giornata di campionato ha certificato delle sicurezze e prodotto sorprese negative. La Juve Stabia, in casa, affrontava la spigolosa Audace Cerignola, a caccia di punti per mantenere il posto in zona play off. Con due goal per tempo, le “vespe” stabiesi, regolavano l’avversario, incapace di reagire positivamente e, al termine del match, il punteggio suonava come condanna per gli ofantini che tornavano a casa, con le classiche “ossa rotte”, determinate dal pesante risultato finale. L’Avellino, ora primo interlocutore della capolista, dopo pochi minuti di gara, grazie ad un rigore di Patierno, ben difeso per tutto l’incontro, vinceva a Monopoli e si proponeva come, attualmente, il più credibile inseguitore della capolista Juve Stabia. Il Benevento, nel posticipo domenicale, impiegava solo venticinque minuti per superare un inconsistente Brindisi, incapace di reagire negli oltre 80 minuti di gara residui, dimostrando una fragilità caratteriale su cui Roselli dovrà lavorare intensamente per evitare che questo step stagionale si trasformi in un calvario, con la certificazione della retrocessione e ritorno nell’inferno della serie D. Il Taranto, con un finale thriller, superava il Monterosi Tuscia, giunto in riva allo Ionio, con l’acqua alla gola per la scomodissima ultima posizione che significa retrocessione diretta in serie D. Dopo essere passato in vantaggio, grazie ad un rigore dell’implacabile Kanoute, gli ionici non raddoppiavano, anzi nell’unica giocata, sporca degli avversari, i laziali pareggiavano e tutto era rimandato alla ripresa. Una serie di cambi, portava il match al finale thriller, ossia, all’ultimo minuto del recupero, 96°, quando un cross al centro dell’area di Fabbro, spizzicato dalla difesa, con un tocco di De Marchi, veniva concretizzato da Orlando che sparava un tiro, con traiettoria insidiosissima, che si infilava nell’angolino, alla destra del portiere laziale. Era l’apoteosi dello Iacovone che, con il suo boato, gioiva e ringraziava la squadra per l’emozione prodotta, valevole tre punti utili a portare il Taranto al 5° posto e, comunque, farlo rimanere nel gruppone di testa, a tre punti dall’Avellino secondo. Un Crotone, a passo ridotto, alle spalle degli ionici, si doveva accontentare del pareggio, a Potenza, contro il Sorrento, come la Casertana che compiva un nuovo passo falso, interno, con il Potenza, mostrando rallentamento ed un momento di forma non eccellente. Il Giugliano di Bertotto, intanto, continuava a mietere risultati lusinghieri, tanto in casa che, in trasferta, come a Latina, dove da corsaro arpionava altri tre importantissimi punti che estromettevano i pontini dall’area play off, entrando nella zona d’élite del campionato, proprio a danno dei laziali. Foggia e Catania, a confronto allo Zaccheria, non riuscivano a superarsi e mentre gli etnei deludevano, ancora una volta, nonostante una sessione invernale di calcio mercato faraonica, i pugliesi davano una dimostrazione di inziale risveglio che potrebbe condurli alla permanenza, pur nella certezza della non eccelsa qualità della rosa, strutturata per la corrente stagione. Nella parte bassa della graduatoria, il Messina superava la Virtus Francavilla, nello scontro diretto pirotecnico per la permanenza, con grande amarezza dei pugliesi, sempre ancorati in terz’ultima posizione.
