di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo intervistato mister Ciro Danucci, ex Brindisi, con il quale abbiamo avuto l’opportunità di parlare della sua stagione appena trascorsa e dei rumors su di un suo approdo a Taranto.
Stagione del Taranto – Il Taranto ha fatto una stagione molto importante. Se si pensa che senza la penalizzazione il Taranto è arrivato secondo, questo la dice tutta sulla grande stagione fatta. È stata una stagione difficile e lunga, con molte squadre blasonate all’interno del girone C, ma il Taranto ha fatto una grandissima stagione.
Pensiero sul girone C – Io penso che il girone C nella sua totalità sia nettamente superiore agli altri gironi. È normale poi che nei playoff possa accadere di tutto. Sono partite “secche” di andata e ritorno dove l’episodio è determinante, quindi il fatto che siano arrivate in finale due squadre non del girone C non significa nulla. Io penso che nella sua complessità il girone C sia nettamente più difficile degli altri.
Esperienza a Brindisi – Ho sbagliato la scelta all’inizio. Sapevo delle difficoltà che aveva il Brindisi, difficoltà sia societarie che economiche. Purtroppo molte volte si fanno delle scelte con il cuore, nel senso che avevamo fatto una stagione esaltante, venivamo dalla vittoria del campionato e avevamo portato un grandissimo entusiasmo all’interno della città. Io più volte ho palesato alla società la volontà di dover crescere e di doversi far aiutare. Mi avevano assicurato che sarebbero entrati degli investitori e che avremmo fatto un’ottima stagione, ma sin dall’inizio questo non è accaduto. I giocatori tardavano ad arrivare e siamo partiti in ritiro con 5 calciatori in rosa e gli altri tutti in prova. È stata una stagione difficile da questo punto di vista. Parlare di calcio giocato dopo tutto quello che è successo è difficile, perché quando arrivi in uno spogliatoio dove si parla sempre e soltanto di affitti e premi non pagati, è difficile parlare di calcio. Avevamo cominciato molto bene, nelle prime partite abbiamo raccolto anche meno di quello che avremmo meritato, ma poi quando si sono palesate le prime scadenze e questi problemi sono venuti fuori, i ragazzi non hanno saputo convivere con questa situazione. Raccontarla può dare un’idea di quella che era, ma viverla è stato molto più complicato.
Valorizzazione giovani – La regola degli under in Serie D quest’anno è stata rivista, abbassando a 3 il numero degli under. Secondo me si va verso la giusta direzione. Io sono un allenatore meritocratico, cerco di non guardare la carta d’identità. Penso che se un ragazzo è bravo, anche a 16 anni, riesce a trovare spazio. Molte volte, con la questione di far giocare per forza degli under o farli giocare per salvare la stagione dal punto di vista economico, si finisce per penalizzare i giovani invece di far esprimere le loro qualità. Una volta che questi ragazzi finiscono la loro età under, molte volte vanno a finire in categorie inferiori. È una sorta di illusione che viene data loro, però c’è da dire che in questo modo molti ragazzi hanno la possibilità di mettersi in mostra.
Voci sul Taranto – Sono solo voci, nel senso che non c’è niente di approfondito da poter pensare. È naturale che il mio nome accostato al Taranto mi faccia grande piacere, così come non nego che mi piacerebbe molto allenare il Taranto. È una città fantastica, con una tifoseria fantastica, quindi a chi non piacerebbe allenare il Taranto? Sarei onorato di questa opportunità.
Futuro – Le mie ambizioni sono quelle di potermi affermare così come ho fatto negli anni in cui sono stato in Serie D, dove ho sempre fatto molto bene. Cercherò di affermarmi in Serie C e ovviamente di scalare le categorie. È il sogno di tutti e il mio è quello di arrivare il più in alto possibile. Cercherò di perseguirlo con tutte le forze, con tutta la voglia e con tutta la professionalità che mi ha sempre contraddistinto nelle squadre in cui ho allenato.














