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Serie C/C, sconfitta esterna per il Taranto a Castellammare di Stabia

Foto Taranto FC 1927 - Walter Nobile

Serie C/C, sconfitta esterna per il Taranto a Castellammare di Stabia

Le "vespe", nel posticipo, battevano l'arcigno Taranto di Capuano, ad inizio ripresa, con u n 1 - 2 di Adorante che costringeva il tecnico rossoblù da operare degli accorgimenti che permettevano al Taranto di accorciare il gap con Simeri, ma poi non riuscivano a ricucire il risultato

di Fabrizio Di Leo

La 31^ giornata di campionato è stata ricca di sorprese, più negative che positive, comunque un turno pro Juve Stabia. Le “vespe”, nel posticipo, battevano l’arcigno Taranto di Capuano, ad inizio ripresa, con u n 1 – 2 di Adorante che costringeva il tecnico rossoblù da operare degli accorgimenti che permettevano al Taranto di accorciare il gap con Simeri, ma poi non riuscivano a ricucire il risultato. Tre punti d’oro per i campani, che sfruttavano anche il mezzo passo falso dei sanniti, coni l Messina sornione, capace di fermare, al Vigorito i giallorossi di Auteri. Alle spalle dei beneventani, avanzava prepotentemente il Picerno, travolgendo il malcapitato Monterosi Tuscia, mentre l’Avellino di Pazienza era costretto la nulla di fatto , sul campo della Virtus Francavilla. La Casertana, intanto, sempre più in crisi, perdeva il derby di Torre del Greco, con la formazione corallina, rilanciatasi e, ad un passo, dal deludentissimo Catania, a secco, al Massimino contro il Potenza. Crolla, senz’altro inatteso, del Crotone che allo Scida, di fronte al proprio pubblico, sui consegnava al Latina e la sconfitta, pesantissima, apriva dubbi sul cambio di guida tecnica, da Zauli a Baldini, non rigenerante e, dal punti di vista dei risultati, in linea con il il tecnico precedente. Detto del Latina, sornione e ferale, a Crotone, il Giugliano, si accontentava del pari a reti bianche, a Brindisi, dando un punto di speranza, sia pure molto ma molto remota, ai biancoazzurri di Danucci, apparsi, ancora una volta non pronti per affrontare una terza serie ed il girone C, in particolare. Anche il Sorrento, a Potenza, si doveva accontentare di un pari, al Viviani di Potenza, con il Foggia di Cudini, ormai galleggiante nella zona franca, ma incapace di cambiare passo per tentare l’assalto, deciso, alla zona play off. L’Audace Cerignola, nel derby con il Monopoli, cadeva fragorosamente, in casa, continuando il digiuno di vittorie (da otto turni), subendo un crac con gli adriatici, bravi a sfruttare le debolezze ofantine. Monopoli, in ascesa verso le migliori posizioni, nel tentativo di uscire dalla zona play out, corsaro in Daunia e rilanciatosi nella caccia della Turris, quint’ultima in classifica, ultimo posto play out, prima della zona franca. Detto dello scivolamento repentino del Catania verso la zona play out, anche il Potenza, a passo lento e ad un punto alla volta, cerca di rimanere in zona franca, mentre nelle zone rischio retrocessione, la Virtus Francavilla, con il punto conquistato con l’Avellino rimane sempre invischiata al terz’ultimo posto, davanti al Monterosi Tuscia, crollato a Picerno e la Brindisi, che a sette giornate dalla conclusione vede affievolirsi la fiammella della speranza di disputare, quanto meno i play out, per non lasciare, direttamente alla fine della stagione regolare, la serie C, conquistata dopo oltre trent’anni nel giugno dello scorso anno.