JUVE STABIA – AUDACE CERIGNOLA: la Juve Stabia non faceva sconti, schiacciando l’Audace Cerignola allo stadio Menti con un poker. La squadra di Guido Pagliuca annientava la compagine pugliese, volava a +9 e consolidava ulteriormente il primato, con una prova di forza davanti al pubblico amico. Adorante si ripeteva con una doppietta, Candellone e Piovanello completavano l’opera. I padroni di casa provavano subito a mettere in difficoltà gli avversari, all’8’ Adorante tentava il suggerimento per Piscopo ma Tentardini faceva buona guardia. Cinque minuti dopo arrivava anche la prima conclusione verso la porta per le vespe, il guizzo di Romeo dalla distanza si spegneva sul fondo. La capolista tornava a rendersi pericolosa al 17’, sugli sviluppi di un angolo battuto da Mignanelli: Buglio colpiva di testa e mandava a lato. Due giri di lancette più tardi, lancio di Bellich per Piscopo che provava a sfruttare un’uscita non impeccabile di Trezza, il tiro però finiva di poco sul fondo. Al 27’ si stappava la sfida al Menti e la firma era ancora di Adorante: l’attaccante, come accaduto a Potenza, raccoglieva l’assist di Piscopo e insaccava. Il vantaggio galvanizzava la prima della classe, Romeo saliva in cattedra e veniva messo giù da Capomaggio in area. L’arbitro non aveva dubbi e assegna il penalty ai gialloblù. Sul punto di battuta si presentava Candellone che non sbagliava e raddoppiava. La Juve Stabia trovava anche il tris con Bellich, ma l’arbitro annullava per un’irregolarità. La ripresa si apriva con un’altra occasione per la brigata di Pagliuca: al 53’ Adorante si liberava di Capomaggio e calciava a giro, la sfera finiva di poco distante dall’incrocio. Poi chance sull’asse Piscopo-Baldi, quest’ultimo faceva partire un tiro deviato in corner dal pacchetto arretrato degli ospiti. Al 67’ lampo di D’Andrea da lontano, Thiam osservava il pallone terminava fuori. Il portiere ex Spal bloccava, tre minuti dopo, l’iniziativa di Sainz-Maza. Le vespe, archiviata un’opportunità per Mignanelli, facevano tris al 75’. Adorante approfittava del lancio di Leone, ringraziava Visentin per un intervento tutt’altro che perfetto e fulminava Trezza. Nel finale c’era spazio anche per il poker di Piovanello su deviazione aerea di Adorante.
MONOPOLI – AVELLINO: la squadra di Michele Pazienza affrontava il Monopoli allo stadio Vito Simone Veneziani. Il mister optava per schierare Frascatore titolare al posto di Ricciardi, mentre a centrocampo Armellino aveva la meglio su Palmiero. In avanti, c’erano Patierno e Sgarbi. Al 5′, Sgarbi andava giù a contatto con Fazio, forse spinto alle spalle. L’attaccante si lasciava cadere, ma per l’arbitro non c’era niente di irregolare e si ripartiva con una rimessa dal fondo. Al 7′, Viteritti rompeva sulla trequarti e scagliava un tiro potente dalla lunga distanza, ma il pallone sfiorava soltanto il palo ed usciva fuori. Al 8′, destro al volo di Patierno da circa 22 metri: il pallone scorreva appena fuori, a pochi passi dalla porta di Gelmi. Pericolosissimo l’attaccante biancoverde, che riceveva i fischi dai tifosi del Monopoli. Al 12′, tentativo di Tito, Gelmi interveniva con le mani respingendo il pallone sul palo alla sua destra. La difesa del Monopoli poi allontanava la minaccia. Il match si sbloccava al 16′, quanto l’arbitro indicava il dischetto dopo un presunto intervento falloso di Barlocco, forse un contatto con il braccio. Un episodio molto controverso a favore dei lupi. Dal dischetto si presentava Chicco Patierno, che non sbagliava, mandando il portiere del Monopoli dalla parte opposta. Al 35′, Bulevardi provava il tiro da oltre 25 metri, ma il pallone rimbalzava a terra senza sorprendere Ghidotti. Al 43′, Sgarbi faceva un guizzo, il primo della partita, e serviva Patierno, il cui tiro veniva respinto da Fazio. Sulla ribattuta, De Cristofaro recuperava e calciava in porta, ma trovava la risposta di Gelmi. La difesa pugliese poi allontanava il pericolo. Si concludeva il primo tempo allo Stadio “Veneziani” di Monopoli. L’Avellino aveva preso il comando della gara grazie al calcio di rigore di Patierno, assegnato per un ingenuo tocco di mano in area di Barlocco. Guardando le azioni, con il palo di Tito e il tiro di Lores Varela, il vantaggio sembrava meritato. Al 64′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il lavoro di sponda di Fazio favoriva De Paoli, che a due passi dalla porta riusciva a toccare il pallone, ma si scontrava con un’ottima risposta di Ghidotti, che reagiva istintivamente respingendo con i piedi. Al 75′, Sgarbi metteva in mezzo un cross dalla fascia, e sull’altro lato del campo Tito cercava il sinistro al volo, ma il suo tiro da dentro l’area sorvolava la traversa. All’84’, grande parata del portiere dei Lupi, Ghidotti, sul tiro di controbalzo di Tommasini, che era destinato all’incrocio dei pali. Al 90, ripartenza dei Lupi, il pallone arrivava a Dall’Oglio, che da posizione defilata calciava forte ma non centrava la porta. Avrebbe potuto fare meglio. Triplice fischio finale allo stadio “Veneziani”. Quanta sofferenza per l’Avellino, tenuto in piedi da un super Ghidotti. Alla squadra di Pazienza bastava il gol su rigore siglato da Patierno nel primo tempo. Monopoli – Avellino finiva 0 – 1.
