Le parole di mister Capuano al termine della vittoriosa e sofferta gara contro il Giugliano.
L’analisi – La partita era difficilissima, il Giugliano è una squadra forte, venivano da una serie positiva e nelle ultime cinque giornate avevano fatto meglio di tutti, noi avevamo una serie di problematiche, Zonta aveva la febbre, Riggio non c’era, Bifulco non stava bene e l’ho rischiato ma eravamo uno in meno, Matera squalificato. Abbiamo avuto un approccio importante, subito otto calci d’angolo quindi vuol dire che li tenevamo bassi, l’abbiamo vinta in maniera più che meritata. Loro tranne qualche ripartenza quando avevo tolto due incontristi e avevo due palleggiatori in campo, non hanno fatto molto. Con tutte le problematiche non ho mai pensato di non vincerla. L’abbiamo vinta con un gran gol, su una giocata che avevamo studiato guardando il loro modo di difendere, ho chiesto molto di fare quel tipo di giocata su Ferrara, pertanto “chapeau” ai miei ragazzi, siamo una squadra che lotta e non si accontenta mai. Sono contento anche del secondo clean sheet consecutivo, vuol dire che stiamo lavorando bene visto che qualcuno pensava che avremmo risentito della partenza di Antonini.
Bertotto – Il loro allenatore parla di risultato bugiardo, bene se guardo all’andata, dove li abbiamo presi a pallonate, io mi sarei vergognato a vincere quella partita ma dissi chi vince spiega e chi perde sta zitto. Vorrei capire in che modo non avremmo meritato di vincere stasera, ma c’è libertà di pensiero, se ha detto cosi va bene, lo rispetto, è un bravo ragazzo, un bravo allenatore ma ha detto una grande eresia.
Classifica – Siamo davanti a squadre che hanno speso 15/16 milioni. Un volta un Presidente disse che le squadre non si fanno con le figurine, si fanno con i calciatori. E’ una frase che ricordo bene perchè mi è piaciuta. Noi abbiamo preso giocatori con la fame, fuori dal progetto delle loro squadre, in serie C bisogna correre, non serve chi ha la pancia piena. Stiamo avendo ragione e adesso comincio anche io a credere ai playoff.
Scarsa considerazione – Che gli altri non ci considerano non mi interessa, la classifica non mente, i punti ce li siamo sudati e meritati e anzi potevamo averne di più. Noi andiamo avanti per la nostra strada, puntiamo a recuperare gli acciaccati e vediamo, la nostra caratteristica è l’umiltà. Non facciamo voli pindarici ma non dobbiamo porci dei limiti, perchè dovremmo farlo proprio adesso, chi smette di sognare smette di vivere. Giochiamo partita per partita cercando di ottenere il massimo. Abbiamo perso una sola partita nelle ultime 13 partite, complimenti ai miei ragazzi.
Scelte – C’era tanta gente che non stava bene, dovevo fare delle turnazioni avanti. Orlando sicuramente subentrando spacca le partite ma inizialmente ho dovuto fare delle scelte così come a centrocampo. Matera squalificato, Zonta con la febbre, avevamo solo Fiorani e Calvano che non era al massimo. Nelle sostituzioni ho dovuto inserire due palleggiatori, ho avuto coraggio e ci è andata bene.
Kanoute – Quando l’ho preso dicevano che era uno scarto dell’Avellino, che non segnava mai, io conosco chi diceva queste cose, però io non capisco nulla di calcio e l’ho preso.
Ferrara – Antonio un giocatore sprecato per la serie B. Per lui abbiamo rifiutato 250.000 euro perchè per me ne vale 600.000 euro e perchè avevamo dato la parola al popolo tarantino che non avremmo venduto nessuno. Sono andati via Antonini ma si sapeva, Cianci è voluto andar via e l’altro è scappato di notte. L’anno scorso si diceva che non era buono, che era una femminuccia, ora guardate che giocatore è.
Romano – Diciamo che io gli ho allungato il contratto in ritiro perchè era in scadenza. Stravedevo per lui come giocatore ed era fondamentale per il nostro centrocampo a due. Gli volevo bene e gli voglio bene ma è scappato di notte, io ho ricevuto una telefonata dal suo agente la mattina che mi diceva che andava via. Ci ha messo in difficoltà perchè sarei andato a cercare un sostituto più velocemente. Sinceramente stasera l’ho evitato perchè non meritava il mio saluto dopo tutto quello che gli ho dato, come uomo gli voglio bene ma come calciatore non meritava il mio saluto.
Sentirsi amato – Ho una certa età ma sono ancora giovane, sono all’alba e non al tramonto, se io non sentissi questra fase adrenalinica dentro me, non farei tante cose che faccio che non competono ad un allenatore, come aprire il campo o chiuderlo, trascinare il ghiaccio. Lo faccio per il giocattolo che abbiamo costruito, per aver dato lustro e senso di appartenenza a questa gente, per l’amore illimitato che sento in me da parte del popolo tarantino, altrimenti non lo potrei fare, non ci sono soldi o contratti. L’amore è un sentimento importante, ci devi convivere ogni giorno, questa è la mia forza. Poche volte non sono stato amato. Come allenatore posso pure essere scarso ma ho sempre fatto amare la maglia. Se io fossi un tifoso vorrei sempre Capuano, perchè quando vedo un omino così che lotta per me, io lo amerei, illimitatamente.














