di Fabrizio Di Leo
Nella giornata in onore dell’istituzione della Repubblica Italiana, le due gare di ritorno di semifinale sono state avvincenti, al limite dell’emozionante, decretanti il passaggio delle più meritevoli. A Vicenza, i bianco rossi di Vecchi, grazie a due prodezze, una per tempo, firmate Della Morte e Costa, regolavano gli irpini di Pazienza che, solo ad un quarto d’ora dal termine, con Patierno su rigore, accorciavano il risultato e cercavano, invano, di rimettere in discussione la qualificazione alla finale per determinare la quarta promozione in serie B. Finiva con il Vicenza in trionfo, nell’apoteosi del Menti, mentre i supporters irpini, dopo il due a zero, lanciavano petardi verso il terreno di gioco, nonché tentare un’invasione di campo, dopo aver intuito che l’ipotetica promozione era svanita. Terminava così la stagione dei lupi avellinesi, con una mortificante eliminazione, maturata, principalmente, nella gara d’andata. Il Benevento di Auteri, con l’unico obbiettivo del successo per approdare in finale, giocava una gara scoppiettante in cui per ben due volte si portava in vantaggio, pensando di aver compiuto l’impresa dell’approdo in finale, ma la formazione toscana di Calabro, undici dalle “mille vite”, riusciva a ricucire il risultato e portare a casa un prezioso pareggio sigillo dell’accesso alla finale e sfida alla stra-favorita Vicenza, per coltivare, ancora, il sogno serie B, frequentata fino all’annata sportiva 1947 – 48, ma questo sarà un capitolo da scrivere nel duplice confronto della prima settimana del mese di giugno con gli agguerriti veneti.
L.R. VICENZA – AVELLINO: la stagione dell’Avellino terminava allo stadio Romeo Menti: sfumava il sogno Serie B per la squadra di Michele Pazienza, sconfitta ed eliminata dal Vicenza. La brigata di Stefano Vecchi conquistava l’accesso alla finale dove doveva affrontare la Carrarese. Si interrompeva in semifinale la corsa dei lupi: Della Morte e Costa decidevano la partita di ritorno, Patierno accorciava con un rigore ma non bastava. Il tecnico confermava il 3-5-2 e apportava una sola modifica allo scacchiere di partenza rispetto alla gara di andata: nell’undici titolare rientrava Cancellotti dalla squalifica e prendeva il posto di Cionek. A centrocampo Palmiero si assicurava una maglia dal primo minuto, Sgarbi giocava a destra con Gori che supportava Patierno in avanti. Il Lane rispondeva con il 3-4-1-2: fuori a sorpresa Ferrari, in attacco c’era Della Morte assieme a Pellegrini. Sulla trequarti agiva Proia. La cronaca si apriva subito con un’incursione di Costa, ma il primo tiro era di D’Ausilio dopo 40 secondi: il destro del numero 7 dalla distanza si perdeva sul fondo. Al 5′ Armellino faceva correre Sgarbi sulla destra, il cross in area veniva intercettato da De Col che anticipava Liotti a due passi dalla linea di porta. Sul capovolgimento di fronte l’esterno biancorosso guadagnava metri sulla fascia e pennella, Proia staccava indisturbato e di testa mandava sulla parte alta della traversa: brivido per la retroguardia irpina, non impeccabile nella circostanza. L’Avellino provava a pungere sugli sviluppi di un angolo, Cancellotti mancava l’appuntamento con la sfera e l’azione sfumava all’8′. Al 14′ Della Morte sbloccava la partita: il 99 locale accelerava sulla corsia vincendo un contrasto con Frascatore, puntava Rigione, rientrava sul sinistro e fulminava Ghidotti. Nei minuti successivi alla rete del vantaggio dei padroni di casa, non si registrava una reazione degli ospiti: al 21′ il portiere biancoverde doveva intervenire su un corner per evitare rischi nell’area piccola. Al 26′ ripartenza dei veneti che sfioravano il raddoppio con Pellegrini che si ritrovava nell’uno contro uno con Rigione e concludeva in diagonale, sfera di poco fuori e altro rischio per l’Avellino. Al 29′ squillo di Patierno che riceveva da Gori e scaricava il destro, Confente si rifugiava in angolo. L’estremo difensore doveva respingere anche la giocata di Palmiero, liberato al tiro dopo uno schema. Al 32′ nuovo tentativo dei campani, questa volta meno pericoloso con Sgarbi: il rasoterra si spegneva a lato. Al 37′ il classe ’01 di Bolzano anticipava Costa su un traversone di Della Morte, proteste del Vicenza per un presunto tocco di braccio risultato inesistente: Crezzini di Siena, con un check del Var, lasciava proseguire. I lupi si riportavano nell’area