BENEVENTO – BRINDISI: Auteri schierava l’undici giallorosso con il suo solito 3-4-3 e in mediana subito dentro l’ultimo arrivato Nardi, con l’ex Reggiana che faceva coppia con Agazzi e sulle fasce c’erano Improta e Masciangelo. In difesa, invece, davanti a Paleari confermato il terzetto Berra, Capellini, Pastina e lo schieramento di casa era completato dal tridente offensivo formato da Starita, Ciano e Lanini. Gli ospiti si schieravano con il 3-5-1-1, con il terzetto davanti a Saio formato da Bellucci, Bonnin e Monti. Gorzelewski e Calderoni agivano, invece, sulle fasce del folto centrocampo e completato dal terzetto Labriola, Pinto, Bagatti. Sulla trequarti c’ear Speranza a supporto di Bunino. Subito pericoloso il Benevento e al 3′ il tentativo dal limite di Ciano era respinto in angolo da Saio. All’11’ ci provava anche Lanini e la sua conclusione terminava tra le braccia di Saio. Il vantaggio giallorosso si materializzava al 13′ e Lanini dagli sviluppi di un angolo calciato dalla destra di Ciano da due passi di testa spediva il pallone in fondo al sacco. Per l’attaccante arrivato dalla Reggiana primo gol con la maglia del Benevento. Al 22′ rapida azione della Strega con Agazzi che dalla destra crossava al centro dove Starita di testa realizzava il 2-0 giallorosso. Prima gioia con la maglia sannita anche per l’attaccante arrivato nelle scorse settimane dal Monopoli. Sotto di due gol, al 31′ Roselli optava subito per due cambi ed entravano in campo Guida e Vona che prendevano il posto per Monti e Labriola. Al 40′ angolo dalla sinistra di Ciano e al centro dell’area spuntava Capellini che di testa mandava il pallone fuori. Al 46′ Strega vicinissima al terzo gol con una punizione calciata dal limite da Ciano e Saio si salvava in angolo. Dagli sviluppi del corner conclusione di Agazzi e pallone di poco sul fondo. Nella ripresa al 6′ angolo dalla destra calciato da Ciano e ci riprovava Capellini e anche questa volta il tentativo di testa terminava oltre la traversa. Al 10′ batti e ribatti a ridosso dell’area del Benevento e la palla finiva a Bunino che concludeva di prima intenzione verso la porta con Paleari che gli respingeva la conclusione. Primo pericolo della partita per la Strega, con Auteri che per mantenere alta la concentrazione optava per un triplo cambio ed entravano in campo Talia, Ferrante e Ciciretti rispettivamente al posto di Agazzi, Lanini e Ciano. Al 15′ subito una chance per Ciciretti e la sua conclusione mancina finiva sul fondo. Al 21′ ripartenza del Benevento con Nardi che serviva sulla sinistra Ferrante che tirava in porta e Saio si rifugiava in angolo. Un minuto prima splendida apertura di Ciciretti verso Masciangelo che si accentrava verso la porta e Saio respingeva. Al 25′ Brindisi vicinissimo al gol con Bunino e Paleari era bravissimo a negargli il gol. Sulla respinta Pastina buttava il pallone in angolo. Dagli sviluppi del corner colpo di testa di Bagatti e Paleari anche questa volta con un doppio prodigioso intervento negava la rete ai pugliesi. Al 30′ il Benevento avanzava sulla sinistra con Masciangelo che pescava in mezzo Ferrante che spediva un rigore in movimento sul fondo. In precedenza erano entrati in campo per la Strega anche Simonetti e Pinato, con l’ex Ancona che di fatto agiva nel tridente offensivo completato in questo finale di partita da Ciciretti e Ferrante. La Strega conservava il doppio vantaggio fino al triplice fischio e per i giallorossi si trattava del primo successo in questo campionato con almeno due gol di scarto. Ai fini della classifica la troupe di Auteri saliva al terzo posto a quota quarantatré punti. Continuava, invece, la crisi del Brindisi che restava al penultimo posto a sedici punti.
