di Maurizio Corvino
Una doccia fredda che lascia spazio a numerosi interrogativi. Il no di Palazzo di Città al progetto di partenariato pubblico-privato da quasi 82 milioni di euro presentato dal gruppo Ladisa ha scosso Taranto. L’istruttoria tecnica del Comune ha evidenziato criticità tali da non riconoscere l’interesse pubblico della proposta per “L’Edicola Village”, il polo multifunzionale che avrebbe dovuto trasformare l’area dello stadio Iacovone e degli impianti limitrofi.
La reazione di Sebastiano Ladisa è stata improntata al rispetto istituzionale: rammarico per la mancata realizzazione dell’iniziativa a Taranto, rispetto per le decisioni dell’Amministrazione comunale e conferma della volontà di trasferire l’investimento verso un’altra località.
C’è, però, un aspetto che continua ad alimentare dubbi e preoccupazioni tra i tifosi rossoblù: nella comunicazione del gruppo imprenditoriale non è stato annunciato alcun disimpegno dalla S.S. Taranto Calcio. Nessuna dichiarazione di addio al club, né una presa di distanza dal progetto sportivo.
Il futuro del Taranto resta un interrogativo
Il nodo è rappresentato dal rapporto tra l’investimento immobiliare e lo sviluppo della società calcistica. Il progetto “L’Edicola Village” puntava a integrare funzioni sportive, commerciali e ricreative, con l’obiettivo di valorizzare un’area strategica della città e creare nuove opportunità economiche.
Quanto fosse strettamente legato il piano di sviluppo delle infrastrutture alla programmazione del Taranto Calcio è una delle questioni ancora da chiarire. La bocciatura della proposta, tuttavia, non equivale automaticamente a un disimpegno della proprietà dalla società sportiva.
La domanda che circola tra i sostenitori ionici è inevitabile: la famiglia Ladisa continuerà a garantire il proprio sostegno al Taranto per perseguire gli obiettivi sportivi prefissati oppure il mancato via libera al progetto avrà conseguenze anche sulle prospettive del club?
Al momento, senza dichiarazioni esplicite della proprietà in questo senso, ogni ipotesi resta una domanda aperta. La tifoseria e la città hanno però bisogno di certezze, soprattutto in una fase in cui il futuro sportivo del Taranto si intreccia con questioni infrastrutturali ed economiche di grande rilevanza.
Tre domande al sindaco Piero Bitetti
Per fare chiarezza sulla vicenda, rivolgiamo tre domande al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, chiamato a spiegare le ragioni della decisione e le prospettive che si aprono dopo lo stop al progetto privato.
1. Quali sono i motivi tecnici che hanno portato al no?
Quali sono le criticità ritenute decisive dall’Amministrazione comunale per negare l’interesse pubblico a un progetto da quasi 82 milioni di euro, che avrebbe messo insieme riqualificazione urbana, attività commerciali, impianti sportivi e possibili ricadute occupazionali? Il diniego rappresenta una conclusione definitiva oppure esistono margini per rivedere e rimodulare la proposta, nel rispetto dell’interesse pubblico?
2. Sono state valutate le possibili conseguenze per la S.S. Taranto Calcio?
Il Comune ha preso in considerazione le eventuali ripercussioni che la mancata realizzazione di “L’Edicola Village” potrebbe avere, direttamente o indirettamente, sulla programmazione della società rossoblù? Pur non avendo annunciato un disimpegno dal club, la proprietà aveva presentato un progetto che puntava anche alla valorizzazione dell’area sportiva. Quali prospettive possono aprirsi ora per la sostenibilità economica e per lo sviluppo futuro del Taranto?
3. Quale sarà il futuro dello Iacovone e degli altri impianti comunali?
Con lo stop alla proposta del gruppo Ladisa, quale strategia intende adottare l’Amministrazione per garantire la gestione, la valorizzazione e la sostenibilità economica dello stadio Iacovone e delle altre strutture coinvolte? In vista dei Giochi del Mediterraneo e degli interventi che interessano l’impiantistica cittadina, si punta a individuare un nuovo partner privato, a modificare il progetto originario oppure a seguire un percorso differente? E come si intende evitare che i costi di gestione e manutenzione ricadano eccessivamente sulle casse comunali?
Taranto attende chiarezza
La vicenda non riguarda soltanto un progetto immobiliare, per quanto ambizioso e rilevante sul piano economico. Chiama in causa il futuro di un’area strategica della città, la gestione di beni pubblici, le prospettive dello stadio Iacovone e le aspettative di una tifoseria che guarda alla crescita del Taranto come a una priorità.
L’Amministrazione comunale ha sostenuto che la valutazione riguarda la proposta presentata e non rappresenta una chiusura verso ogni possibile iniziativa privata. Resta ora da capire quali soluzioni potranno essere individuate e se esisteranno le condizioni per un nuovo confronto.
Il punto centrale è distinguere le certezze dai timori: il progetto “L’Edicola Village” ha ricevuto una valutazione negativa nella fase istruttoria, mentre non è stato annunciato ufficialmente un addio dei Ladisa al Taranto Calcio. Tra questi due elementi si apre una fase che richiede trasparenza, risposte e una prospettiva concreta per il futuro sportivo e infrastrutturale della città.