avversaria e Patierno cercava la deviazione sull’iniziativa di D’Ausilio, Golemic chiudeva la strada al centravanti. L’ultima emozione del primo tempo era targata Liotti con un colpo di testa impreciso, all’intervallo resisteva il vantaggio biancorosso firmato Della Morte. Al rientro in campo, Pazienza cambiava un interprete: Ricciardi entrava al posto di D’Ausilio e si prendeva l’out destro. L’Avellino ripartiva con un 3-4-1-2: Sgarbi alle spalle del tandem avanzato. Al 47′ Palmiero scodellava dalla bandierina, Armellino impattava di testa e metteva sul fondo. Passavano due minuti e i biancoverdi sfioravano il pareggio, occasione ghiotta per Gori che trovava la risposta immediata di Confente. Il portiere si superava anche sul corner seguente, con una parata strepitosa sulla zampata di Armellino. Poi Rigione, ostacolato, non riusciva nel tap-in. Nell’altra metà campo manovra di Costa, il tiro era centrale e facile preda di Ghidotti. Più complicato invece l’intervento sulla botta dai venticinque metri di Ronaldo al 58′. Il centrocampista, al 60′, indossava l’abito del rifinitore con una punizione calibrata per la testa di Cuomo: mira da rivedere per il difensore. Al 64′ il Vicenza raddoppiava: schema da corner con Ronaldo che pescava Costa, sinistro al volo e pallone all’incrocio. Doppio cambio per gli irpini: Russo e Rocca per Gori e Liotti. A metà ripresa il direttore di gara fermava il gioco per lancio di fumogeni e momenti di tensione tra i vari settori del “Menti”. Dopo alcuni minuti riprendeva il match e Pellegrini spaventava il pacchetto arretrato con una trama personale. Gli ospiti ci credevano e, in qualche modo, si spingevano sulla trequarti: al 72′ Sgarbi calciava, Costa si immolava. Al 73′ episodio che riapriva la sfida: Frascatore veniva atterrato da Ronaldo in area, l’arbitro assegnava la massima punizione all’Avellino. Sul dischetto si presenta Patierno che insaccava all’angolino, Confente intuiva ma non poteva intervenire. I lupi accorciavano le distanze, nel tentativo di riprendere subito il gioco Golemic rifilava un calcio Palmiero e Crezzini sventolava il rosso. La superiorità numerica durava poco perché Armellino, già ammonito, si beccava il secondo giallo per una sbracciata ai danni di Costa. Pazienza ridisegnava la squadra ed era un finale a trazione anteriore, con Marconi che subentrava per Rigione. L’ultimo cambio, in pieno recupero, era Dall’Oglio per Palmiero. Nessuna rimonta, dopo sette minuti di recupero e una clamorosa opportunità per Patierno andava in archivio la semifinale di ritorno: erano i biancorossi ad accedere alla finalissima dei playoff.
BENEVENTO – CARRARESE: Carrarese nella storia. Gli azzurri di mister Antonio Calabro tra andata e ritorno avevano la meglio sul Benevento in semifinale playoff e facevano il loro ingresso nella finalissima per giocarsi un posto in Serie B. Mercoledì 5 giugno ci sarà il primo atto, fuori casa, della finale playoff di Serie C; domenica 9 giugno sarà invece la volta della finale di ritorno che si giocherà tra le mura amiche dello stadio dei Marmi di Carrara, come decretato dal sorteggio nelle scorse settimane. Al vantaggio di Lanini per i padroni di casa rispondeva Finotto per la Carrarese, poi ancora Benevento con un gran gol di Talia al 34’. Lo stesso giocatore che otto minuti più tardi si faceva ammonire rendendo la partita delle Streghe più difficile. Nel secondo tempo gli azzurri spingevano e trovano con Schiavi al 65’ il gol del pareggio. Notevole la sua punizione. Resistevano al ritorno di un affaticato Benevento e la finale era servita. Una cavalcata emozionante negli spareggi, quella di Finotto e compagni che, prima di raggiungere la semifinale contro il Benevento, avevano passato il turno – sempre andata-ritorno – con Perugia e Juventus Next Generation, dopo il terzo posto raggiunto nella regular season. Un risultato storico per i marmiferi che avevano conquistato la semifinale playoff di Serie C nella stagione 2019-2020, perdendo però a Bari. Grandissima festa ovviamente dei tifosi azzurri al triplice fischio: sia i molti (circa 500) che avevano raggiunto Benevento stasera, sia quelli che avevano visto la partita allo stadio dei Marmi di Carrara, dove era stato allestito un maxischermo di fronte alla tribuna. Ora c’era attesa per la prevendita per la gara di andata della finale: il countdown era iniziato.