AZ PICERNO – TURRIS: la complicata settimana della Turris si chiudeva con una sconfitta sul campo del Picerno. Dopo le vicende societarie, la squadra di Leonardo Menichini cadeva allo stadio Curcio e restava nelle zone basse della classifica: decideva un gol di bomber Murano nel secondo tempo. Ottimo approccio al match per i corallini con Giannone che serviva Jallow dopo pochi secondi, l’ex Latina trovava il tocco vincente ma l’arbitro annullava per fuorigioco. I biancorossi ci riprovavano al 4’ con un tiro di Nocerino che trovava i guantoni di Summa. L’estremo difensore doveva intervenire anche tre minuti più tardi sul cross velenoso di Nicolao. Al 12’ i padroni di casa replicavano con una conclusione di Maiorino, Marcone era attento e neutralizzava. I rossoblù cercavano di prendere campo, ma i ragazzi di Menichini difendevano con ordine e non concedevano spazi. Alla mezz’ora, dopo un errore in avanti della Turris, il Picerno andavano ad un passo dal vantaggio: Marcone era prodigioso su Maiorino. Il primo tempo si chiudeva con una giocata imprecisa di Pugliese (32’), con una botta alta di Esposito (43’) e con un guizzo di Nocerino (44’). ll giovanissimo talento corallino era il primo protagonista della ripresa con un mancino dall’interno dell’area, Summa non si lasciava sorprendere e bloccava. La risposta degli uomini di Longo portava la firma di Murano, l’attaccante non inquadrava lo specchio di porta. L’ex Avellino era più pericoloso al 53’ con un’incornata ma Marcone si opponeva. Al terzo tentativo, su assist di Pagliai, Murano non sbagliava e sbloccava l’incontro. La reazione degli ospiti era affidata a Pugliese su traversone di D’Auria, il centrocampista sprecava da buona posizione. Sul capovolgimento di fronte Graziani svettava dopo un calcio d’angolo, il colpo di testa sorvolava la traversa. La Turris si giocava il tutto per tutto nel finale, il Picerno reggeva all’urto di D’Auria e soci ed esultava al termine del confronto.
SORRENTO – CROTONE: il Sorrento faceva un altro significativo passo verso il traguardo salvezza. La squadra di Vincenzo Maiuri conquistava un punto contro il Crotone allo stadio Viviani di Potenza. Squali avanti con il gol di Tribuzzi al 23’, ci pensava il solito De Francesco (sesto gol in campionato) ad agguantare l’1-1 con un rigore nel finale di primo tempo. Settimo risultato utile consecutivo per i costieri che, al netto dell’obiettivo principale, consolidavano l’ottava posizione, in piena zona playoff. Equilibrio all’alba dell’incontro, per il primo tentativo verso la porta però non bisognava attendere molto. Al 9’, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Cuccurullo faceva partire una conclusione che si spegneva sul fondo. Sul versante opposto D’Ursi aveva la chance di calciare da buona posizione, il rasoterra arrivava tra i guantoni di Del Sorbo. Al 23’ gli ospiti, cresciuti con il passare dei minuti, passavano in vantaggio: Tribuzzi riceveva in area e superava Del Sorbo con un diagonale. I pitagorici, in un momento favorevole del match, cercavano di pungere ancora ma i rossoneri rispondevano con una botta di Cuccurullo che impegnava Dini. Al 34’ opportunità per Tumminello dopo una respinta maldestra della difesa, l’estremo difensore si opponeva alla giocata dell’attaccante. Al 42’ il centravanti rossoblù si rendeva protagonista in negativo nella sua area, commettendo fallo su Fusco. L’arbitro assegnava la massima punizione, De Francesco non sbagliava dal dischetto e mandava le squadre a riposo sul risultato di parità. In avvio di secondo tempo D’Ursi si ritagliava lo spazio per un tiro-cross velenoso, Del Sorbo faceva buona guardia e neutralizzava. Al 62’ l’autore del gol costiero ci provava da lontano ma la sfera terminava sul fondo. A metà ripresa era provvidenziale il portiere di Maiuri con un super intervento su Giron, pronto alla zampata vincente. Poi Tumminello, pochi secondi dopo, sfiorava ancora il bersaglio con un tocco da ottima mattonella. Il Sorrento ripartiva e Riccardi, con un bolide, chiamava in causa Dini. Non c’era altro da segnalare al Viviani, al triplice fischio era 1-1.
