Secondo te è stato giusto non tornare a giocare in Serie D?
Dopo ciò che è successo credo che ci fossero i margini per poter continuare il campionato. Quantomeno chi lottava per la promozione o per la retrocessione sarebbe potuto tornare in campo. Secondo me sarebbe stato giusto continuare.
Tatticamente come ti sei trovato quest’anno? Prima con Ragno e poi con Panarelli.
Ho sempre ricoperto tutti i ruoli di centrocampo quindi mi sono trovato bene sia con Ragno giocando da play che con Panarelli giocando in un centrocampo a 2.
Dopo 2 anni passati a Taranto secondo te perché non si è riusciti a vincere il girone H?
Credo che solo dopo la fine del campionato i valori di ogni squadra escano fuori, al di là del valore delle rose. Non a caso il primo anno ha vinto il Picerno facendo tra l’altro 89 punti sul campo meritatamente, mentre il secondo anno credo che il Bitonto abbia approfittato di questo stop perché altrimenti il Foggia avrebbe potuto giocarsela fino alla fine. Quest’anno abbiamo faticato perché non abbiamo trovato degli equilibri, siamo arrivati a 20 punti dalla vetta già prima dello stop e quindi c’era qualcosa che non andava.
Nella partita con il Bitonto ti sei infortunato. Adesso come va? Saresti stato pronto a giocare nel caso in cui si fosse ripreso?
Sto bene e ho ricevuto il certificato di guarigione dal medico già da più di un mese. Sto continuando ad allenarmi andando in palestra per non perdere il ritmo. In realtà non so però se sarei stato pronto in caso di ripresa del campionato, forse no perché ho ricevuto il certificato nel corso dei primi giorni di Giugno.
Si era già parlato di una tua possibile permanenza a Taranto. Da allora ci sono state novità?
Mi hanno chiamato in questi giorni ma non abbiamo approfondito la cosa, il mio procuratore ha parlato con Montervino di recente e attendevano una risposta da parte nostra per quanto riguarda alcuni fattori. Ancora non so dire niente.
Secondo te cosa sarà necessario non sbagliare quest’anno per raggiungere l’obiettivo?
Secondo me a volte in Serie D si pensa troppo al bel gioco il quale non si può esprimere in tutti i campi, quindi credo serva una squadra di categoria e che faccia dell’umiltà, dell’agonismo e del sacrifico la propria caratteristica principale. Poi è normale che per vincere un campionato ci debba essere anche la qualità ma per me i punti fondamentali sono questi.
Che differenze hai trovato tra la squadra del campionato appena concluso e quella della stagione precedente?
La squadra di quest’ultimo anno era qualitativamente più forte, però in quella del mio primo anno eravamo di meno numericamente e quindi c’era meno concorrenza. Forse questo è stato un vantaggio perché spesso avere molti giocatori può essere negativo e non positivo.
Marco Mannino













