di Alessandra Carpino
L’attesa. Permeata da orgoglio, concentrazione ed ambizione. Dopo aver consegnato agli annali del calcio ionico una stagione regolare interpretata in modo sorprendente ed impeccabile, dopo aver evitato qualsiasi rischio di destabilizzazione ereditato dai verdetti negativi al doppio ricorso avverso la sanzione dei quattro punti sottratti in classifica, il Taranto si appresta ad inaugurare finalmente l’avvincente corollario dei play off. La ciclicità della storia è insita nel programmato confronto in gara unica col Latina, ultima squadra ad essere stata affrontata e battuta a domicilio dalla compagine rossoblu: l’appuntamento coincide con l’esordio della cosiddetta “fase di girone” e la partita si disputerà fra le mura amiche dello stadio Iacovone stasera, con fischio d’inizio previsto alle ore 20.30. Tra un racconto autentico e fiero, un esame equilibrato e puntuale, un’inclinazione alla confidenza ed una consapevolezza genuina del tipo di lavoro svolto, Ezio Capuano governa le proprie emozioni, accentuando invece la determinazione e la razionalità, concedendosi anche una battuta spiritosa sul “ sold out” registrato in sala stampa, in occasione proprio della tradizionale conferenza di vigilia dell’evento. “La classifica schiude alla contesa col Latina, squadra importante e ben allenata, ma sovrastata dal Taranto di ben 18 punti conquistati realmente sul campo: forse occorre modificare il regolamento in serie C- ha esordito l’allenatore rossoblu- Auspico che il presidente della Lega Pro Marani possa variare il prossimo anno, al fine di accordare un vantaggio alle formazioni che hanno espresso un percorso agonistico più importante, poiché un episodio o un errore in una giocata o in un fallo laterale possono costare l’eliminazione”. “Si tratta di partite da dentro o fuori che noi, in questo momento, non meritavamo di giocare: il Taranto è arrivato secondo in classifica, è inconfutabile, ho voluto solo enfatizzare il capolavoro, non azzardare che non sia giusto che si paghino gli sbagli commessi in altre sedi- ha specificato il trainer- La graduatoria recita quinto posto: c’è ancora più responsabilità in noi, non dobbiamo vanificare il nostro cammino. Siamo tranquilli, siamo sempre noi stessi, convinti che sarà una partita difficilissima: evitiamo di pensare al doppio risultato da sfruttare, ma siamo pronti ad aggredire, non ad adottare una cultura sparagnina o conservativa. Sappiamo che il Latina possiede giocatori di gamba, i quali non devono essere agevolati negli spazi: pensiamo di aver preparato bene il match, nonostante i pochi giorni a disposizione dopo l’assemblea del Coni ed il relativo slittamento dell’inizio degli spareggi. Fortuna sta nell’aver incontrato di recente proprio i nerazzurri di Fontana, anche se in gara unica tutto cambia”. Non si fida delle opportunità che l’ubicazione privilegiata nella decade nobile della classifica concede alla sua squadra, Ezio Capuano: “Due risultati utili su tre? E’ uno svantaggio per il Taranto- ha esclamato- A Latina abbiamo aggredito sulle figure sino all’ultimo istante: dobbiamo ragionare solo in ottica della vittoria, come se il pareggio non servisse a nulla. La mia squadra ha assimilato codici ben precisi, è forte sulla pressione, sa tenere la linea alta e, spazio alle spalle, sa interpretare le preventive. Se dovessimo pensare di gestire il risultato, rischieremmo di annientare tutto. Sono preoccupato, avrei preferito giocare con un solo esito disponibile”. Strategie mnemoniche, all’insegna della coerenza tecnico-tattica sviluppata e consolidata nel corso del torneo regolare, ma anche pedine fondamentali recuperate quali Calvano in regia e Miceli in difesa, al rientro in dal turno di squalifica: “Domani (oggi, ndr) devono stare tutti bene. Anche chi si è allenato poco deve contribuire, deve resistere ad uno sforzo a lunghi tratti. Dobbiamo farlo per noi, ma soprattutto per il popolo tarantino che riempirà gli spalti. Nell’immagine di una città che può offrire una media di diecimila paganti, spesso assisto a dissertazioni sui quattro spiccioli che il minutaggio degli under avrebbe potuto garantire, quasi si volessero sminuire l’opera o la potenzialità- ha commentato Capuano- Dobbiamo recuperare tanti giocatori e, nell’auspicio di disputare tante partite ravvicinate, dovremo essere abili a gestire l’aspetto organico e la condizione non idonea a livello traumatico di qualche atleta. Saranno scelte da applicare in maniera ponderata e razionale ma, al momento, il mio obiettivo è solo quello di superare il turno. Predico molta attenzione”. Determinante potrebbe rivelarsi la continuità di rendimento e di realizzazione acquisita da Simeri e Zonta: “E’ emblematica della crescita esponenziale di determinati calciatori in quest’annata. E’ merito dei ragazzi e dello staff tecnico, composto da cinque, sei collaboratori che lavorano dalla mattina alla sera: sono poco nominati, ma operano in maniera maniacale sui singoli- ha commentato Capuano- L’esempio è Miceli, difensore ai margini di un progetto di una squadra, la Turris, che lottava per non