JUVE STABIA – TARANTO: una doppietta di Adorante e la Juve Stabia faceva un altro passo verso il sogno. La squadra di Guido Pagliuca superava il Taranto di Ezio Capuano allo stadio Menti, sfruttava il mezzo passo falso del Benevento e allungava in classifica: la capolista volava a +9 quando mancavano sette giornate al termine del campionato. Bastavano quattro minuti alle vespe per rendersi pericolose con Romeo che raccoglieva un cross di Mignanelli e impattava, la sfera terminava sul fondo. I rossoblù provavano a replicare con un’azione personale di Kanoute che sfumava dopo un traversone. All’8’ Candellone prendeva il tempo a tutti sugli sviluppi di un angolo e mandava alto di testa. Passavano cinque minuti e si rinnovava l’asse Mignanelli-Romeo, il numero 7 non trovava lo specchio della porta. I gialloblù restavano in avanti e chiamavano in causa Vannucchi con due conclusioni, di Adorante al 16’ e di Mosti al 18’. Potenziale chance al 21’ per Buglio che mancava la deviazione vincente su suggerimento di Candellone. Soltanto al 25’ gli ospiti si facevano vedere dalle parti di Thiam con un tiro impreciso di Zonta. Al 34’ occasione per i padroni di casa con Leone che pennellava, Romeo svetta e mette fuori di un soffio. Nel finale di primo tempo opportunità per Panico (42’) da una parte e Candellone (43’) dall’altra, il risultato non cambiava. Le squadre rientravano in campo dopo l’intervallo con gli stessi protagonisti della frazione iniziale. Lo squillo in apertura era di Romeo, ma la mira era da dimenticare. Al 51’ la Juve Stabia passava in vantaggio. Candellone saltava un difensore e impegnava Vannucchi, il portiere si superava altresì sul tentativo di Romeo, poi Adorante insaccava e chiudeva l’azione. La reazione del Taranto era affidata a Valietti, servito da Simeri: Thiam neutralizzava con facilità. Al 55’ ancora l’ex Triestina lasciava il timbro sul match e realizzava la sua doppietta con un colpo di testa su assist di Mignanelli. Il laterale gialloblù ci provava al 64’, sul ribaltamento di fronte l’undici di Capuano cercava di costruire la manovra giusta per riaprire la partita. La trama vincente arrivava al 71’ con Simeri che batteva Thiam e concretizzava l’assist di Luciani. I rossoblù si affacciavano in attacco con un tiro-cross di Panico disinnescato da Thiam all’84’, le vespe reggevano e dopo sei minuti di recupero si assicuravano una vittoria importante al triplice fischio.

