Turno infrasettimanale, all’insegna delle inseguitrici alla capolista Lavello, il 15°, complice la netta sconfitta (2 a 0) dei lucani, al Giovanni Paolo II di Nardò.
La formazione di Danucci, al cospetto della capolista Lavello, sfoderava una prestazione fatta di cuore, pressing ed esperienza, imbrigliando magistralmente il reparto offensivo dei lucani (al secondo turno consecutivo, a secco) e, mentre il primo tempo scivolava via, al 37° minuto, Potenza veniva atterrato in area lucana, tale da portarlo dal dischetto, per la realizzazione dell’1 a 0. Nel finale di tempo, pioveva sul bagnato in casa giallo verde. Giunta riceveva la seconda ammonizione ed era espulso, lasciando la squadra lavellese in dieci e si andava all’intervallo, con i neretini in vantaggio. Nella ripresa ci volevano pochi minuti ed, al 6°, raddoppio dei padroni di casa. Potenza, quasi inarrestabile, con un gioco di gambe, dopo essere entrato in area ospite, con un diagonale, fulminava il portiere lucano e piazzava la palla nell’angolo più lontano della porta ospite, confezionando il 2 a 0. Il Lavello non ci stava e tentava, in tutti i modi possibili, di trovare il goal che potesse riaprire la gara, ma la difesa granata chiudeva abbastanza bene, poi, l’inferiorità numerica faceva venire meno la forza per insistere fino al termine e la sconfitta, per la formazione di Karel Zeman, confermava l’etichetta al Nardò quale “ammazza grandi” (anche il Casarano era stato sconfitto seccamente), facendo scalare di posizioni i neretini, ora a ridosso della zona play off.
Nel contempo, l’Andria, al “Degli Ulivi”, faceva suo il derby con i “cugini” del Molfetta, nonostante il portiere ospite, Rollo, avesse parato due rigori e vittoria maturata nel recupero del 2° tempo, grazie al faro Cerone. La gara iniziava bene per i ragazzi di Panarelli, già all’8° minuto in vantaggio. Su un corner battuto in maniera perfetta, Venturini, sotto porta appoggiava la palla in rete (che veniva ribadita, da Scaringella, quando questa era già entrata). Il Molfetta , dopo un momento di sbandamento e la pressione andriese che creava qualche timore al reparto arretrato locale, insisteva nell’ultimo quarto d’ora, dando qualche apprensione alla difesa della formazione di Panarelli ma, fino al termine del tempo, il risultato rimaneva ancorato sull’ 1 a 0. Nella ripresa, al 19°, l’Andria si procurava un rigore con Scaringella atterrato in piena area di rigore molfettese. Cristaldi falliva il rigore, battuto a mezza altezza e deviato dal portiere Rollo. Il Molfetta reagiva, ma era l’Andria a condurre il gioco con una serie di giocate che impensierivano gli ospiti, poi su una entrata di Monaco, lo stesso veniva atterrato in area ed il rigorista, cambiato, Cerone tirava la sfera in maniera angolata, ma il portiere respingeva, da campione, la bordata. Il secondo errore dal dischetto veniva punito dal Molfetta, al 33°, quando la palla giunta ad Acosta veniva, dallo stesso, appoggiata a Triggiani che in girata piazzava una bordata ferale per il portiere Anatrella. Festa in casa Molfetta, rovinata, tre minuti dopo, dall’espulsione (rosso diretto, per un fallo su Avantaggiato) di Caprioli ed ospiti in dieci. Nel secondo minuto di recupero, questa inferiorità, premiava i locali. Cerone, ricevuta la palla, da fuori area lasciava partire un fendente, di destro, che fulminava il bravo portiere ospite e consentiva, ai federiciani, di rimanere ancora in scia della capolista attuale.
