Undici giornate sono un campione sufficientemente significativo per cominciare a tracciare un primo bilancio. E, osservando nel dettaglio i numeri del campionato di Eccellenza, il quadro che emerge per il Taranto presenta luci e ombre che non possono essere ignorate. La formazione rossoblù occupa attualmente la quinta posizione con 18 punti, considerando anche la penalizzazione di due punti, ma il dato aritmetico non racconta da solo le difficoltà di una squadra costruita e dichiaratamente ambiziosa, con l’obiettivo di vincere il campionato.
Il Canosa guida la graduatoria con 25 punti, seguito dallo Squinzano a quota 24 e dal Soccer Trani a 22. Il Taurisano è quarto con 21, mentre il Taranto insegue a quota 18, appaiato all’Unione Calcio Bisceglie. Il distacco dalla vetta è quindi di sette punti, che diventano cinque considerando il punteggio virtuale dei rossoblù senza penalizzazione.
Un divario già importante dopo appena undici turni, soprattutto se si considera che le prime quattro squadre hanno dimostrato una maggiore capacità di mantenere un rendimento costante. Il Taranto, invece, ha già lasciato per strada troppi punti per una formazione che punta al primo posto.
Sei vittorie, ma anche tre sconfitte: manca la continuità
Il primo dato da analizzare è quello relativo ai risultati complessivi. In undici partite il Taranto ha ottenuto sei vittorie, due pareggi e tre sconfitte, con una media di 1,64 punti a partita. Un rendimento che, al momento, non è quello di una squadra dominatrice del torneo.
Il confronto con il Canosa è significativo: la capolista ha conquistato otto vittorie, un pareggio e soltanto due sconfitte, totalizzando 25 punti, sette in più rispetto ai rossoblù. Lo Squinzano ha perso una sola volta e pareggiato tre partite, mentre il Soccer Trani, pur avendo incassato tre sconfitte, ha raccolto quattro punti in più del Taranto.
Il problema non è soltanto il numero delle vittorie, ma soprattutto la frequenza delle battute d’arresto. Tre sconfitte in undici giornate significano aver perso quasi una partita ogni tre. Un dato difficilmente compatibile con le ambizioni di una squadra che vuole conquistare il campionato.
Anche i due pareggi rappresentano un elemento di riflessione. In un torneo nel quale le dirette concorrenti viaggiano con medie punti superiori, ogni occasione mancata di conquistare l’intera posta in palio finisce per pesare sulla classifica.
Il rendimento casalingo è da vertice, ma non basta
Se si isolano le partite disputate allo Iacovone, il giudizio cambia sensibilmente. Il Taranto ha giocato cinque incontri casalinghi, conquistando quattro vittorie e un pareggio, senza mai perdere. Undici reti realizzate e appena quattro subite, con una differenza reti di +7 e 13 punti conquistati.
La media è di 2,60 punti a partita: un rendimento da squadra di vertice, che dimostra come davanti al proprio pubblico i rossoblù riescano a esprimere un calcio maggiormente produttivo e a ottenere risultati.
Il dato assume ancora più valore se confrontato con quello delle principali concorrenti. Canosa e Squinzano hanno raccolto rispettivamente 16 e 13 punti in casa, ma il Taranto ha disputato una partita interna in meno rispetto alla capolista. Il Soccer Trani ha ottenuto 13 punti in cinque gare, proprio come i rossoblù.
La squadra tarantina, dunque, non presenta particolari deficit nel rendimento casalingo. Il problema è che il campionato non si vince soltanto allo Iacovone. Per arrivare primi occorre saper conquistare punti anche sui campi delle dirette concorrenti e delle formazioni di seconda fascia.
Trasferte, il vero tallone d’Achille rossoblù
È proprio lontano da Taranto che emergono le maggiori criticità. Sei partite disputate in trasferta, due vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Soltanto sette punti conquistati, nove reti realizzate e dieci subite, con una differenza reti negativa di -1.
