È alta l’attesa a Taranto per l’incontro odierno con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Berutti Bergotto, che ha mantenuto l’impegno assunto con le organizzazioni sindacali e ha deciso di tornare a confrontarsi con le rappresentanze dei lavoratori in una fase particolarmente delicata per il territorio ionico.
Un appuntamento che arriva mentre la città si trova nuovamente a fare i conti con le proprie emergenze industriali e occupazionali. La vertenza Ilva e il rischio di nuovi licenziamenti collettivi rischiano infatti di riportare prepotentemente al centro dell’attenzione una crisi strutturale che, dopo la parentesi rappresentata dai Giochi del Mediterraneo, torna a mostrare tutte le sue conseguenze.
La grande vetrina internazionale dell’evento sportivo non può, secondo la Cisl Fp Taranto Brindisi, far dimenticare le difficoltà di un territorio alle prese con un processo di deindustrializzazione che coinvolge ormai diversi settori strategici.
Ed è proprio all’interno di questo scenario che il sindacato chiede al Ministero della Difesa un’attenzione diversa e più incisiva nei confronti di Taranto, città che negli anni ha dato moltissimo alla Marina Militare, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo economico e sociale del territorio.
Gli insediamenti della Difesa in sofferenza
La situazione degli insediamenti della Difesa nel territorio ionico, secondo la Cisl Fp, continua a essere seriamente compromessa. Le criticità non riguardano soltanto le infrastrutture e i livelli occupazionali, ma anche la disponibilità delle risorse necessarie a garantire la continuità dei servizi e delle lavorazioni.
Una condizione che rischia di produrre conseguenze non soltanto all’interno delle strutture della Marina, ma anche sull’intero sistema economico collegato alla presenza della Difesa a Taranto. Per il sindacato, infatti, il progressivo impoverimento delle professionalità e delle attività rischia di indebolire un patrimonio costruito nel corso di decenni.
Il confronto con il vertice della Marina assume quindi un valore particolarmente significativo.
«Il confronto odierno con il Capo di Stato Maggiore segna un crocevia per Taranto – dichiara Umberto Renna, Segretario territoriale della Cisl Fp Taranto Brindisi –. Lanciamo un appello a tutte le istituzioni locali e nazionali per un rilancio industriale che non sia di facciata».
Il nodo del personale civile
Uno dei temi centrali dell’incontro sarà quello del personale civile della Difesa. Per la Cisl Fp si tratta di una componente fondamentale per garantire l’efficienza della Forza Armata e il funzionamento delle strutture operative.
Il problema, però, è rappresentato da un organico progressivamente ridotto e da un’età media sempre più elevata, determinata anche dall’assenza di un adeguato ricambio generazionale.
«L’efficienza della Forza Armata nel Mediterraneo dipende dal personale civile, un patrimonio inestimabile oggi decimato dai mancati ricambi e da un’età media troppo avanzata – sottolinea Renna –. Senza un intervento immediato si fermerà la flotta».
Un allarme che il sindacato intende portare direttamente al tavolo con i vertici della Marina e del Ministero della Difesa.
La richiesta: 30 mila dipendenti civili
Da Taranto la Cisl Fp intende rilanciare con maggiore forza la richiesta di arrivare a 30.000 dipendenti civili nella Difesa, dando contestualmente voce ai lavoratori civili nel percorso di riforma delle Forze Armate.
Per il sindacato non si tratta soltanto di una rivendicazione occupazionale. Il rafforzamento degli organici viene considerato una condizione necessaria per garantire continuità, efficienza e capacità operativa alla Difesa.
In questa prospettiva assume particolare importanza il ricambio generazionale, attraverso l’utilizzo delle graduatorie esistenti e l’indizione di nuovi concorsi.
Assunzioni, lavorazioni in house e investimenti
La Cisl Fp chiede un piano immediato di assunzioni, utilizzando lo scorrimento delle graduatorie e procedendo con nuovi concorsi.
Ma la questione occupazionale, secondo il sindacato, deve essere accompagnata da una precisa strategia industriale. Al centro delle richieste c’è infatti anche il mantenimento in house delle manutenzioni e delle lavorazioni, con il coinvolgimento e il supporto dell’indotto industriale locale.
Una scelta che dovrebbe essere accompagnata da investimenti strutturali mirati sulle officine e sui bacini di carenaggio, strutture considerate strategiche per conservare a Taranto competenze, professionalità e capacità produttive.
L’obiettivo è evitare che attività e lavorazioni possano progressivamente essere trasferite altrove, impoverendo ulteriormente il tessuto produttivo della città.
Un Tavolo Permanente per verificare gli impegni
Tra le proposte avanzate dalla Cisl Fp figura infine l’istituzione di un Tavolo Permanente con il Comando Interregionale Marittimo Sud.
L’idea è quella di creare un osservatorio continuo capace di monitorare concretamente l’avanzamento degli impegni assunti, verificando tempi, interventi e risultati.
Una richiesta che nasce dalla necessità di superare la logica degli interventi occasionali e delle promesse non accompagnate da una programmazione di lungo periodo.
Dopo i Giochi, Taranto chiede un futuro industriale
La sfida, dunque, va oltre il singolo incontro. Taranto arriva a questo appuntamento dopo aver vissuto la grande esperienza dei Giochi del Mediterraneo, ma con il peso di una crisi industriale che continua a rappresentare una delle principali emergenze della città.
Per la Cisl Fp, la presenza della Marina Militare deve tornare a essere considerata una risorsa strategica da valorizzare attraverso investimenti, occupazione e programmazione.
«I lavoratori civili tarantini hanno dato tantissimo alla Difesa: ora servono risposte concrete e una programmazione industriale per trasformare questa eccellenza in un futuro solido per l’intera comunità jonica», conclude Renna.
Il confronto con l’Ammiraglio Berutti Bergotto rappresenta quindi un passaggio importante. Sul tavolo ci sono il futuro degli organici, la tenuta delle lavorazioni, gli investimenti sulle infrastrutture e il ruolo che Taranto dovrà continuare a svolgere all’interno del sistema della Difesa.
La richiesta del sindacato è chiara: alla città non bastano più riconoscimenti e dichiarazioni di principio. Servono risorse, assunzioni e una strategia industriale capace di garantire continuità al patrimonio professionale costruito in decenni di lavoro.