BENEVENTO – ACR MESSINA: al “Ciro Vigorito” il Benevento ospitava il Messina per la trentunesima giornata di serie C girone C, con i giallorossi sanniti che volevano continuare a vincere per provare a tenere il passo della Juve Stabia, in campo lunedì sera contro il Taranto. Di contro i giallorossi siciliani andavano a caccia di un successo per provare ad agganciare la zona playoff, con la decima posizione distante una sola lunghezza. Nel 3-4-3 di Gaetano Auteri, ex della partita avendo allenato i peloritani nella passata stagione, non c’erano gli squalificati Karic, Improta e Starita, con l’allenatore giallorosso che rispetto all’undici iniziale proposto a Potenza schierava Simonetti esterno a destra a centrocampo, con Masciangelo sull’out opposto e in mezzo accanto a Nardi c’era Pinato. In avanti il tridente Ciciretti, Lanini, Ciano. Nel Messina cinque cambi rispetto alla gara contro il Crotone e nel 4-2-3-1 di Modica alle spalle dell’unica punta Plescia c’era il terzetto formato da Ragusa, Firenze e Zunno. Il Benevento partiva subito all’attacco e al 2′ Masciangelo dalla sinistra serviva al centro il liberissimo Ciano che ciccava incredibilmente il pallone, ma nella circostanza segnalata la posizione di fuorigioco dal primo assistente. Al 23′ occasionissima per la Strega con Nardi che ci provava dalla distanza e il suo tentativo finiva fuori di un soffio. Al 25′ rispondeva il Messina dalla destra con un tiro-cross di Ragusa che per poco non beffa Paleari e il pallone veniva allontanato in angolo da Berra. Dal corner calciato da Firenze, Paleari smanacciava la sfera nuovamente in corner. Scampato il doppio pericolo, al 31′ il Benevento la sbloccava: dalla bandierina Ciano serviva Nardi che provava la conclusione da fuori che veniva deviata da Lanini in fondo alla rete. Per l’attaccante piemontese quinto gol con la Strega dal suo arrivo a gennaio nel Sannio. Al 40′ vibranti proteste degli ospiti che chiedevano a gran voce un calcio di rigore per un tocco di mano di Terranova, ma il direttore di gara non era dello stesso avviso. Gli ospiti continuavano ad attaccare alla ricerca del pari nei restanti minuti del primo tempo, ma allo scadere dei due minuti di recupero Lanini peccava di egoismo non servendo in area l’accorrente Pinato e la sua debole conclusione finiva sul fondo. Nella ripresa al 9′ primo cambio tra gli ospiti con l’infortunato Civilleri che lasciava il campo a Frisenna. La Strega, così come accaduto sul finire del primo tempo, soffriva l’iniziativa dei siciliani alla ricerca del pareggio. Al 15′ Zunno dalla sinistra si liberava facilmente di Pinato e Capellini e la sua conclusione si stampava sulla traversa. Sfortunati nella circostanza gli ospiti, con il Benevento praticamente in bambola. Un minuto più tardi ci provava Frisenna e il suo tiro si spegneva sul fondo. Al 21′ Auteri per scuotere un po’ i suoi inseriva Bolsius al posto di Ciano e per il Messina entravano in campo Franco e Rosafio rispettivamente al posto di Ragusa e Firenze. Al 26′ Bolsius ci provava dalla distanza e il pallone si spegneva fuori. Al 30′ ospiti nuovamente pericolosi dalla catena di sinistra con Giunta e Paleari si rifugiava in angolo. Al 36′ siciliani pericolosi con una punizione calciata da Rosafio e il Benevento si salvava in angolo. Il meritato pareggio ospite si materializzava al 45′ e a beffare Paleari era Frisenna dalla distanza. Il risultato di 1-1 si protraeva fino al triplice fischio e dopo sei minuti di recupero il Benevento al triplice fischio doveva accontentarsi di un solo punto. Un pari che però per quanto visto nella ripresa stava anche stretto agli ospiti, con la troupe di Auteri completamente in bambola nel secondo tempo. Con questo pareggio, la Strega saliva a cinquantotto punti. Il Messina, invece, saliva a quaranta punti.
VIRTUS FRANCAVILLA – AVELLINO: l’allenatore avellinese puntava ancora una volta sul 3-5-2 e sceglieva Ricciardi al posto di Cancellotti. Sulla fascia sinistra giocava Liotti, mentre a centrocampo si vedeva Palmiero. In attacco giocavano Sgarbi e Gori. La prima grande occasione della partita arrivava all’8′: sugli sviluppi di un corner di Liotti, lo stacco di Gori si stampava sul palo a Branduani battuto. Al 10′, Ricciardi prendeva il pallone sulla destra e lo passava a Sgarbi, che crossava dalla linea di fondo. Trovava Armellino in area, ma il suo tiro al volo dal centro dell’area finiva sopra la traversa. Al 13′, gli imperiali avevano un’occasione enorme, con Biondi che si trovava a due metri da Ghidotti e tirava dritto su di lui. Il portiere dei lupi era bravissimo a rimanere saldo fino all’ultimo istante e a bloccare il tiro dell’esterno di casa. Cionek arrivava in ritardo su Biondi, ma le marcature saltavano in quella situazione. Al 24′, Gori conduceva una ripartenza e passava a sinistra per Sgarbi. Sgarbi ritornava sul suo sinistro e tirava verso il primo palo. Branduani respingeva in corner. Al 38′, Polidori tirava una punizione da 25 metri con una conclusione potente verso il primo palo. Ghidotti non si lasciava sorprendere e respingeva in corner. All’intervallo, Avellino e Virtus Francavilla andavano al riposo sul risultato di 0-0. Gori colpiva il palo, mentre Ghidotti era stato super su Biondi. Al 51′, l’Avellino correva un rischio enorme quando Frascatore sbagliava un retropassaggio. Ghidotti era bravo ad uscire fuori dall’area e fermare Artistico. Al 56′, clamoroso doppio errore sotto porta di Artistico: prima era bloccato da Cancellotti, poi recuperava il pallone ma calciava fuori, con Ghidotti a terra. Al 59′, De Marino tentava una conclusione sporca che diventava pericolosa per Ghidotti, ma il portiere deviava in angolo. Triplice fischio finale alla “Nuovarredo Arena”. Avellino e Francavilla non andavano oltre lo 0-0. La squadra biancoverde non si era quasi mai resa pericolosa, se non in apertura di match col palo di Gori e con una conclusione di Sgarbi a metà primo tempo. Scialbo pareggio per i lupi.

