La 23^ giornata, nelle previsioni interlocutoria, visto i tanti scontri testa coda o tra squadre della pancia della classifica con alcune presenti nelle posizioni di vertice, ha partorito, come già più volte detto, alcune sorprese che hanno, in un certo senso, iniziato a sfoltire la rosa delle pretendenti all’alloro finale e, in un certo senso, anche per le società alla ricerca della permanenza nella categoria.
Il match clou era quello dl Fanuzzi di Brindisi, dove un Taranto carico, dopo le ultime giornate, arrivava al derby adriatico – ionico con i ragazzi di De Luca, con l’obbiettivo di fare la partita e possibilmente vincere. La gara, invece, prendeva una piega diversa nelle prime battute, dove il Taranto comunque faceva il gioco, mentre i locali rimanevano in fase attendista, anche perché il pareggio era un risultato agognato in quanto, eventualmente, conquistato con una formazione big del campionato. Nel momento in cui l’inerzia del primo periodo si stava trascinando sul nulla di fatto, nel primo minuto di recupero, il brindisino Nives con una botta di sinistro da oltre venti metri centrava l’angolino alla destra del portiere Cziekowski, segando un euro goal, levando come si dice in genere la ragnatela dal sette. Si andava, al riposo con il vantaggio degli adriatici, poi alla ripresa, il Taranto innestava il turbo, grazie anche ad una migliore tattica adoperata da Laterza. L’entrata di Serafino, posizionatosi accanto a Diaz, consentiva agli ionici di andare subito alla ricerca del pareggio che l’otteneva all’ 8° minuto, quando Guastamacchia, dalla sua metà campo, lanciava una lunga palla a Falcone, anticipato da Nives, di testa, un rimbalzo falso innescava lo stesso Falcone che superava il difensore adriatico, costretto a strattonarlo per la maglia tanto da costringere l’arbitro, al fischio del rigore. Nicolas Rizzo, dal dischetto, con una finta piazzava la palla, centralmente, per l’1 a 1. I rossoblù, non paghi affondavano nelle maglie difensive adriatiche e con la pressione esercitata, al 16° Tissone, ricevuta la palla, la scagliava verso la porta bianco azzurra, deviazione di un difensore che lasciava la palla a Diaz. il quale, solo davanti a Pizzolato, lo batteva di precisione. Sul 2 a 1, il Brindisi spariva dal rettangolo di gioco ed era un monologo rossoblù che, al 33°, trovava la terza rete. Punizione di Marsili, in area, colpo di testa di Serafino, la palla giungeva, a candela, verso la porta e Guastamacchia anticipava il portiere Pizzolato e spediva la palla in rete, nonostante un difensore locale la ribattesse al di fuori della stessa con un goffo intervento. Finiva qui la gara in quanto il Taranto controllava il match, il Brindisi tentava qualche sortita nella speranza di trovare un varco per poter riaprire l’incontro, ma non c’era nulla da fare e, al fischio finale, i rossoblù si trovavano davanti al Casarano di cinque punti, con una giornata in meno rispetto alla fine della stagione regolare.
A Cerignola, il match importante per la classifica era quello che opponeva gli ofantini ed il Lavello di Zeman. L’incontro si preannunciava molto impegnativo e le aspettative, in effetti, confermavano come la gara sarebbe stata ardua e, soprattutto, impegnativa per il Lavello. Iniziato il match, gli ospiti si trovavano dopo un quarto d’ora in inferiorità numerica per l’espulsione di Dell’Orfanello, evento questo che favoriva molto i cerignolani, i quali nelle ultime quattro gare, avevano segnato quattordici goal, ma comunque sciorinavano un gioco molto propositivo e redditizio, al cospetto di una formazione con un attacco molto strutturato e prolifico (2° migliore del girone). Al 10°, comunque, il Cerignola passava in vantaggio. Dell’Orfanello disimpegnava in modo errato, palla recuperata da un centrocampista ofantino che lanciava Achik, bravo a presentarsi davanti a Carretta e superarlo per l’1 a 0. Il goal non demoralizzava gli ospiti, anche se al quarto d’ora, come detto, Dell’Orfanello, per fermare Achik lanciato a rete ed in chiara occasione da rete, lasciava la sua squadra in dieci. Nonostante ciò il Lavello cercava di pareggiare, ma non ci riusciva per imprecisione ed abilità del reparto difensivo locale. All’intervallo si andava sull’1 a 0 per i cerignolani e, nella ripresa, subito gli ofantini all’assalto della difesa ospite con inzio dello show di Malcore. Al 6°, recuperava la palla ai limiti dell’area ospite, entrava in area e superava, in diagonale, il portiere Carretta. Sul 2 a 0, il Cerignola insisteva, il Lavello mostrava di aver subito il colpo ed al 22°, Malcore, ricevuta una palla in area da Loiodice, trafiggeva per la terza volta il portiere lucano. In pratica finiva qui il match con i lucani, tramortiti dal passivo ed il Cerignola in controllo non disegnando qualche altro contropiede per cercare di arrotondare il punteggio, ma la sconfitta permetteva al Picerno di agganciare proprio la formazione di Zeman, ancora una volta bloccata in trasferta ed in difficoltà nell’affrontare avversari aggressivi e veloci nelle ripartenze.
