La città di Taranto continua a perdere terreno sul piano economico e produttivo, e a lanciare l’allarme è Pierpaolo Carabotta, rappresentante dei Giovani Imprenditori di Casartigiani Taranto. Secondo Carabotta, il capoluogo ionico sta vivendo una crisi senza precedenti, mentre la provincia mostra ancora segnali di resistenza.
«Le serrande abbassate non sono solo pezzi di ferro calati – afferma – ma rappresentano tasse che non verranno pagate, posti di lavoro persi e sogni che svaniscono. Alle istituzioni chiediamo più coraggio e più libertà di fare impresa: meno slogan e più concretezza, meno interferenze e più servizi, meno ordinanze punitive e più sicurezza reale sulle strade».
Mancanza di visione e strumenti concreti
Secondo Casartigiani, uno dei problemi principali è la forte contrapposizione all’interno della comunità. Da un lato vi è una componente ambientalista che solleva temi importanti e condivisibili, dall’altro manca una proposta concreta capace di favorire lo sviluppo economico e l’imprenditorialità.
«A Taranto non esistono vere agevolazioni per i giovani imprenditori – sottolinea Carabotta – manca una reale libertà d’impresa e soprattutto una visione strategica per il futuro della città». Le piccole imprese e le attività commerciali rappresentano il motore economico del territorio, ma operano in un contesto che spesso ostacola l’iniziativa imprenditoriale.
«L’attenzione politica resta concentrata quasi esclusivamente sull’Ilva – prosegue Carabotta – mentre il resto della città vive un vuoto di progettualità e prospettive. Solo le imprese generano reddito e creano occupazione: senza il tessuto delle piccole attività non può esserci benessere né welfare».
Restrizioni e burocrazia: un freno all’economia
Carabotta denuncia anche le limitazioni imposte alle imprese in occasione di eventi come la Settimana Santa e i Giochi del Mediterraneo. «Si introducono restrizioni per contrastare una movida che a Taranto quasi non esiste più – osserva – mentre i problemi reali, come rifiuti o schiamazzi, non possono essere scaricati sulle imprese, già gravate da tasse elevate come una TARI tra le più alte d’Italia. Sarebbe invece necessario rafforzare i controlli sul territorio con un adeguato numero di agenti della polizia locale».
Casartigiani Taranto invita quindi l’amministrazione comunale ad assumersi responsabilità e ad aprire un confronto serio con il mondo produttivo, per rilanciare l’economia locale e restituire prospettive concrete a imprese e lavoratori.
«Non è più tempo di scaricare le colpe sul passato – conclude Carabotta – Taranto ha bisogno di una classe politica più attenta alle soluzioni e meno alla ricerca del consenso. Con queste politiche si rischia di colpire i luoghi di aggregazione dei giovani, contribuendo allo svuotamento economico e sociale della città».












