In questi giorni di assoluto silenzio, relativamente alle vicende calcistiche, in quanto la situazione epidemiologica da Coronavirus risulta, per ovvie ragioni, occupare le pagine dell’informazione pubblica, si parla anche, seppur sommessamente, del Taranto calcio.
Premesso che è doveroso esprimere la massima solidarietà e, soprattutto, vicinanza al presidente Giove per l’ennesimo inqualificabile episodio compiuto da mano scellerata, su cui non è neanche opportuno soffermarsi.
Nel contempo, in questi giorni di incertezza nella vita quotidiana, si inizia a tentare di leggere il futuro, argomentando sugli scenari possibili che si apriranno a partire dal prossimo 30 giugno, termine improrogabile, nonché ufficiale, di chiusura della stagione sportiva 2019/20.
Da più parti si ipotizza, in riferimento al collegamento sulle ipotetiche vicende societarie (effettiva volontà o meno di cedere la società da parte del patron, eventuale subentro di gruppi o soggetti interessati da investire nella città di Taranto e quindi alla acquisizione e gestione del club rossoblu), di avvio per un progetto “giovane”, teso alla valorizzazione di under e quindi nell’impostazione di una squadra “green”, come si definiscono dette formazioni, impostate , oltre all’età, sulla voglia di emergere dando sempre il massimo, in ottica dello sviluppo del progetto tecnico.
E’ ovvio che, quando si parla di squadra giovane, impostata su under di qualità, tutti sono d’accordo sulla linea per un futuro migliore, (d’ampio raggio), ma spesso si equivoca, sul termine “giovani”.
Una squadra formata al’insegna della gioventù, non vuol dire:
1) rinunciare ad ambizioni, più o meno celate e dichiarate, improntate al successo;
2) schierare un “undici” impostato tutto sugli under, quindi nella speranza di un campionato di transizione, anonimo, di metà classifica, evitando la pericolosa lotteria dei play out.
Nel corso della nostra trasmissione Tifo Web, un autorevole portavoce della dirigenza, ha ribadito il pensiero del numero uno del club di Piazzale Bestat, ovvero l’Addetto stampa Sandro Corbascio, ha confermato che l’orientamento della compagine rossoblu sarebbe quella della linea giovane, con il classico mix di over, tale da garantire un campionato competitivo, con obbiettivo di successo finale, magari articolato in un nuovo progetto tecnico, già tentato di avviarlo la scorsa estate e, naufragato, per le note vicende più volte analizzate e motivi di forum e fiumi di parole.
Il problema di fondo, quindi, non sarebbe l’adozione di questa nuova strada, eventualmente, da percorrere, ma quella di impostare una mentalità, più che nuova diversa, all’ambiente ionico e rossoblu in particolare, ad iniziare dalla tifoseria che merita chiarezza, nel momento in cui non si pronunciano tre magiche parole “vittoria del campionato” e non si esprime il concetto “promozione in serie C, con largo anticipo”, in stile di quelle conquistate, in passato, da realtà corrispondenti ai nomi, altisonanti, di Parma, Venezia, Bari, Cesena, Avellino, club che dopo essersi cosparsi il capo di cenere (ripartendo dalla serie D) con una serie di sinergie (nuove e ritrovate) hanno avuto subito, forza, coraggio ed anche un pizzico d’incoscienza, tali da rientrare subito nel calcio che conta, sia pure con alterne fortune.
Ed allora va bene l’impostazione societaria, a patto della limpidezza della programmazione, resa pubblica, esaustiva all’intero ambiente, perché, successivamente, non si incorrano in equivoci, a volte scaturenti per giustificare o montare alibi per comportamenti assunti e manifestanti l’amarezza, rabbia, rassegnazione, disaffezione (mascherata o meno), dovuta ad una serie di avvenimenti che da 27 anni ci tengono lontani dal calcio professionistico, e , da almeno 20 anni a questa parte, hanno fatto sì che più di una generazione (forse, addirittura, due) si sia allontanata dalla passione calcistica di cui i cuori rossoblu sono pieni, per caratteristica intrinseca ed innata.
Attendiamo, in questo duro momento, il possibile ritorno alla normalità e alla quotidianità che sarà certificata, anche, dalla ripresa dei campionati ed, in particolare per noi, quello di serie D.
La Redazione