retrocedere: ho avuto il coraggio di sostituire il giocatore più forte in organico, Matias Antonini, con un punto interrogativo notevole. Miceli ha dimostrato professionalità e serietà, non facendo rimpiangere addirittura un difensore che l’anno prossimo vedremo in serie A. Ho individuato elementi non considerati nei rispettivi club di appartenenza, li ho ingaggiati con scelte oculate, razionali che, al momento, sono tutte vincenti”. Identità precisa ed atteggiamento sicuro sono i marchi di fabbrica di un Taranto che indovina le metamorfosi senza sacrificare il dogma tattico: “Le caratteristiche delle mie squadre sono immutate: operare sugli esterni per prediligere un blocco centrale. Il Taranto è l’unica formazione del girone C che non ha incassato più di due gol, la più razionale ed equilibrata. Mandiamo gli avversari sugli esterni per un mio concetto, poiché da quella zona non aggredisci il cuore, la porta: come dice Zeman, gli attaccanti “vanno in bandierina”- ha analizzato mister Capuano- E’ normale che in una partita riceviamo una decina di cross, così subiamo gol dai versanti larghi. A Latina non abbiamo difeso bene: in linea è stato bravo Mastroianni a sovrastare Luciani. Sono allenabili la palla libera, la palla coperta, la postura ed il mantenimento della linea, ma occorre valutare anche l’individualità dell’avversario. Per quel che concerne la fase di possesso, è importante con quanti giocatori si occupino gli spazi: cambiare sistema di gioco dipende dalla lettura, far capire la fase di sacrificio”. Novità è l’introduzione del VAR (Video Assistant Referee), una delibera dei vertici della Lega Pro in previsione proprio degli spareggi: “Sono molto curioso. Il VAR ha debuttato in occasione di Catania-Padova, finale di Coppa Italia: l’ho studiato ed è stato applicato in modo differente rispetto alle gare in massima categoria- ha confidato l’allenatore ionico- La tecnologia è totalmente diversa: gli strumenti sono inferiori, perché non determineranno ogni periodo, ma soltanto alcune situazioni. Nutro grandi dubbi e confido nella competenza dell’arbitro Mattia Caldera e nel quarto ufficiale Michele Del Rio”. La metafora della “giostra dei sogni” allude ad un rinnovato viaggio agonistico che potrebbe regalare traguardi meravigliosi: la tifoseria ha raccolto l’appello ed ha promesso di accomodarsi, appassionata e numerosa, sui gradoni dello Iacovone. “E’ il mio più grande successo, al quale hanno contribuito tanti splendidi ragazzi: pochi hanno vissuto la sofferenza dell’anno scorso e molti sono arrivati a gennaio. Ho sempre creduto nel mio Taranto, sin dal momento in cui l’ho definito come “squadra simpatica”: esistono due aspetti fondamentali- ha sorriso Capuano- In primis, la fase gestionale e di costruzione dell’organico, poi c’è il campo: un grande risultato per il tipo di investimento sul mercato. Non abbiamo pagato alcun cartellino, ma abbiamo venduto e creato plusvalenze. I nostri negoziati sono stati intelligenti, abbiamo sollecitato altri club a contribuire agli ingaggi di determinati giocatori dei quali ero sicuro del rendimento e degli stimoli. Sul campo siamo arrivati secondi in classifica, un miracolo calcistico oltre gli ostacoli: è un gruppo che sarà ricordato, nonostante lo scetticismo iniziale. Abbiamo riconquistato Taranto ed abbiamo esaltato il senso di appartenenza ai colori rossoblu”. Non è un neofita in simili imprese, Ezio Capuano: “A me appartiene la commozione, sentimento vicino all’emozione ma diametralmente opposto. Vivo questa fase con serenità assoluta e valuto esclusivamente l’eccezionalità del percorso agonistico: non avremmo dovuto giocare questa partita, ma adesso siamo costretti a scalare le vette- ha confidato- Non mi permetto di commentare le decisioni dei giudici, sono ignorante, però ascolto le parole dell’avvocato Chiacchio e del presidente Giove e resto un po’ basito. Il Taranto guidato da Ezio Capuano è arrivato secondo in classifica e merita solo applausi, possa piacere o no. Avremmo dovuto essere testa di serie ed invece accettiamo la sentenza. Adesso il nostro pensiero è quello di disputare queste partite e cercare di andare quanto più avanti possibile: comunque andrà, sarà un successo. Non dimenticatelo mai. Nessuna azione, nessun gol, nessun risultato potranno cancellare quest’annata”. “Noi abbiamo subito tre mazzate incredibili: la notizia della penalizzazione è arrivata prima della sfida con la capolista Juve Stabia, successivamente eravamo convinti che ci sarebbero stati restituiti almeno due punti alla vigilia del confronto con l’Avellino. Adesso eravamo fiduciosi, invece non abbiamo ottenuto nulla- ha chiosato- Ho convocato la squadra alle nove di sera di venerdì ed ho comunicato ai giocatori il mio pensiero. Ho spiegato determinate situazioni, cos’è la vita. L’esperienza è tutto ciò che un essere umano trasforma da negativo in positivo, ma è anche convincere un giocatore della bontà del suo operato e della possibilità di migliorarlo. Ho ribadito che giochiamo per Taranto, città che vive nuovamente di pane e pallone grazie a loro”.