CASERTANA – POTENZA: la Casertana tornava al Pinto per la seconda partita casalinga consecutiva con un unico categorico imperativo: tornare al successo che mancava ormai da circa un mese ed ancor più tra le mura amiche dove i tre punti latitavano dal 17 dicembre dell’anno scorso. Nondimeno l’avversario di turno, il Potenza di Marco Marchionni che aveva ceduto i tre punti prima al Monopoli e nell’ultimo turno alla capolista Juve Stabia. Ma ormai il girone di ritorno era entrato nel vivo e tutte le squadre cercavano con le unghie e con i denti di perseguire gli obiettivi imposti ad inizio stagione e cercavano di stringere i tempi per raggiungerli. Ai tifosi ospiti era stata interdetta la trasferta e con la Curva Nord ancora inagibile, il settore Distinti era interamente occupato dalla tifoseria locale che come al solito era determinante a dare l’apporto necessario per conquistare la vittoria. Le partite disputate prima del fischio di inizio del Pinto avevano visto quasi tutte le concorrenti dei falchetti andare a punti, in simultanea si giocava Monopoli-Avellino e Taranto-Monterosi e senza sapere che esito davano i falchetti dovevano perentoriamente cercare i tre punti per non perdere contatto con la vetta della classifica. Cangelosi lamentava assenze importanti nella parte nevralgica del campo come quelle di Proietti e Toscano con quest’ultimo in panchina; out Anastasio per qualifica, sostituito da Nicoletti e andavano in campo anche gli altri acquisti nel mercato invernale; trovava posto tra i rincalzi anche l’ultimo arrivato, l’attaccante Rovaglia. Annunciati titolare in distinta, Adriano Moontalto accusava un problema muscolare in fase di riscaldamento e cedeva la sua maglia da titolare a Tavernelli e si accomodava in panchina. Qualche variante per Marchionni che non aveva digerito gli ultimi flop dei rossoblù lucani: in campo da subito qualche recente acquisto come l’esterno Spaltro che prendeva il posto di Hadziosmanovic in difesa e Maisto che sostituivano Maddaloni; in avanti c’era Volpe a far coppia con l’altro ex Caturano; tra i rincalzi anche l’altro recente arrivato Riccardo Burgio. Casertana subito avanti con Tavernelli che aveva una buona possibilità dopo neanche 60” di gioco, con conclusione di poco a lato. Al 3’ ci provava Carretta che però al momento del tiro veniva contrato da Sbraga in angolo. Il Potenza rispondeva al 6’ con Volpe che pescava Caturano sul secondo palo, la sponda dell’ex finiva a Candellori che con una rovesciata sparava alto. Dopo i primi fuochi la partita perdeva di intensità ed anche le occasioni da gol cominciavano a latitare. Bisognava attendere il 22’ per registrare una potenziale azione da gol di marca locale: Deli trova Calapai davanti ad Alastra, ma l’esterno rossoblù non riusciva ad agganciare la sfera. Al 25’ combinazione Tavernelli-Carretta che approfittavano di uno svarione di Armini ma non riuscivano a concretizzare. La partita scadeva ulteriormente di tono, le due squadre si fronteggiavano a metà campo, zona dove spesso Curcio era costretto a rientrare per trovare qualche pallone giocabile. Dopo una conclusione centrale di Calapai, facile preda di Alastra, nell’unico minuto di recupero combinavano ancora Carretta e Tavernelli, con quest’ultimo che non riusciva ad arpionare l’invito del compagno. Si chiudeva la prima frazione col risultato in bianco e senza troppe emozioni. Nessun cambio all’intervallo, ma il Potenza partiva con ben altro piglio. In neanche 4’ finivano tra gli ammoniti i due centrali difensivi locali, con Soprano che, diffidato, avrebbe saltato la trasferta a Catania. La punizione successiva