Allo stadio “A. Mancinelli” di Tito, il Picerno di mister Palo superava in rimonta il Molfetta con una reazione di orgoglio, in meno di due minuti D’Angelo, Esposito ribaltavano la rete iniziale di Strambelli. Al 7′ pt Pitarresi su punizione dalla distanza, bloccava Rollo. Gara molto tattica sbloccata al 20′ pt quando Guerra recuperava palla, sfera in mezzo per Albadoro, respingeva Rollo, sulla ribattuta Stasi con il destro, respingeva nuovamente il portiere ospite, si salvava il Molfetta. A seguire Picerno in avanti con Pitarresi che trovava in mezzo Girasole che di testa da due passi sfiorava il palo, Picerno che sfiorava la rete del vantaggio. La risposta degli ospiti arrivava al 23′ pt con Fucci che dalla distanza sfiorava il palo, con un rasoterra di destro. Al 39′ dribbling in mezzo a due di Esposito, il suo tocco per Origlia, il suo destro però era facile preda del portiere Rollo. Nella ripresa il Picerno partiva forte con Esposito che serviva Guerra, il suo traversone per Albadoro che di testa anticipava Forte e sfiorava il palo. La risposta degli ospiti arrivava su un guizzo che sbloccava il match, al 4′ st, Strambelli si accentrava e con il sinistro trovava l’angolino che non dava scampo a Giuliani e il Molfetta passava in vantaggio con una magia del numero 10. La reazione del Picerno non tardava ad arrivare, Albadoro, in mezzo a tre in area, serviva una palla invitante per D’Angelo, che di destro trovava l’angolo utile per il pareggio del Picerno al 9′ st. Neanche il tempo di battere, palla recuperata di Pitarresi, il lancio per Esposito, stop velleitario del capitano che con il piattone trovava l’angolino del 2-1, il Picerno di forza e di orgoglio ribaltava il risultato. Al 30′ st i ragazzi di mister Palo sfioravano la terza rete, Guerra serviva Pitarresi, il suo destro dalla distanza centrava il palo, si salvava il Molfetta. Nel finale il Molfetta su punizione con Strambelli coglieva il palo esterno e la gara terminava così con la vittoria del Picerno. Melandrini adesso, in terza posizione, in compagnia dei corregionali del Lavello, ma nel prossimo turno, trasferta ostica a Cerignola.
A Bitonto, la vittoria, convincente, sul Francavilla in Sinni, dopo due stop e un pari, era dedicata a due tifosi ultras costretti alla permanenza in ospedale. Mister Valeriano Loseto si metteva nelle mani dello sterminato mestiere del trio arretrato Danilo Colella, Petta e Nocerino, in mezzo la possa geometrica di Biason coniugata alla corsa azzannante di Mariani e alla placida regia di Capece, davanti Tedesco a duettare col rientrante Palazzo. Il braccio destro di Ranko Lazic, Marziale sceglieva il rassicurante Pagano al centro della difesa, Galdean factotum playmaker con l’arguto Navas, Nolè e Dal Col a pungere davanti. Dopo le schermaglie di studio iniziali, i flash che decidevano il match. Minuto 18, Tedesco riceveva palla al limite dell’area di destra, inebriava mezza difesa sinnica e dal fondo serviva Mariani, zampata ferale e 1-0. Dieci minuti e imbucata di Colella per il taglio intelligente di Palazzo, abbattuto dalla uscita disperata di Cefariello. Il 9 bitontino spiazzava dal dischetto e faceva cifra tonda centenaria di gol in carriera. Al 35′, gli ospiti accorciavano con una parabola malefica di Galdean dai trenta metri su piazzato, sfera all’incrocio e 2-1. Al 36′ botta fatata di Biason e volo di Cefariello, che metteva la palla in corner. Atterramento sospetto in area nero verde, al 39′, per il signor Muccignato si poteva proseguire. A quattro dalla pausa, ancora Galdean metteva nel mirino l’altro incrocio ma trovava i guantoni di Zinfollino. Al rientro dagli spogliatoi, i padroni di casa continuavano a serrare nella loro metà campo gli avversari e al terzo angolo da sinistra, piattone di Capece e riflesso fulmineo di Cefariello. A tre dalla mezza, scaltro cross di Turu Biason, fallo di mano in area lucana: altro penalty. Dagli undici metri, il tiro di Palazzo moriva sul palo alla sinistra del portiere rossoblù, che poi afferrava il pallone. Fino al termine del match, vani erano gli assalti dei lucani, tenevano botta con inscalfibile saldezza gli uomini del tecnico barese e con entusiasmo già volgevano lo sguardo all’impegno di giovedì col Portici.
