di Maurizio Corvino
Le parole di mister Capuano ad Antenna Sud, media partner dei rossoblù, alla vigilia della gara di recupero contro il Messina.
In panchina da “infortunato” – Abbiamo uno staff medico di primissimo ordine che cerca di tutelarmi ma il mio posto è in panchina, il dolore è forte inutile dirlo, ma ne è valsa la pena.
La partita – Il Messina è una squadra fastidiosa, difficile da affrontare e noi siamo in un buon momento ed è inutile dire che giocheremo per vincere. Faremo di tutto per portare i tre punti a casa per sfruttare anche l’entusiasmo che sentiamo intorno a noi e che penso sia ampiamente meritato da parte nostra, per come lo abbiamo programmato e per le situazioni che ci hanno coinvolto come vittime. Abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita contro un avversario ostico guidato da un allenatore che sa dare la propria identità alla squadra ma abbiamo le qualità per portare a casa l’intera posta in palio.
Ex di turno – Una piazza importante, una città bellissima in cui ho avuto il piacere e l’onore di allenare, una piazza che ha arricchito il mio bagaglio e la mia carriera ma son troppo vecchio per farmi trasportare dall’emozione, è una squadra che rispettiamo per l’impianto tattico del loro allenatore e per la rosa che hanno a disposizione. Noi, però, siamo come sempre tranquilli e consci della nostra forza.
Etichetta da difensivista – La libertà di pensiero è il sentimento più alto che dovrebbe albergare in ogni essere umano, io penso che un allenatore deve essere in grado di enfatizzare le caratteristiche dei propri calciatori, faccio sempre l’esempio del cuoco che non può fare un piatto se non ha gli ingredienti adatti per produrlo. L’anno scorso i risultati da me ottenuti, oggi lo posso dire, li avrebbero ottenuti in pochi, sono arrivato con la squadra in difficoltà mentale, oggi la storia dice che gran parte di quei calciatori, mi dispiace dirlo perchè io amo tutti i miei calciatori, giocano in categorie inferiori, perciò quella squadra ha fatto un capolavoro calcistico entrando nella zona playoff, non giocandoli per un gol, quando tutti la davano per sicura retrocessa. Noi abbiamo dato l’identità alla squadra, facendo quanta più densità possibile sopperendo alla forza delle avversarie. Oggi abbiamo una squadra diversa e ci dicono che è poco cinica, ecco nel calcio esiste la malattia del disequilibrio, tutti possono parlare della squadra e chi è dentro deve solo subire, io non parlo mai di cardiochirurgia, traumatologia, di giornalismo sportivo però gli altri parlano di tutto, ma questo è il mondo del calcio. Oggi ci dicono che sprechiamo tanto, mi sembra di sognare, si passa da un eccesso all’altro. Oggi vanno gli allenatori alla moda, se fai tiki taka, ripartenze dal basso o tre passaggi di fila sei visto bene, ma quello è l’allenatore che lavora per se stesso, chi invece enfatizza le caratteristiche dei calciatori, ottiene i risultati è etichettato difensivista ma nel calcio esiste una sola costante: il risultato.
Turnover – Questa parola è un’altra definizione che mi da’ fastidio, per me sono tutti titolari e non vedo l’ora di far esordire Hisay, l’allenatore non deve dare contentini ma far giocare chi merita e Hisay lo dimostrerà. Certo domani ci sarà una turnazione per via degli impegni ravvicinati ma sarà solo per questione di freschezza.
Spettatori – Mi aspetto lo stadio pieno, per rispetto di questi ragazzi, lo meritano, lottano su ogni palla, quando si fa gol c’è un coinvolgimento generale, hanno una forte empatia con i tifosi.
Orgoglio – Quando i tifosi ti vogliono bene, ti seguono e ti vedono come una persona in cui possono credere per qualcosa di importante, in te accrescono le responsabilità ma non per quello che fai in campo ma perchè hanno fiducia nell’uomo che sei e io di questo ne sono orgoglioso.