vedeva la respinta a pugni uniti di Venturi su tiro di Caturano. La partita si infiammava poco dopo il 10’: Schiattarella dalla bandierina trovava la testa di Caturano che chiamava alla respinta Venturi, sulla sfera si fondava Armini che metteva in gol, ma era tutto fermo per posizione di fuorigioco del difensore lucano. Su capovolgimento di fronte Curcio cercava Caretta che non arrivava sul pallone che finiva a Casoli che impegnava in presa bassa Alastra. Nonostante i ritmi restassero altissimi, occasioni nitide da rete non ce ne erano più. Anche Marchionni accarezzava il sogno dei tre punti e mandava in campo Rossetti e Burgio per dare più incisività al reparto offensivo. Al 38’ annullato un altro gol agli ospiti per fuorigioco di Rossetti che faceva partire un preciso cross per la testa di Saporiti che aveva battuto Venturi. Dopo un tentativo da fuori di Curcio (43’), l’ultima occasione era per il Potenza con Venturi che sventava un colpo di testa di Rossetti. Finiva a reti bianche il match e si allungava ancora la striscia senza vittorie per la Casertana, che nel girone di ritorno aveva vinto solo a Monopoli.
TARANTO – MONTEROSI TUSCIA: vittoria col fiatone per il Taranto che superava il Monterosi in pieno recupero e saliva momentaneamente al quarto posto. Decisivo Orlando quando si pensava ormai al pari in virtù delle reti di Kanoute e Parlati nella prima frazione. Tre punti pesanti (mancavano dal derby di Foggia) dopo una prova accettabile, per impegno, costanza e dedizione, dei rossoblù. Per la sfida contro il fanalino di coda, Capuano confermava il 3-4-3 con le novità Simeri e Bifulco; De Marchi e Orlando partivano dalla panchina come gli ultimi arrivati Matera e Ladinetti. Il Monterosi era 4-3-3 e se la voleva giocare senza fare le barricate. Degli ospiti il primo tentativo con una timida punizione dal limite di Fantacci parata la Vannucchi, ma al primo vero affondo il Taranto si spianava la strada. Ferrara serviva in area Bifulco che saltava un paio di avversari e trovava il fallo da rigore di Gori. Kanoute (10’) era freddo dagli undici metri, spiazzava il portiere e portava i rossoblù in vantaggio. Per l’ex Avellino decimo sigillo in campionato. Il gol non metteva le ali al Taranto, scuotendo invece il Monterosi che imbastiva alcune trame apprezzabili ma senza impensierire Vannucchi. La squadra di Capuano si limitava a svolgere il compitino mostrandosi imperfetta nel fraseggio e al 36’ incassava il pari dei laziali. Fantacci metteva in area e, dopo una svirgolata, la palla giungeva sui piedi di Parlati che in diagonale batteva Vannucchi rimettendo la sfida in parità. Il Taranto accusa il colpo, abbozza una mezza reazione ma il Monterosi si rivelava avversario ostico e si andava al riposo sul risultato di parità. Taranto subito propositivo nella ripresa, i rossoblù volevano rimettere la freccia e attaccavano a testa bassa sbattendo però contro il muro di un organizzato Monterosi che non sembrava affatto avversario da ultimo posto. Erano i padroni di casa a fare la partita ma la pressione non portava i frutti sperati. Capuano aveva necessità di rimettere in moto la squadra e pesca dalla panchina. Dentro De Marchi, Orlando, Matera e Fabbro (fuori Simeri, Kanoute, Zonta e Valietti) le quattro mosse per provare a dare un senso alla parte finale gara. Un tiro a giro di Orlando (36’) sorvolava l’incrocio, ma in pieno recupero l’esterno tarantino era più fortunato e su cross di Fabbro infilava con un sinistro al volo facendo esplodere lo stadio. Successo faticoso ma meritato per i rossoblù ormai salvi e ora concentrati esclusivamente sui playoff.