Finiva con l’ennesimo pareggio a reti inviolate lo scontro salvezza tra il Gravina e il Portici, con i gialloblù che sbagliavano anche un penalty. La gara iniziava di gran carriera per i padroni di casa ed in effetti, al sesto minuto, i padroni di casa si facevano subito pericolosi con Cappiello che, servito al centro area da Gjionai, si vedeva ribattere in calcio d’angolo una bella girata di destro. Al quarto d’ora era il Portici a farsi pericoloso con uno scambio sulla sinistra tra Vitiello e Donnarumma che trovava impreparata la difesa dei locali, abile a salvarsi, sbrogliando il tutto. Al ventesimo il Gravina aveva l’occasione per andare in vantaggio grazie ad un calcio di rigore fischiato su Cappiello, ma Ungaro dal dischetto si faceva respingere il tiro da Spina. Al ventisettesimo ancora un’occasione per i gialloblù, con De Feo che, liberato in piena area da Gjionaj, pensava di essere in fuorigioco, e concludeva senza convinzione in semi rovesciata, una palla che finiva a fondo campo. Cinque minuti dopo era ancora De Feo alla conclusione, questa volta dal limite, ma il tiro usciva di poco fuori con Spina che sembrava battuto. Ancora il Gravina pericoloso con Cappiello, servito bene in profondità, che però sparava addosso al portiere in uscita. Si andava cosi negli spogliatoi sullo 0 a 0 che andava strettissimo ai murgiani. Si riprendeva con i gravinesi che sembravano aver smarrito la verve dei primi quarantacinque minuti, infatti per segnare la prima azione sul taccuino bisognava aspettare fino al mezz’ora del secondo tempo quando Cappiello concludeva al volo, ma il tiro finiva oltre la traversa. L’azione del team murgiano si faceva sempre più confusa con dei cross che erano facile preda della retroguardia napoletana, troppo poco per una formazione che si giocava una delle ultime chance di salvezza, si chiudeva così ancora con un pareggio e senza neanche un gol segnato. Di positivo c’era solo il punto raccolto che non faceva allontanare ancora di più le altre concorrenti per la salvezza.
Ad Aversa, l’incontro tra i locali ed il Fasano rappresentava per la formazione del patron Pellegrino, importantissimo in ottica salvezza ma anche per i fasanesi conquistare punti sarebbero stati utilissimi nella lotta alla permanenza. Ci volevano ventisei minuti perché il risultato si sbloccasse. Dopo un inizio in cui l’Aversa cercava di fare la gara ed il Fasano attento alle occasioni che potevano capitare, al 26°, quando Bernardini, su punizione la crossava in area dove Meduri, di testa, la passava a Melillo che tirava verso la porta aversana e realizzava l’ 1 a 0. Da questo momento in poi la squadra locale, non arrendendosi, cercava in tutti i modi di pareggiare l’incontro, ma portava il match sul filo della massima tensione nervosa che vedeva alcuni episodi, per i padroni di casa, penalizzanti nei loro confronti, ovvero due goal annullati per fuori gioco e due interventi al limite della possibile concessione del calcio di rigore, stato d’animo quello dei locali che agevolava il compito degli adriatici che al termine conquistavano tre punti per l’aggancio proprio ai campani e dava la stura al duro sfogo del patron aversano, in sala stampa dove lanciava strali verso le istituzioni calcistiche, a suo modo di vedere, ostili nei confronti dell’Aversa.
