La Corte Sportiva d’Appello della FIGC ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla SS Taranto 2025 contro le pesanti sanzioni inflitte dal Giudice Sportivo dopo la gara spareggio di Eccellenza contro il Gladiator, disputata il 14 giugno scorso.
Il provvedimento modifica soltanto in parte la decisione di primo grado. La sanzione più pesante, quella della squalifica del campo fino al 15 novembre 2026 con obbligo di disputare le gare in campo neutro e a porte chiuse, è stata infatti rideterminata.
La Corte ha stabilito che il Taranto dovrà disputare tre gare interne della stagione 2026/2027 a porte chiuse, eliminando quindi sia l’obbligo del campo neutro sia la lunga squalifica dell’impianto.
Restano invece confermate le altre sanzioni: l’ammenda di 6.500 euro e la penalizzazione di due punti in classifica, da scontare nel prossimo campionato.
Le motivazioni della decisione
Nelle motivazioni, la Corte conferma la gravità degli episodi verificatisi al termine della finale play-off. Vengono ritenute accertate sia l’aggressione del dirigente Daniele Petrosino nei confronti del quarto ufficiale di gara, sia le condotte violente poste in essere da alcuni sostenitori rossoblù.
Tra gli episodi contestati figurano l’introduzione e l’accensione di 16 fumogeni, il lancio di materiale pirotecnico e bottiglie sul terreno di gioco, l’invasione di campo da parte di circa trenta tifosi e l’aggressione a un calciatore della stessa formazione rossoblù.
Secondo il Collegio, tali comportamenti hanno creato «un grave pericolo per l’incolumità pubblica» e giustificano l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva.
Attenuanti riconosciute
Pur confermando la gravità dei fatti, la Corte ha ritenuto applicabili alcune circostanze attenuanti, accogliendo solo in parte le tesi difensive sostenute dall’avvocato Mattia Grassani.
I giudici hanno escluso che la società avesse adottato modelli organizzativi sufficientemente efficaci per prevenire gli episodi, evidenziando, tra l’altro, l’insufficienza del servizio di steward e la facilità con cui i tifosi sono riusciti a forzare il cancello che conduceva al terreno di gioco.
Sono state invece riconosciute alcune attenuanti che hanno consentito una rimodulazione della sanzione relativa al campo, ritenendo eccessivamente afflittiva la chiusura dell’impianto fino al 15 novembre.
Confermati ammenda e penalizzazione
La Corte ha invece ritenuto pienamente proporzionate la penalizzazione di due punti, prevista come minimo edittale dal Codice di Giustizia Sportiva nei casi di particolare gravità, e l’ammenda di 6.500 euro, giudicata congrua in relazione alla violenza dei comportamenti contestati sia ai sostenitori sia a un dirigente della società.
Accogliendo parzialmente il reclamo, la Corte ha inoltre disposto la restituzione alla società del contributo versato per l’accesso alla giustizia sportiva.
Con questa decisione il Taranto inizierà dunque la stagione 2026/2027 con due punti di penalizzazione, dovrà disputare tre gare interne a porte chiuse e pagare l’ammenda di 6.500 euro, evitando però la lunga squalifica del campo e l’obbligo di giocare in campo neutro previsti dalla decisione di primo grado.