LATINA – GIUGLIANO: il Giugliano ritrovava il successo in campionato dopo due pareggi consecutivi e conquistava il quarto risultato utile di fila: battuto il Latina a domicilio con un gol di Maselli all’alba della partita. La squadra di Valerio Bertotto si rilancia va in classifica ed agguantava la zona playoff. Bastavano appena cinque giri di lancette ai tigrotti per sbloccare la contesa dello stadio Francioni. Sugli sviluppi di un calcio di punizione conquistato da Balde e battuto da De Sena, Maselli raccoglieva il pallone dopo un rimpallo e con un tiro chirurgico beffa Fasolino. La reazione nerazzurra si registrava sull’asse Del Sole-Ercolano, quest’ultimo non riusciva ad impensierire Russo. I gialloblù si difendevano con ordine e non lasciavano varchi all’iniziativa dei padroni di casa. Al 22’ Di Dio suggeriva per Balde, chiuso al momento della conclusione verso la porta. La squadra di Bertotto gestiva il gol di vantaggio e non rischiava mai, da segnalare per gli uomini di Fontana soltanto una giocata imprecisa di Del Sole al 27’. Il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti. Lo spartito della sfida non cambiava, il Latina cerca la manovra giusta per scardinare la retroguardia avversaria, ma il Giugliano teneva bene il campo e insisteva nella sua idea di gioco. Al quarto d’ora della ripresa Maselli innescava Balde che scaricava un destro verso il bersaglio, Guadagno – entrato al posto di Fasolino – disinnescava. L’estremo difensore di casa doveva compiere gli straordinari su un’altra azione di Balde. L’ex Messina ci riprovava a dieci dal 90’ a margine di un fraseggio con Salvemini ma non inquadrava. I tigrotti, al netto dell’indecisione di Russo nel recupero, resistevano e si assicuravano il bottino pieno al triplice fischio.
FOGGIA – CATANIA: il Foggia spezzava la preoccupante striscia di sconfitte consecutive, ma il pari interno con il Catania aveva il sapore della beffa e non era un esercizio di presunzione. Perché i rossoneri avevano giocato un tempo in superiorità numerica (rosso a Haveri), ma il forcing che ha contraddistinto l’intera seconda parte di gara, produceva solo due occasioni e tante potenziali situazioni pericolose. Reggeva il fortino della squadra di Lucarelli, per il quale il pareggio aveva sicuramente un sapore più dolce. Al termine della prima frazione gli applausi che accompagnavano il rientro negli spogliatoi erano di incoraggiamento e ottimismo. Segno che la prestazione non era dispiaciuta. Ai famigerati punti pugilistici c’erano pochi dubbi su chi avrebbe meritato di far propria la contesa. Ad accrescere i pensieri positivi, il rosso beccato da Haveri per doppia ammonizione, poco prima che Diop mandasse le squadre a ristorarsi. Espulsione giunta dieci minuti dopo il primo sigillo di Santaniello con la maglia rossonera, sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti (da lui stesso procurata) calciata magistralmente di Millico. Un gol meritato, perché il vantaggio del Catania nasceva da un’azione confusa e ricca di rimpalli, per la verità agevolata anche da una non irreprensibile giocata difensiva di Riccardi. Ma per il resto, la squadra di Lucarelli produceva ben poco. Tante le assenze tra gli etnei (Sturaro, Celli e Cianci, per citarne alcuni), anche se la formazione iniziale restava di altissimo livello. C’era anche Peralta, beccato da copiosi fischi, e impiegato da mezzala con licenza di staccarsi per accompagnare le due punte Di Carmine e Chiarella. Il previsto 4-3-3 di Cudini vedeva subito Tenkorang dal 1’. Non male la prima parte, al netto di qualche lettura un po’ così. Di alto livello, invece, la prova di Millico. Il fantasista era l’uomo in più del Foggia e lo si intuiva sin dalle prime battute. Sue le prime due conclusioni su due