Un territorio in forte contraddizione, dove il commercio perde il 22,8% dei negozi in un decennio mentre il turismo cresce del 14%, ma senza generare benefici diffusi. È questa la fotografia di Taranto che emerge dal documento di 11 pagine con 16 proposte operative consegnato al sindaco da cinque associazioni di categoria — Confapi, Casartigiani, Confesercenti Casaimpresa, Unsic e U.P.A.L.A.P. — in vista del Tavolo per lo Sviluppo del Territorio del 30 marzo 2026.
Le associazioni evidenziano criticità profonde: 34.810 disoccupati nel solo capoluogo, difficoltà per l’artigianato nel reperire il 60% delle figure professionali richieste e un’emorragia di giovani, con Taranto al 105° posto su 107 province per qualità della vita. A ciò si aggiunge la mancata attuazione di importanti leggi regionali per il rilancio economico.
Commercio: centro storico in difficoltà
Tra le priorità, il rilancio delle aree commerciali attraverso un piano organico che preveda riqualificazione urbana, revisione della viabilità e incentivi fiscali. Le associazioni chiedono esenzioni o riduzioni di IMU, TARI e altri tributi per almeno cinque anni per chi investe nel centro storico, oltre a canoni calmierati per i locali commerciali e strumenti digitali come la piattaforma “Taranto Shopping” e voucher per l’innovazione.
Turismo: numeri in crescita ma pochi benefici
Nonostante i 444.417 arrivi turistici registrati nel 2025 (+12%) e oltre 1,6 milioni di presenze, il territorio fatica a trasformare questi flussi in valore economico. La tariffa media delle strutture ricettive resta inferiore rispetto ad altre province pugliesi e persistono carenze infrastrutturali.
Le associazioni chiedono un Piano Strategico del Turismo capace di integrare accoglienza, commercio e artigianato, oltre a un utilizzo mirato dell’imposta di soggiorno e iniziative come la valorizzazione della Taranto Card e programmi di “Botteghe Aperte”. In vista dei Giochi del Mediterraneo 2026, vengono proposti pacchetti turistici integrati e la creazione di un Villaggio dell’Artigianato.
Lavoro e giovani: emergenza occupazionale
I dati confermano una situazione critica: disoccupazione al 17,5%, tasso di occupazione tra i più bassi della regione e disoccupazione giovanile al 28%. Le proposte includono bonus per giovani imprenditori, programmi di apprendistato nelle botteghe storiche, tirocini retribuiti e incubatori d’impresa.
Artigianato: richiesta di Zone Franche
Nonostante la crescita regionale del settore, Taranto registra un aumento minimo. Le associazioni chiedono l’attivazione delle “Zone Franche per l’Artigianato” previste dalla legge regionale 7/2023, mai attuate, e la creazione di strumenti come le Botteghe Scuola e i distretti urbani con agevolazioni fiscali.
“Zone Zero Alcol” e regolamenti da aggiornare
Tra le proposte anche l’introduzione delle “Zone Zero Alcol”, sul modello di Treviso, con sanzioni per chi consuma alcol in strada e non per gli esercenti. Inoltre, si chiede la revisione del regolamento comunale di igiene del 1998, ritenuto ormai superato e ostacolo all’apertura di nuove attività nel centro storico.
Un appello al cambiamento
«Taranto cresce nel turismo ma non ne beneficia — sottolineano le associazioni —. I visitatori arrivano, ma il centro si svuota. Servono cronoprogrammi, responsabilità e scadenze precise: il 30 marzo deve segnare un punto di svolta, non l’ennesimo annuncio».
Il documento rappresenta una piattaforma concreta di intervento che punta a rilanciare economia, occupazione e qualità della vita, chiedendo risposte rapide e coordinate da parte delle istituzioni.