In Campania, ad Aversa, il Picerno giungeva con l’intenzione di fare sua l’intera posta in palio ed in effetti, dopo il pronti via, al 3°, i melandrini di Ginestra si portavano in vantaggio. Cross dalla sinistra e Zito, di testa, piazzava la palla sotto la traversa della porta aversana. Era l’ 1 a 0 ma, con la gara ancora all’inizio, i padroni di casa non ci stavano e cercavano di trovare la via della porta ospite. Era però il Picerno a sfiorare il raddoppio con Iadaresta che mancava il goal su una azione con il portiere di casa bravo a respingere due conclusioni dell’ariete lucano, ma il punteggio, alla fine della prima frazione, rimaneva inchiodato sull’1 a 0. Nella ripresa i campani proiettati in area ospite, sempre alla ricerca del goal del pari, cercavano di superare la difesa del Picerno, ma non si avevano riscontri positivi, anzi, ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare, un affondo di D’Angelo, in area, si concludeva con un cross per il suo compagne Kone, il quale si aggiustava la sfera e sparava un tiro che superava il portiere dei padroni di casa e stabiliva il punteggio sul 2 a 0. La gara era finita, ma l’Aversa, nel recupero, con Simonetti aveva la forza per realizzare la rete della bandiera. Su un cross proveniente da fuori area, Simonetti, di testa, infilava la rete melandrina, per l’ 1 a 2, che sarà il punteggio finale, buono per il Picerno che passava in testa alla classifica, mentre i padroni di casa in un rovente post partita decidevano di presentare un esposto nei confronti del direttore di gara (Picardi di Viareggio) adducendo le motivazioni ad errate decisioni che avrebbero compromesso il risultato finale.
A ruota delle prime della classe, l’Altamura si conferma come forza micidiale nel gruppo di testa, superando largamente il Portici, con una giornata di grazia di Croce, nuovo marcatore principe del girone con i suoi 9 goal. Erano i murgiani di Monticciolo a dettare i tempi ed essere implacabili con gli ospiti, reduci dallo 0 a 3 interno subito dall’Andria. I campani per tutto il primo tempo tenevano testa agli altamurani e si rendevano anche pericolosi in qualche finalizzazione verso la porta dei padroni di casa, fino al 41°, quando l’ex rossoblu Croce, sotto porta piazzava la zampata decisiva che anticipava l’estremo ospite e fissava il punteggio sull’ 1 a 0, con cui si chiudeva il primo tempo. Nella ripresa l’Altamura dilagava. Al 14° Croce, sempre lui, veniva lanciato verso la porta ospite e, solo di fronte al portiere lo superava e siglava il 2 a 0, con la doppietta personale. Sembrava chiusa la gara, ma il Portici non ci stava e, al 23°, Maione, riceveva un cross dalla sinistra e, di destro, sparava la bordata che valeva l’ 1 a 2 e riaccendeva le speranze ospiti. L’Altamura, però vista la pressione ospite, coincisa con il goal partenopeo subito, dieci minuti dopo piazzava la botta decisiva agli ospiti, con Pantano che, da palla battuta da corner, di testa, bucava la porta del Portici. In pratica era il goal del k.o. ed infatti, un minuto dopo, arrivava la quarta rete per i padroni di casa. Un brutto pasticcio tra il portiere ospite ed un difensore, permetteva a Bozzi, di recuperare la palla e spedirla nella rete sguarnita con una parabola, bella dal punto di vista balistico, per l’archiviazione del risultato. Terminava in questo modo, con la soddisfazione dei padroni di casa sempre ancorati alle posizioni di vertice, mentre gli ospiti, preoccupati per questa seconda sconfitta, pesante, ma che li lascia ancora invischiati nella zona play out.
Il Taranto, alla prova del nove dopo il pareggio di Alatamura, in 35 minuti si sbarazzava di un Francavilla voglioso, ma incapace di creare pericoli all’attenta difesa ionica, pur orfana per l’addio di Caldore da ascrivere in questa settimana dominata dalle notizie della sessione invernale del calcio mercato. Ci voleva un avvio poderoso dei rossoblu per imporre, sul match, il sigillo. Dopo dieci minuti, Falcone, con un destro in area, disegnava un effetto velenoso, verso l’angolino alto, alla sinistra del portiere ospite. Il Francavilla tentava una timida reazione, ma era ancora la formazione rossoblu, ad imprimere un ritmo frenetico. Al 35° punizione, quasi sul corner, alla destra del portiere ospite. Marsili s’incaricava della battuta e la parabola impressa conduceva la palla direttamente in rete. Questo goal dava maggior spinta ai rossoblù di casa, mentre la formazione di Lazic non si rendeva assolutamente pericolosa, neanche nel secondo tempo, quando Laterza optava per un ampio turno over, in prospettiva dei molti match da disputare, fino al termine del girone d’andata con i quattro recuperi, obbiettivamente calendarizzati vicini tra loro. Buona vittoria, per una squadra, quella ionica, perfetta nella prima parte di gara, poi gestione in ottica trasferta di Cerignola ed dei prossimi successivi impegni di campionato.