A Sorrento, pirotecnica partita tra i costieri di La Scala e l’Altamura di Monticciolo, ritornata in campo dopo un lungo periodo che ha comportato per i murgiani l’accumulo di ben cinque match da recuperare e quindi attesi da un tour de force abbastanza impegnativo. Il primo tempo vedeva un continuo capovolgimento di fronti tra le due squadre, decise a superarsi, ma la ferrea attenzione della difese mista ad un’imprecisione causata da un’eccesiva frenesia di sbloccare il risultato, aveva innescato l’inerzia del match sul nulla di fatto, quando a cinque minuti dall’intervallo, arrivava il primo step dell’incontro. Punizione a due e Spano sparava una bordata che si infilava nella porta sorrentina, alla sinistra del portiere costiero. Il punteggio variato metteva il pepe sulla coda del Sorrento e comunque passava solo un minuto per il pareggio dei rossoneri. Punizione dal vertice destro dell’area ospite, la palla giungeva a Cacace che destreggiandosi nell’area piccola, veniva atterrato e calcio di rigore netto. Sul dischetto si portava Cunzi e di piattone, piazzava la sfera alla destra del portiere murgiano. Era il sospirato goal, dell’1 a 1, meritato il gioco espresso nel corso del periodo. Al riposo le squadre andavano sul risultato di 1 a 1, ma nella ripresa, da un lato il Sorrento intenzionato a fare sua la posta, dall’altro l’Altamura, guardingo ed in attesa della giocata decisiva si confrontavano con lo stesso cliché della pima frazione di gioco, fino a quando gli altamurani usufruivano di una punizione indiretta dal limite dell’area, che dopo il tocco vedeva la fiondata di Casiello che trafiggeva il portiere rossonero. Con l’Altamura in vantaggio, i padroni di casa aumentavano, nettamente l’intensità offensiva per cercare di recuperare il risultato che stava scivolando verso gli ospiti, atteggiamento premiante visto che dopo svariati tentativi, sfumate nel nulla, nel quarto minuto di recupero si aveva il sigillo finale all’incontro. Cassata, nell’ultima occasione utile per il Sorrento, entrato in area iniziava una serpentina per tentare di passare a qualche suo compagno di squadra, ma, ingenuamente veniva atterrato, in modo netto da un difensore ospite e il conseguente penalty veniva affidato al solito Cunzi che, rispetto al precedente penalty, lo batteva in maniera angolata alla destra del portiere. Era il risultato finale che andava stretto agli ospiti, ma alla fine meritatissimo per i padroni di casa, bravi a crederci sino ad una manciata di secondi dal termine.
A Pozzuoli, una Puteolana con una situazione sempre più critica in classifica, affrontava una Fidelis Andria, discontinua nel rendimento, pur con un buon bottino di punti finora conquistato da Panarelli e i suoi ragazzi. L’incontro, molto avaro di emozioni, dopo una sonnolenta fase di studio, aveva la svolta al 25°, quando Celiento, lanciato da Catinali, entrava in area e batteva il portiere federiciano. Una partita che da questo momento diventava spigolosa, brutta nel gioco e con la Puteolana, abile nel voler costruire la sua salvezza tra le mura amiche, cercava di mantenere il risultato magari, se ci fosse stata l’occasione per arrotondare il punteggio. Gli ospiti tentavano qualche sortita, ma l’imprecisione e l’assenza dell’uomo faro andriese Cerone, mettevano in luce una difficoltà di costruzione e realizzativa e, quando ormai i titoli di coda stavano lentamente scorrendo, al 4° minuto del recupero, l’azione che decretava il risultato finale. Benvenga si inseriva in area di rigore e veniva fermato irregolarmente dal difensore Armeno (espulso nell’occasione) e dopo alcuni minuti di proteste e discussioni da parte degli atleti flegrei, Mariano si portava sul dischetto per l’esecuzione. Botta alla destra del portiere flegreo e nell’occasione espulsione del puteolano Cigliano, per proteste. Finiva così con l’Andria che evitava una sconfitta che sarebbe stata considerata mortificante.
Domenica, quindi come detto, pro Taranto, per lo stop del Lavello, il pari dell’Andria, complice il Covid che ha fermato il Casarano, in scia rimane il Picerno, ma il campionato, senza respiro, torna già il prossimo 1° aprile nel turno infrasettimanale di Pasqua, dove il Taranto cercherà di continuare la marcia e, perché no, sperare in allungo che potrebbe essere anche decisivo.
Fabrizio Di Leo