La media è di appena 1,17 punti a partita, meno della metà rispetto al rendimento casalingo.
Il confronto con le prime della classe è impietoso. Il Canosa ha raccolto nove punti in cinque trasferte, lo Squinzano undici in sei, mentre il Soccer Trani ne ha conquistati nove in sei gare. Il Taurisano, pur mostrando qualche difficoltà lontano dal proprio pubblico, ha comunque ottenuto otto punti.
Ancora più significativo è il confronto con l’Unione Calcio Bisceglie, che ha conquistato undici punti in cinque trasferte, senza subire sconfitte. Anche il Brilla Campi, con nove punti in cinque partite esterne, ha fatto meglio del Taranto.
Il dato più preoccupante è rappresentato dalle tre sconfitte esterne. Il Taranto ha perso la metà delle gare disputate lontano dallo Iacovone: una percentuale del 50%. Per una squadra che punta al titolo, è un limite strutturale da correggere rapidamente.
Non basta essere competitivi in casa se poi, fuori, si torna frequentemente a mani vuote. La differenza tra una formazione che lotta per le prime posizioni e una che riesce a vincere il campionato passa proprio dalla capacità di gestire le difficoltà delle trasferte.
Attacco: venti gol non sono pochi, ma il Taranto è dietro alle prime
Il reparto offensivo rossoblù ha prodotto venti reti in undici giornate, con una media di 1,82 gol a partita. Un bottino discreto, ma non sufficiente per primeggiare nella graduatoria delle migliori offensive.
Il Canosa ha segnato 25 reti, il Soccer Trani 22 e lo Squinzano 21. Anche la Polimnia, che occupa la nona posizione con 15 punti, ha realizzato 22 gol, due in più del Taranto.
La differenza rispetto alla capolista è di cinque reti, mentre il Soccer Trani ne ha realizzate due in più. Non si tratta di un divario enorme, ma è un indicatore che merita attenzione.
Il dato offensivo del Taranto presenta anche una distribuzione particolare: undici gol in casa e nove in trasferta. La produzione lontano dallo Iacovone non è crollata, ma non è stata accompagnata dalla necessaria solidità difensiva e dalla capacità di trasformare le occasioni in risultati positivi.
La squadra deve quindi migliorare non soltanto nella finalizzazione, ma anche nella capacità di gestire le partite quando non riesce a trovare immediatamente la via del gol.
Difesa: quattordici reti subite, un dato da migliorare
Se l’attacco presenta margini di crescita, la fase difensiva è un altro aspetto che richiede un intervento. Il Taranto ha incassato quattordici reti in undici giornate, con una media di 1,27 gol subiti a partita.
Un dato sensibilmente peggiore rispetto a quello del Canosa, che ha subito soltanto otto reti, e del Brilla Campi, anch’esso a quota otto. Lo Squinzano ne ha incassate undici, il Soccer Trani dodici e il Taurisano dodici.
Il Taranto ha quindi la quinta difesa tra le prime cinque squadre della graduatoria, ma con un numero di gol subiti superiore a tutte le dirette concorrenti che lo precedono.
Il problema si accentua nelle partite esterne: dieci reti incassate in sei incontri, contro le quattro subite nelle cinque gare casalinghe. Significa che oltre il 71% dei gol complessivamente incassati è arrivato lontano dallo Iacovone.
La differenza reti complessiva è di +6, contro il +17 del Canosa, il +10 di Squinzano e Soccer Trani. Un divario che evidenzia come i rossoblù debbano trovare maggiore equilibrio tra i reparti.
Per una formazione che ambisce alla promozione, non è sufficiente segnare con una certa regolarità: occorre soprattutto limitare gli errori, mantenere compattezza e imparare a gestire i momenti complicati delle partite.
Il confronto con le concorrenti: il Taranto deve recuperare terreno in ogni reparto
Analizzando i numeri delle prime cinque squadre, emerge una fotografia piuttosto chiara. Il Taranto è inferiore alla capolista in tutte le principali voci statistiche: punti, vittorie, reti realizzate, reti subite e differenza reti.
