RASSEGNA STAMPA DEL 18 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
I Giochi del Mediterraneo di giugno 2026 si arricchiscono di un’altra disciplina: è il nuoto pinnato. Al commissario Massimo Ferrarese, responsabile degli interventi, è giunta la lettera degli organi sportivi (Fipsas) e questo rilancia la necessità di avere un’altra piscina olimpionica. «Serve un’altra piscina da 50 metri – spiega Ferrarese a Quotidiano -, fermo restando che lo stadio del nuoto, con piscina olimpionica coperta e scoperta, è e rimane a Taranto nel luogo già individuato, cioè Torre d’Ayala.
L’altra olimpionica necessaria non la dobbiamo costruire spendendo milioni e milioni. Piuttosto, se troviamo un’altra olimpionica nel raggio di 50 chilometri da Taranto, per noi va bene. Brindisi? Potrebbe essere un sito adatto, noi stiamo cercando soluzioni. lo l’ho detto già a diversi sindaci: mentre per gli allenamenti vanno bene le piscine da 25-30 metri, per una gara di nuoto pinnato serve l’olimpionica. E quindi o la costruisci, ma è pazzia, perché poi diventa una cattedrale nel deserto, o la cerchi tra le strutture disponibili da riqualificare», «Ora – aggiunge Ferrarese -a Brindisi c’e una piscina scoperta costruita 40-50 anni fa che è abbandonata da tanto tempo. Nel caso dovremmo solo ristrutturarla». Stesso discorso per gli stadi.
Secondo il commissario, con 16-18 squadre di calcio, Taranto e Lecce non bastano. A Roma se ne è già parlato nel vertice di luglio. Ci vogliono altri due stadi per poter giocare le partite. Mai però, sia chiaro, semifinali e finali, che avverranno solo a Taranto. Gli altri stadi a cui abbiamo pensato sono Brindisi e Francavilla Fontana. Quest’ultimo centro, tra l’altro, faceva già parte del masterplan e poi è stato tolto. In definitiva, sull’asse Taranto-Lecce avremmo quattro stadi aggiungendo Brindisi e Francavilla. Ma quello che si aggiunge lo si fa perché non si può svolgere tutto a Taranto, che in ogni caso resta la protagonista principale dei Giochi. Oltre al nuoto pinnato, Ferrarese dice che si potrebbero aggiungere anche golf ed equitazione.
A quest’ultimo sport il commissario ha fatto un pensiero («mi piacerebbe» dice), «ma è chiaro che servono altri soldi». Per ora, infatti, il fondo a disposizione per le opere deliberato dal Parlamento è di 150 milioni di euro, che, tra costi aumentati (i materiali) e spese per l’accoglienza di 4mila atleti di 26 Paesi, sono nettamente insufficienti. Un aspetto più volte emerso in queste settimane. Servono almeno altri 100 milioni, ma se e quando arriveranno al momento è un punto interrogativo.
Intanto il 6 settembre scadono i primi 90 giorni dall’insediamento del commissario ed entro quella data Ferrarese deve anche aggiornare il masterplan delle opere. «Chiaramente non chiuderò la saracinesca il 6 settembre – sostiene il commissario – ma aspetterò qualche giorno perché diversi sindaci, che stanno ultimando i loro progetti, mi hanno già chiesto di pazientare un poco. Se si tratta di poco, ci stiamo, d’accordo. Se si pensa, invece, che devono trascorrere settimane no, perché a quel punto chi non avrà risposto all’appello sarà fuori dal masterplan. La definizione dei progetti e la valutazione dei costi sono importanti per aggiornare il masterplan. A Taranto, per esempio, la piscina olimpionica è già passata da 24 milioni a più di 30. E Taranto è anche il Comune dove sono concentrati gli interventi principali e da cui, dopo la mia lettera dell’11agosto, mi aspetto al più presto le puntualizzazioni chieste sui vari progetti».
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