AZ PICERNO – MONTEROSI TUSCIA: un errore guardare la classifica e prendere sotto gamba un Monterosi alla ricerca del quinto risultato utile consecutivo. Lo sapeva bene Emilio Longo che voleva sicuramente riportare alla vittoria un Picerno che mancava l’appuntamento con i tre punti dall’ultima vittoria del 2 febbraio scorso contro la Turris. Melandrini che dovevano fare ancora a meno di bomber Murano fermato da una mialgia alla spalla. Il primo tiro in porta arrivava dopo 180 secondi con Esposito da calcio piazzato il cui tiro deviato dalla barriera sfiorava il palo. Al 20esimo era miracoloso Summa a deviare in corner il mancino di Gori diretto sotto la traversa. Rispondeva il Picerno con il suo capitano due minuti dopo con un destro centrale facile presa di Forte. Al minuto 34 Biasiol si inseriva bene in su un calcio d’angolo battuto da Esposito ma il suo colpo di testa si spegneva di poco sul fondo. Il vantaggio dei padroni di casa arrivava al 39esimo con Santarcangelo (1-0) che sfruttava al meglio la bella palla tesa messa in area da Pagliai mettendo a segno la sua sesta marcatura stagionale. Nella ripresa parte fortissimo il Picerno che dopo 100 secondi trovava il raddoppio con Albadoro (2-0) che approfittava di una ribattuta del portiere sul tiro di Albertini e siglava la rete del momentaneo due a zero. Il Monterosi accorciava le distanze al 57esimo con Eusepi (2-1) che sfruttava l’assist di Scarsella e col piattone destro batteva l’estremo difensore melandrino. Risultato che cambiava nuovamente al minuto 68 con Ciko (3-1), entrato da cinque minuti al posto di Albadoro, che spingeva in rete una palla sporca tra le proteste degli ospiti che reclamavano un tocco con la mano. Il poker dei rossoblù portava la firma del capitano Emmanuele Esposito (4-1) che sfruttava un varco nella difesa laziale per battere senza problemi l’estremo difensore ospite. Ciko (5-1) al 94′ si regalava la prima doppietta tra i professionisti – e il pokerissimo del Picerno – sfruttando l’assist di Novella e girando di piatto destro alle spalle di Forte. Il Picerno tornava così a vincere e a convincere e riagguantava il terzo posto in classifica a pari punti con l’Avellino. Per mister Longo, dunque, si prospettava una settimana di lavoro all’insegna della serenità ritrovata in vista del derby lucano in programma lunedì 18 marzo allo stadio “Viviani” contro il Potenza. Il Monterosi frenava il suo trend positivo di risultati per provare ad uscire dalle sabbie mobili della zona playout.

TURRIS – CASERTANA: il derby dello stadio Liguori andava alla Turris, Casertana sconfitta di misura. La squadra di Leonardo Menichini tornava alla vittoria in campionato, decisivo Contessa nel primo tempo. La formazione biancorossa conquistava tre punti preziosi e riduceva la distanza dal Catania. Terza sconfitta nelle ultime cinque per la brigata di Vincenzo Cangelosi. La partita si apriva con un controllo al limite dell’area e una rasoiata da parte di Tavernelli, la conclusione era imprecisa. All’8’ conquistava del pallone dei falchetti sulla trequarti, Damian riceveva e provava il tiro a giro, la traiettoria andava a centimetri dalla porta. Al 17’ era il legno a negare la gioia ai rossoblù: traversone di Anastasio e palla allontanata dalla difesa, con gli ospiti che protestavano per un tocco di braccio. La sfera arrivava a Tavernelli che trovava la respinta del palo. Al 23’ calcio piazzato per i corallini: D’Auria concludeva e il pallone scheggiava la traversa. La Casertana si rendeva pericolosa sugli sviluppi di un corner con Carretta e Matese, ma sul capovolgimento di fronte la Turris sbloccava il risultato. Botta di Scaccabarozzi e deviazione di un difensore, Contessa sfruttava il rimpallo e insaccava con una zampata. Non accadeva altro, i biancorossi chiudevano in vantaggio la prima frazione. Al rientro in campo dopo l’intervallo, Cangelosi cambiava in attacco: Curcio prendeva il posto di Montalto. In avvio di ripresa i ritmi non erano alti, il primo squillo portava la firma proprio del nuovo entrato con un’incornata: Marcone rispondeva, ma l’arbitro fermava il gioco. I falchetti spingevano alla ricerca del gol del pareggio, i padroni di casa tentavano di colpire in contropiede. Al 65’ Carretta faceva da sponda per Curcio, il destro al volo del numero 10 si spegneva sul fondo. Il secondo tempo non regalava troppe emozioni, all’81’ Franco si incaricava della battuta di una punizione e mandava direttamente fuori. A tre giri di lancette dal novantesimo Rovaglia ci provava dal limite, la giocata non preoccupava Marcone. Brivido per Menichini allo scadere sul colpo di testa di Sciacca, la Turris reggeva. Nel recupero Galletta sprecava e la Casertana andava ko al triplice fischio, i corallini dimenticavano la sconfitta di Giugliano e tornavano al successo in campionato.

