di Davide Malavisi
Abbiamo raccolto le dichiarazioni dell’allenatore del Taranto Ezio Capuano che ha parlato ai microfoni Rossoblu85, trasmissione del media partner Antenna Sud condotta da Gianni Sebastio. Il mister si è soffermato sulla salvezza promessa e conquistata e sullo stato di forma della squadra in prospettiva degli ultimi due impegni stagionali accompagnato da due limoni durante tutta la trasmissione.
Salvezza ottenuta – “E’ stata un’annata intensa e bellissima. Nessuno si aspettava che il Taranto si potesse salvare con due giornate di anticipo, è stato fatto un capolavoro calcistico grazie al mio staff e a chi ci ha sostenuto anche nei momenti di enorme difficoltà ma senza dimenticare questi splendidi ragazzi che hanno dato tutto. E grazie soprattutto a chi mi ha scelto. La proprietà ha creduto in me in un momento di grande difficoltà e tornare in questa piazza dopo tantissimi anni, venni a Taranto da giovanissimo nel 2001 e volevo ritornarci. Quando mi hanno chiamato non ho visto nulla e sono partito per questo campionato, rivolevo Taranto a tutti i costi e sono contento di aver raggiunto l’obbiettivo. La cosa più bella è che in questi giorni la gente mi fermava per strada per ringraziarmi e questo è in assoluto l’aspetto più bello di questo lavoro, è come una vocazione e sei responsabile delle emozioni della gente.”
Prospettiva playoff – “Per noi ora inizia un mini campionato, daremo tutto in queste due partite e poi vedremo, sicuramente siamo fiduciosi perché l’ultima vittoria ci ha dimostrato che possiamo giocare tranquillamente con tutti. Possiamo vivere un sogno, guardando la classifica siamo solo ad un punto da un obbiettivo inizialmente impossibile, ora ci crediamo e andremo in campo per ottenere il massimo.”
Limoni – “Era una battuta. Ho una certa età e conosco questo mondo come pochi, ho cercato di spostare l’interesse su di me e di caricarmi di tutte le critiche per lasciare tranquilli i ragazzi. Questo fa parte dell’indole del guerriero, eravamo in difficoltà e quindi era la cosa giusta da fare per fare in modo che la squadra continuasse a lavorare senza dare ascolto alle critiche.”
Tifoseria – “Non so da dove provenga questo ostracismo, rispetto tutti i tifosi anche con quelli che vengono solo in trasferta, ho un buon rapporto con loro e li rispetto molto. Questa società ha riportato il Taranto al professionismo, si è salvata lo scorso anno e quest’anno fra tante difficoltà, tra cui il non avere il nostro pubblico, che è il mio rammarico più grande, ha raggiunto l’obbiettivo. Se avessimo avuto tutto il popolo tarantino avremmo avuto almeno sei punti in più. Sembrava che giocassimo in casa quando eravamo in trasferta e viceversa, tranne sabato scorso.”
Forza – “La nostra grande abilità è stata quella di rimanere Taranto, la nostra forza è stata di rimanere uniti e di non andare dietro a nessuno. Quando non si segnava e si era in difficoltà siamo rimasti sulla nostra strada e quei numerosi pareggi a reti bianche si sono rivelati punti importantissimi nel corso del campionato. Uno staff più acerbo magari si sarebbe snaturato mentre noi abbiamo mantenuto le nostre certezze per poi finalizzare l’obbiettivo. I conti si fanno sempre alla fine.”
Mercato – “Abbiamo fatto un mercato importante e futuristico puntando su giocatori “inattivi”. Quando molti massacravano Bifulco io lo difendevo a spada tratta e da qualche partita Bifulco sta facendo molto bene, certo ci aspettavamo qualcosa in più anche da altri, per esempio, Crecco che non lo abbiamo mai avuto, Semprini idem, ma il calcio è fatto anche di questo.”
Emozione – “Io sono un uomo vero. Le lacrime sono l’esternazione di una sofferenza, uno sfogo e non c’è nulla di cui vergognarsi. Erano lacrime positive, il racconto di mesi di sofferenza perché l’allenatore è un uomo solo. La vittoria ha cento padri, la sconfitta è sempre orfana. L’allenatore è come un dottore in terapia intensiva, deve agire chirurgicamente e attentamente per migliorare la situazione.”
Classifica – “Noi giocheremo col Monterosi per vincere, è inutile fare i calcoli. Stiamo facendo qualcosa di impensabile e siamo molto rispettosi dei nostri avversari che sono una squadra molto fisica e forte. Andremo a viso aperto perché abbiamo ancora sei punti da soddisfare. A livello di classifica il Taranto meritava qualche punto in più, l’Avellino ha deluso per investimenti fatti e per la rosa che ha ma non dimentichiamoci che la C è un campionato difficilissimo, quando vai in tendenza negativa è molto difficile tornare in pista. La sorprese più belle sono sicuramente il Picerno e il Cerignola.”
Giocatori importanti – “Penso che Patierno sia l’attaccante più forte della C al momento, si Iemmello ha segnato di più ma Patierno è stato quello che ci ha messo sicuramente più in difficoltà. Degli “under” invece il nostro Evangelisti è il 2003 che ha giocato di più in tutto il girone; ci sono tanti giocatori che mi sono piaciuti e ne potrei citare tantissimi.”
30 anni senza Serie B – “E’ molto difficile, c’è un pessimismo cosmico e ogni cosa non va bene che si vinca o che si perda. Taranto come città è stupenda ma si cerca sempre di criticare anche cose che non sono importanti. Taranto deve tornare come quella di 20 anni fa, ai miei ragazzi ho sempre detto che non si rendono conto di dove giocano. Sono sicuro che tutto può riaccadere, basta poco per far riaccendere una piazza del genere. Taranto deve stare almeno in Serie B, non aveva nulla a che fare con la D figuriamoci con la C.”
Riforma campionati – “Entro la fine di aprile dovrebbe essere ufficiale una riforma. Dovrebbe essere una C d’élite e due gironi di Serie B, dovrebbe andare in vigore nel prossimo anno e le prime sei squadre di ogni girone di C si qualificherebbero per la Serie B. Sarà un campionato ancora più difficile perché ti puoi trovare in D o in B. Sarà molto dura.”