Il Fasano, dopo il pareggio di Francavilla in Sinni, affrontava, in casa, il Cerignola, per un match quasi da ultima spiaggia per gli uomini di Costantini, mentre per gli ospiti ofantini, gara da unico risultato, il successo pieno, considerando, sulla carta e dalla classifica, il netto divario. Ci voleva un solo tempo, dopo una fase di studio ed il ritmo impresso dai padroni di casa, per sbloccare una gara decisamente brutta. Al 33°, Di Fino, entrato in area liberava un destro, in diagonale che segnava il goal importante e decisivo per il risultato finale. Il Cerignola, impotente di fronte a questo risultato, tentava qualche sortita che neanche nella ripresa si concretizzavano. Insomma una sconfitta dolorosa, ma anche il calendario non da una grossa mano agli ofantini che, domenica prossima, ospiteranno il Taranto, per un match duro, irto di difficoltà e complicato.
A Gravina, il Bitonto di Ragno era alla classica ricerca di un risultato che lo potesse rilanciare, per allontanare lo spettro dei risultati al di sotto le aspettative, in questa prima parte di stagione, e dagli stop causati dal Covid, in un primo step di campionato. Gaburro, tecnico gravinese, cercava delle conferme e di intravedere i miglioramenti abbozzati dalla sua rosa, da quando è il condottiero dei murgiani. Bastavano solo sette minuti per gli ospiti bitontini a sbloccare il risultato. Palazzo, sulla fascia destra, in prossimità dell’area, convergeva e crossava per l’accorrente Lattanzio che davanti al portiere, raccolto il passaggio, spingeva la palla in rete, mandandola sotto la traversa, realizzando l’ 1 a 0 . Il Gravina, apparso fin dalle prime battute abulico e carente in zona offensiva, cercava di fare movimento e creare azioni per tentare il pareggio, ma la giornata storta di tutta la formazione murgiana non consentiva il recupero del risultato. Erano i bitontini a creare più azioni da goal ma, all’intervallo, il risultato appariva evidente nel vantaggio della formazione di Ragno. Nella ripresa agli ospiti bastavano quattro minuti per raddoppiare e chiudere la contesa. Dalla sinistra si infilava in area Nanola e crossava per il centro area, dove l’accorrente Palazzo lasciava partire un tiro che trafiggeva il portiere murgiano e metteva in ghiaccio il punteggio. Ancora un’occasione capitava per gli ospiti che sfioravano il palo a portiere battuto. Non c’erano altre emozioni da riportare e il Bitonto conquistava un successo che gli consentiva di arrivare a quota 15, ai margini della zona play out.
A Brindisi, la squadra di De Luca, affrontava la formazione di Grimaldi, assetata di punti per la finestra play out. Gara avara di emozioni quella del Fanuzzi, tanto che nel primo tempo i bianco azzurri di De Luca cercavano di creare delle occasioni, ma l’imprecisione del reparto offensivo non consentiva la concretizzazione. Nella ripresa il Brindisi era più deciso ed approcciava l’incontro in modo più volitivo. Questo cambio di passo era premiato al 22°, quando Boccadamo, in penetrazione nell’area campana, crossava verso il centro dove Faccini piazzava la botta che portava all’1 a 0 i padroni di casa. Reazione da parte degli ospiti, poi al 32°, il Brindisi restava in dieci uomini per l’espulsione, contestata dalla panchina (e che costava il giallo a De Luca), di Faccini con rosso diretto. Questo spingeva gli ospiti a tentare il tutto per tutto e, al 40°, giungeva il pareggio. Dal corner la palla giungeva, direttamente in area, e dopo un rimpallo, arrivava a Della Monica, veloce a colpire al volo e realizzare il sospirato pareggio per i puteolani. Finiva così , con il Brindisi incapace di riportarsi in vantaggio e conquistare il punto che, chiaramente, accontentava gli ospiti. Nel dopo gara, l’importante risultato, che lasciava ancorati i “diavoli rossi” all’ultimo posto in classifica, non accontentava la società flegrea che sollevava dall’incarico di allenatore, Grimaldi ed accettava le dimissioni del Direttore Sportivo, Cavaliere. I loro sostituti venivano comunicati, sempre a ridosso del post partita, ed individuati nel tecnico Andrea Ciaramella e nel neo Direttore, Francesco Mennitto.
Quindi una domenica, in cui al vertice tutti hanno guadagnato punti, per la caduta imprevista del Lavello, mentre, in coda, il solo Fasano guadagnava punti sulle squadre della media bassa classifica, ma l’attenzione era già rivolta al turno domenicale, in cui non ci saranno big match, ma tanti incroci da cui potrebbero scaturire risultati tali da poter ulteriormente produrre scossoni in graduatoria.
Fabrizio Di Leo