CROTONE – LATINA: brutto passo indietro della squadra di Baldini più confusa che mai. Lo Scida protestava e ne aveva tutte le ragioni. Primo tempo di marca rossoblù, con il Crotone che si stanziava nella metà campo avversaria ma senza mai rendersi pericoloso. La prima parata di Guadagno era al 39esimo su un tiro di D’Ursi. Nel secondo tempo il Crotone si scioglieva e il Latina, senza strafare rifilava tre gol ai rossoblù. Inutile il gol della bandiera di Gomez. Squadra senza carattere, senza idee e senza gioco. La crisi era aperta. Il Crotone iniziava bene anche se nel primo minuto correva un brivido nella propria area. Al quarto buona palla per Bruzzaniti che invece di tirare di prima si stoppava il pallone dando il tempo ai difensori del Latina di rientrare e rimpallare il tiro. I rossoblù approcciavano bene la partita costringendo sin dai primi minuti il Latina nella propria area di rigore. Mancava l’ultimo spunto per concretizzare la pressione degli uomini di Baldini. Bisognava aspettare il 25esimo per vedere un tiro in porta: Giron ci provava di destro ma la palla si perdeva sulla traversa. Passava un minuto e Comi veniva atterrato in area, l’attaccante rossoblù cadeva e non protestava nemmeno, ma l’arbitro non solo non fischiava il rigore ma ammoniva la punta per simulazione. Il Crotone perdeva velocità di palleggio e il Latina ne approfittava per alzare il baricentro e pressare più alto mettendo in difficoltà i rossoblù. Al 39esimo Tribuzzi trovava il corridoio giusto per D’Ursi che entrava in area, saltava un uomo e tirava ma Guadagno respingeva in tuffo. Il primo minuto terminava al 45esimo senza alcun recupero. Squadre negli spogliatoi dopo 45 minuti abbastanza noiosi in cui la pressione sterile del Crotone era sistematicamente sbattuta contro il muro costruito dal Latina al limite della propria area. La ripresa iniziava con tre novità nelle fila rossoblù: Crialese (che tornava per la seconda volta alto a sinistra) per Bruzzaniti, Bove per Gigliotti e Gomez per Comi. Evidentemente il Crotone del primo tempo non era piaciuto a mister Baldini che modificava l’assetto della propria squadra, portando Tribuzzi a destra. Al 48esimo Latina pericoloso con Bove che sbagliava l’uscita e lasciava un buco nella difesa rossoblù, i nerazzurri ne approfittavano con Ercolini che poggiava su Capanni, per fortuna del Crotone Leo indovinava la diagonale e salvava la porta rossoblù. Il Latina sembrava entrato con una marcia diversa e chiudeva il Crotone. Al 52esimo ci provava Paganini da fuori area ma il tiro veniva deviato in angolo. Al 55esimo Bove veniva ammonito, diffidato, avrebbe saltato la trasferta di Monterosi. Al 61esimo il Crotone metteva fuori il naso dalla propria area ed era subito pericoloso. D’Ursi da sinistra crossava sul secondo palo dove arrivava Leo che di testa da ottima posizione metteva la palla fuori. I rossoblù sciupavano la più clamorosa occasione della partita. Cambio di fronte e il Latina passava in vantaggio: Capanni di testa, lasciato colpevolmente solo da Bove, sfruttava al meglio un cross di Paganini. Baldini provava a cambiare e inseriva Vitale per Felippe. Girandola di sostituzioni e Baldini faceva il suo ultimo cambio inserendo l’illusionista D’Errico al posto di D’Ursi. Neanche il tempo di assestarsi in campo che il Latina raddoppiava con Mazzocco che trovava il tiro dal limite dell’area e insaccava nel sette. All’81esimo il Latina chiudeva la partita con Fella che approfittava di un grossolano errore di Leo che gli regalava il pallone e lo lanciava verso Dini che veniva battuto per la terza volta. Al 90esimo Gomez accorciava le distanze sfruttando al meglio un bel corridoio di Tribuzzi. Erano 4 i minuti di recupero. Al primo minuto di recupero Dini si superava su un bel colpo di testa di Fabrizi. Non succedeva più nulla se non la contestazione di uno Scida stanco di queste figuracce.