transizioni ben orchestrate in avvio. Il ‘millicocentrismo’ fa sì che il gioco si sviluppi soprattutto sul fronte mancino del Foggia, anche perché su quel lato c’è Monaco che aveva tra le sue doti sicuramente il fisico, non di certo la rapidità. Per la verità, si poteva sfruttare anche il fronte opposto, dove lo spazio per assecondare l’attitudine alle fughe di Tonin non mancava. Non a caso, da quella parta c’era Haveri, che beccava due gialli in pochi minuti lasciando il Catania in dieci. Tello per Peralta era la prima mossa di Lucarelli. Fuori il trequarti, dentro una mezzala con conseguente passaggio al 4-3-2. Di fatto, l’unica scelta possibile per tenere le due punte e non sguarnire la mediana. Cudini non toccava nulla, anche perché il giocattolo funzionava discretamente. Era un monologo rossonero, come prevedeva il contesto. Ma la produzione offensiva veniva meno nel momento clou. Per la verità, il Foggia non era neanche troppo fortunato, come quando la deviazione di Carillo sugli sviluppi di un corner andava a morire sulla traversa. Tante le potenziali occasioni costruite dai rossoneri, che trovavano spazi sia a sinistra con i movimenti a rientrare di Millico, che a destra con le fughe di Tonin. Lucarelli si affidava a Welbeck e Cicerelli per poi chiudere con il 5-3-1 quando Bouah subentrava a Quaini. Il fortino catanese reggeva, malgrado la pletora di traversoni che spiovevano da entrambi i fronti. Cudini faceva all – in rinunciando a Marino e schierando Rolando a destra in un ultra offensivo 4-4-2. C’era spazio anche per Ercolani, che rilevava l’acciaccato Carillo, così come Vezzoni subentrava a Salines fermato dai crampi, fino agli innesti finali di Odjer e Gagliano. Proprio il centrocampista ex Palermo aveva sul destro una buona occasione, ma la sua sventola dalla distanza trovava sulla traiettoria Kontek. Proprio lui. Era l’ultima reale occasione di una partita nella quale non erano mancati cuore e voglia, solo un altro gol.
ACR MESSINA – VIRTUS FRANCAVILLA: il Messina piegava la resistenza della Virtus Francavilla, imponendosi per 3 a 2 allo stadio “Franco Scoglio”. Ospiti subito pericolosi con il diagonale di Artistico, intercettato in tuffo da Piana, per la prima volta titolare con la maglia giallorossa. Sul ribaltamento di fronte, micidiale girata mancina di Emmausso, su cross di Frisenna, e pallone imparabilmente in fondo al sacco. Al 12’ azione similare e raddoppio siglato da Zunno, a segno da posizione più ravvicinata. I pugliesi dimezzavano le distanze grazie alla rete di Artistico (19’), che, servito da Macca, era implacabile dal limite. I giallorossi reclamavano (30’) la concessione del rigore per un presunto tocco di braccio in area di un difensore avversario, ma l’arbitro lasciava correre. Artistico sfiorava poi il pareggio, calciando a lato da favorevole posizione. Appuntamento con il 2-2 rinviato al 39’, quando Macca riequilibrava la situazione di testa, servito dal calibrato traversone del solito Artistico. In avvio di ripresa, magia di Rosafio, Branduani sventava il pericolo. Emmausso si faceva male e al suo posto entrava Ragusa. I padroni di casa avanzavano il baricentro della manovra, giostrando con apprezzabile personalità. Ancora Rosafio provava su punizione, mancando, però, il bersaglio. Espulso al 25′ Salvo per un colpo proibito rifilato ad Ingrosso, apparso di lieve entità, ma ravvisato dall’assistente, che richiamava l’attenzione dell’arbitro. Spettacolare gol di Frisenna al 43′, quando raccoglieva un rinvio di piede del portiere e realizzava di destro dalla lunghissima distanza, facendo esplodere di gioia i tifosi. Nel recupero, Ragusa e Luciani fallivano clamorosamente il poker in contropiede, mantenendo viva la sfida fino al triplice fischio.