Rispetto al Canosa, i rossoblù hanno sette punti in meno, due vittorie in meno, cinque gol realizzati in meno e sei reti subite in più. Il divario nella differenza reti è ancora più evidente: +6 contro +17.
Anche lo Squinzano presenta numeri migliori: sei punti di vantaggio, una sconfitta in meno, un gol realizzato in più e tre reti subite in meno. Il Soccer Trani ha quattro punti in più, due gol segnati in più e due subiti in meno.
Persino il Taurisano, che ha realizzato soltanto tredici reti, si trova davanti al Taranto con tre punti di vantaggio. Questo dimostra che non è soltanto una questione di prolificità offensiva: la capacità di portare a casa risultati e limitare le sconfitte rappresenta un fattore determinante.
Il Taranto, inoltre, ha una differenza reti di +6, mentre le prime tre hanno valori compresi tra +10 e +17. Un altro elemento che fotografa la distanza attuale rispetto alle squadre che occupano il podio.
Cosa serve per vincere il campionato
La fotografia statistica dopo undici giornate consegna un messaggio inequivocabile: il Taranto ha ancora tutte le possibilità di rientrare nella corsa al primo posto, ma deve necessariamente alzare il proprio livello di rendimento.
Il primo obiettivo deve essere quello di migliorare il rendimento esterno. Passare dagli attuali sette punti a una media di almeno due punti a partita significherebbe cambiare radicalmente il passo della squadra. Non perdere determinate gare, soprattutto contro avversarie dirette, potrebbe avere un valore persino superiore alla conquista di una vittoria in più contro formazioni della parte bassa della classifica.
Il secondo intervento riguarda la fase difensiva. Subire quattordici reti in undici giornate è un dato che una pretendente al titolo deve cercare di ridurre. Il riferimento deve essere quello del Canosa, che ha concesso appena otto gol. Non necessariamente occorre raggiungere immediatamente quella soglia, ma bisogna avvicinarsi a standard di maggiore affidabilità.
Anche il reparto offensivo deve crescere. Venti reti sono un bottino rispettabile, ma per competere con le migliori occorre aumentare la produzione e, soprattutto, trovare maggiore continuità realizzativa. L’obiettivo deve essere quello di trasformare il potenziale offensivo in punti concreti.
Infine, c’è la questione della continuità mentale e agonistica. Una squadra costruita per vincere non può permettersi di alternare prestazioni convincenti a sconfitte che compromettono il percorso. Servono personalità, concentrazione e capacità di affrontare ogni partita con lo stesso livello di determinazione, indipendentemente dall’avversario e dal campo.
Il verdetto dei numeri: il Taranto è competitivo, ma non ancora da primato
Il bilancio dopo undici giornate non può essere considerato soddisfacente rispetto alle ambizioni dichiarate. Il rendimento casalingo è positivo e dimostra che la squadra dispone delle qualità per competere ai vertici, ma il percorso esterno e il numero delle sconfitte rappresentano deficit troppo evidenti per essere trascurati.
La penalizzazione di due punti costituisce un ulteriore ostacolo, ma non può diventare l’unica spiegazione dell’attuale distanza dalla vetta. Anche senza quella penalità, infatti, il Taranto sarebbe quinto, a cinque lunghezze dal Canosa.
La strada per recuperare è ancora percorribile, ma il margine di errore si sta assottigliando. Se l’obiettivo è davvero vincere il campionato, non basta più guardare alla classifica e confidare nel potenziale della rosa: occorre dimostrarlo sul campo, soprattutto lontano dallo Iacovone.
I numeri non emettono sentenze definitive, ma indicano con precisione dove intervenire. E, oggi, il Taranto ha un problema ben identificabile: deve imparare a essere la stessa squadra anche in trasferta. Perché i campionati si vincono con le vittorie in casa, ma soprattutto evitando di perdere punti dove le concorrenti riescono a conquistarli.