SORRENTO – FOGGIA: un pareggio giusto, con qualche rimpianto. Perché al netto delle sofferenze patite, soprattutto nella seconda frazione, il Foggia era riuscito a portarsi in vantaggio annusando per qualche minuto il sorpasso ai danni del Sorrento e la riconquista della zona playoff. Invece, il calcio sa essere a volte davvero crudele: e così un episodio, come il goffo intervento di Perina sulla conclusione quasi innocua di Capasso, rendeva un incubo una serata fin a quel momento indimenticabile per l’estremo difensore dei satanelli. Continuità per cercare la continuità. Nessun gioco di parole accidentale, ma solo la fotografia delle intenzioni di mister Cudini. A Sorrento c’era in palio tanto, non solo la possibilità di chiudere quasi totalmente il discorso salvezza, ma soprattutto quello di riaprire i giochi per i playoff. E quindi il tecnico di Sant’Elpidio confermava in blocco l’undici vittorioso contro il Picerno. Compreso Di Noia al centro della difesa, ormai eletto vice-Carillo. Maiuri non sconfessava il suo 4-3-3, rilanciava Riccardi a centrocampo, puntando sul tridente Vitale-Ravasio-Martignago. La buona condizione, fisica e mentale, delle due squadre si palesava quasi subito. Il Foggia era piuttosto aggressivo, come confermava la palla recuperata su un tenero disimpegno sorrentino da Tascone, che portava Santaniello alla conclusione respinta da Del Sorbo. Era solo il 3’ e già le pagine del taccuino cominciavano a riempirsi di contenuti. La strategia dei rossoneri ospiti era abbastanza chiara: tentare di sorprendere i padroni di casa (a loro volta ospiti, visto che si giocava al ‘Viviani’ di Potenza) con un pressing altissimo e nuova aggressione sistematica. L’inizio era incoraggiante. Sul fronte opposto anche la squadra di Maiuri cominciava presto a macinare occasioni, specie per una non irreprensibile prestazione della difesa foggiana. I meccanismi denunciavano qualche intoppo qua e là a cui si aggiungevano anche gli errori dei singoli, come quello di Ercolani che al 12’ azionava la prima grande occasione del Sorrento: Perina si opponeva a Margignago, poi ringraziava l’ex Vitale che sotto porta spediva in curva il successivo traversone basso di Ravasio. L’estremo difensore rossonero era ancora protagonista in due occasioni: al 18’ murando da distanza ravvicinata la conclusione di Ravasio, e al 32’ con un colpo di reni con il quale spediva sul fondo un elegante pallonetto di Martignago. In entrambe le occasioni appariva abbastanza chiaro il cattivo posizionamento della linea difensiva. L’allegria dei reparti arretrati favoriva lo spettacolo, perché anche il Foggia costruiva le sue chance: al 22’ Del Sorbo si superava su una pregevole volée di Vezzoni, intervento che seguiva di pochi minuti la respinta su una conclusione di Millico, anch’essa nata da uno dei tanti recuperi compiuti dal Foggia a ridosso dell’area. Alla fine, lo 0-0 sembrava un punteggio quasi assurdo. La ripresa lasciava quasi subito intendere il suo andamento, quando Perina si opponeva alla conclusione di Cuccurullo al 9′. I rossoneri di casa aumentavano la propria spinta, costringendo gli ospiti ad affidarsi quasi esclusivamente alle ripartenze. La situazione per il Foggia si complicava quando Santaniello dava forfait (guaio muscolare) al 12′. A quel punto, Cudini decideva di cambiare modulo: dentro Tenkorang, Tonin e Gagliano, fuori Rolando, Salines e Santaniello. Schieramento a specchio: 4-3-3 con l’inedita coppia centrale difensiva composta da Di Noia ed Ercolani. Quest’ultimo aspetto era abbastanza evidente a giudicare dalla voragine che concedeva a Vitale la possibilità di bucare la sua ex squadra, ma ancora Perina era salvifico. Le ripartenze del Foggia ritrovavano vigore grazie a Tonin: era lui a ricevere palla e affidarla a Tascone, che con un preciso destro a giro beffava Del Sorbo e porta il Foggia in vantaggio. Sarebbe stato un gol pesantissimo, perché avrebbe proiettato i satanelli nuovamente in zona playoff dopo oltre tre mesi. Il condizionale non si tramutava in indicativo, perché Capasso (da poco entrato per Martignago, trovava un buon pallone dal limite, la conclusione era quasi innocua, la presa di Perina era da censura. 1-1 e parità ristabilita. Il finale era di marca rossonera, ma mancava il guizzo vincente, che né Gagliano né uno Schenetti ancora ‘leggero’ riuscivano a produrre. Finiva come all’andata, anche se i rimpianti non mancavano.

AUDACE CERIGNOLA – MONOPOLI: il Cerignola steccava l’appuntamento con la vittoria e sbatteva contro se stessa in una partita inizialmente spostata a proprio favore con il gol del vantaggio di Vuthaj. Il Monopoli riequilibrava le sorti della gara con Tommasini nel primo tempo e nella ripresa puniva due volte in ripartenza con Borello e Sosa, un Cerignola che girava a “vuoto” nel tentativo di recuperare una sconfitta dolorosa tra le mura amiche. Ivan Tisci confermava il modulo tattico che aveva ben figurato a Caserta con il 4-3-1-2. In porta si rivedeva Krapikas. Terzini: giocavano Coccia e Tentardini. La coppia centrale difensiva era composta da Allegrini e Visentin. A centrocampo il ruolo di playmaker era affidato a Bianco. Mezzali: Tascone e Bianchini. Zak Ruggiero faceva da guastatore tra le linee a supporto delle 2 punte Malcore e Vuthaj. Il Monopoli di Anaclerio che sostituiva lo squalificato Roberto Taurino rispondeva con il 3-4-1-2. Con Borello, Tommasini e Grandolfo nel reparto offensivo. La partita iniziava con le due squadre che davano vita a un botta e risposta con alcune azioni pericolose. Il Monopoli si affacciava dalle parti di Krapikas con Grandolfo, Krapikas era attento e deviava in angolo. La partita si sbloccava al 26° minuto: Malcore lavorava un bel pallone per Tascone che calcia forte dritto per dritto, il portiere Gelmi respingeva corto, irrompeva Vuthaj e insaccava in rete il gol dell’1-0 per il Cerignola. Il vantaggio dei gialloblù però durava poco, perché al 33° Tommasini si inventava un bolide dalla distanza che faceva secco Krapikas 1-1 e tutto da rifare per il Cerignola. Si chiudeva così il primo tempo. La ripresa si apriva con una sostituzione per il Cerignola, usciva Allegrini ed entrava Gonnelli. Al 54° minuto il Monopoli costruiva la vittoria con una ripartenza micidiale conclusa in rete da Borello che batteva Krapikas con un tiro imprendibile 1-2 e situazione che si faceva complicata per l’Audace. La reazione arrivava con Malcore che segnava ma l’arbitro annullava. 64° era il momento di un doppio cambio per Tisci. Entravano: Ghisolfi e D’Andrea per Tascone e Bianchini. Era proprio Ghisolfi ad imbeccare Malcore per la grande occasione del pareggio, il tiro del centravanti finiva fuori di poco. Passavano i minuti ma si aveva l’impressione che il Cerignola girasse a vuoto alla ricerca della soluzione vincente. Il Monopoli speculava con il cronometro e ribaltava il fronte pericolosamente fino a sfiorare il gol con una doppia conclusione sventata da Krapikas. Arrivano anche le ultime sostituzioni nel quarto d’ora finale, con Russo e Leonetti che rilevavano Coccia e Bianco. La partita si avviava alla conclusione senza particolari sussulti da parte del Cerignola che crollava definitivamente al 94° minuto sulla conclusione dell’ex Sosa che faceva 1-3 e chiudeva per l’Audace Cerignola una serata amarissima, concludendosi con una sconfitta interna pesante ed inaspettata.

CATANIA – POTENZA: nella trentunesima giornata del Girone C di Serie C il Catania, alla “prima” con mister Michele Zeoli in panchina, ospitava il Potenza, formazione che in classifica precedeva i rossazzurri di un punto. Quattro-tre-tre il modulo scelto dal tecnico romano, con Furlan tra i legni; Castellini, Monaco (ex), Kontek e Celli in difesa; Sturaro, Welbeck e Zammarini in mediana; Chiarella, Cianci (altro ex) e Cicerelli in avanti. Gli ospiti, allenati da Marco Marchionni, rispondevano con il classico 3-5-2 che prevedeva Caturano e Volpe in avanti; solo panchina per i due ex rossazzurri Di Grazia e Rossetti. Calcio d’inizio affidato al Catania. La prima emozione arrivava al 5: lancio lungo verso Cianci che s’involava verso l’area potentina, trattenuta vistosa di Sbraga che lo atterrava rimediando il primo giallo della gara. La punizione, battuta da Cicerelli, si perdeva abbondantemente sopra la traversa della porta difesa da Alastra. Primi dieci minuti di partita in archivio senza grosse emozioni, con le due squadre molto attente a non concedere chance spazi. Al 10′ scontro aereo fortuito tra Sbraga e Cianci. Il gioco rimaneva fermo per un paio di minuti, per via delle cure dei rispettivi sanitari: Cianci ritornava in campo con una vistosa fasciatura alla testa. Al 18′ cartellino giallo rimediato da Nana Welbeck per un fallo a piedi uniti a centrocampo. Al 21′ tiro dalla distanza di Celli: sinistro teso che sorvolava la traversa. Al 27′ Cianci doveva alzare bandiera bianca: dopo aver fatto cenno alla panchina, mimando di aver dei capogiri, era costretto a lasciare il campo. Al posto del numero 90 in campo Rocco Costantino. Mezzora di gioco che andava via senza grandi emozioni, piena di tanto agonismo e errori in fase di appoggio. Al 35′ proprio il neo entrato conquistava un calcio di punizione da posizione invitante, a un cinque metri dall’area di rigore: la battuta di Cicerelli, respinta dalla barriera, era poi ripresa da Castellini, destro di prima intenzione del numero 27 che si alzava però ben oltre la traversa. Pioveva sul bagnato in casa rossazzurra, al 38′ mister Michele Zeoli era costretto al secondo cambio forzato causato da infortunio: fuori Cicerelli, dentro Marsura. Al 45′ primo pericolo creato dal Potenza: errore al limite dell’area catanese di Celli, ne approfittava Saporiti che di destro pennellava in mezzo un pallone perfetto per Caturano, sforbiciata del numero 9 che si perdeva di poco alta sopra la traversa di Furlan. Decretati 3 minuti di recupero. Al secondo minuto di recupero ci provava ancora il Potenza con Castorani, conclusione al volo che finiva ampiamente fuori bersaglio. Il triplice fischio del signor Andreano di Prato sanciva la fine di un primo tempo combattuto ma senza vere conclusioni in porta. Da segnalare qualche fischio proveniente dalla Tribuna A del “Massimino”. Squadre nuovamente in campo per la seconda parte di gara. Altri due cambi per il Catania: fuori Celli e Sturaro, dentro Rapisarda e Ndoj. L’ingresso del numero 5 rossazzurro riportava sulla sinistra Castellini. Il primo squillo della ripresa era di marca ospite: cross dalla destra di Hadziosmanovic, colpo di testa di Castorani che da buona posizione spediva alle stelle. Al 7′ altra occasione pericolosa creata dai lucani: percussione centrale di Saporiti, filtrante per Caturano, puntata dell’attaccante che non riusciva ad inquadrare la porta. Al decimo bella azione in velocità del Catania con Chiarella che in scivolata impegnava Alastra, costringendolo a rifugiarsi in corner. Partita che iniziava a salire di intensità. Al 13′ cross di Kontek deviato in corner da Pace, lesto ad anticipare l’inserimento aereo di Costantino. Al 17′ mister Zeoli si giocava il quinto ed ultimo cambio: fuori Chiarella, dentro Chiricò. Al 19′ ci provava il Potenza con una conclusione a giro di Volpe parata senza problemi da Furlan. Un minuto dopo ancora Potenza pericoloso: cross di Hadziosmanovic, girata al volo di Caturano murata col corpo da Monaco: intervento provvidenziale del numero 46. Fase della gara favorevole ai lucani. Al 25′ occasionissima creata dal Catania: filtrante di Chiricò per Rapisarda, cross pennellato del numero 5, stacco aereo di Marsura, palla respinta da Alastra, pronta ribattuta del numero 77 che però non riusciva ad imprimere al pallone la giusta forza. Trenta secondi dopo altra occasionissima per il Catania: conclusione di Costantino da ottima posizione, palla alle stelle. Un minuto più tardi calcio di rigore invocato dagli ospiti per un intervento al limite di Ndoj su Caturan, l’arbitro lasciava correre. Minuto 29 Potenza vicinissimo al gol: violenta conclusione dal limite di Volpe deviata in corner da Furlan. Partita apertissima. Trentunesimo: traversa lambita dal Potenza con Volpe. A dodici dalla fine altra chance per il Catania: palla in mezzo di Rapisarda, sfera che, dopo la smanacciata di Alastra, arriva sui piedi di Ndoj, ma la conclusione del numero 6 era fuori misura. Trenta secondi dopo cambio nel Potenza: fuori Saporiti dentro Steffé. Minuto 41 doppio cambio ospite: fuori Hadziosmanovic e Volpe, dentro Marchisano e Rossetti. Al primo dei quattro minuti di recupero concessi ci provava Alessio Castellini con una rasoiata che andava fuori dal bersaglio di poco. Nei successivi tre minuti non succedeva nulla di rilevante fino al triplice fischio del signor Andreano che sanciva la fine delle ostilità. Al “Massimino” finiva zero a zero, un pareggio che non serviva a nessuno.

BRINDISI -GIUGLIANO: persino in superiorità numerica per più di un’ora il Brindisi non riesce a vincere. Malinconico e scialbo il pareggio a reti inviolate con cui si concludeva la sfida casalinga contro il Giugliano, valevole per la 31esima giornata del campionato di Serie C. In tutta la partita i biancazzurri costruivano una sola (misera) occasione da rete. Esasperati e rassegnati i circa 400 spettatori presenti fra gli spalti del Fanuzzi, dove il Brindisi non otteneva neanche una vittoria. L’assenza di gioco, di idee e di personalità era impietosa. La squadra allenata da Losacco non dava l’impressione di poter segnare, nonostante dal 18′ avesse giocato in 11 contro 10, per la giusta espulsione di un avversario. Tutto ciò in assenza della proprietà, non presente sugli spalti del Fanuzzi. Con questo risultato il Brindisi restava ultimo in classifica. La salvezza diventava ormai un miraggio. Sabato 16 marzo, tostissima trasferta ad Avellino per un Brindisi, apparso, sempre più in disarmo.

Tags: Taranto FC 1927
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