«La libertà è come l’aria». Le parole pronunciate da Piero Calamandrei nel 1955 davanti a una platea di studenti diventano il filo conduttore della quarta edizione del Taras Teatro Festival – Scena antica e visioni contemporanee, in programma a Taranto dal 12 settembre al 16 ottobre. Un festival che guarda al mito, alla memoria e alla contemporaneità per interrogarsi sul significato della libertà e sul rapporto tra individuo, comunità e territorio.
Un’edizione che punta a confermare il percorso intrapreso negli ultimi anni, attraverso un programma capace di coniugare i grandi classici con la drammaturgia contemporanea e di offrire spazio tanto agli interpreti affermati quanto alle nuove generazioni. «Rispondiamo con un’etica e un’anima al desiderio di cultura di una città e di una regione», sottolinea il direttore artistico Massimo Cimaglia, presentando una rassegna che ambisce non soltanto a portare spettacoli a Taranto, ma a trasformare la città in un luogo di produzione e partecipazione culturale.
La libertà attraverso il mito
Il tema della libertà attraversa l’intero cartellone. È la libertà di raccontare la verità di Anna Politkovskaja, giornalista russa assassinata per il suo impegno civile, che sarà al centro di Donna non rieducabile di Stefano Massini, interpretato da Ottavia Piccolo il 16 ottobre al Teatro Fusco.
È la libertà di Antigone di opporsi al potere, protagonista della prima nazionale di Antigone atto terzo, firmata da Valeria Cimaglia e diretta da Massimo Cimaglia. Ed è ancora la libertà di ridere del potere attraverso Aristofane, nella rilettura affidata a una giovane compagnia sotto la supervisione artistica di Antonio Calenda.
Il mito viene inoltre affrontato con ironia dal Collettivo VAN, che in Odisseo Superstar. L’eroe di cui nessuno ha bisogno ribalta la figura dell’eroe omerico attraverso uno sguardo contemporaneo e dissacrante.
Prometeo e la memoria industriale di Taranto
Il rapporto tra mito e identità assume una dimensione ancora più profonda in Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata, prima nazionale in programma il 24 e 25 settembre al TaTÀ.
Lo spettacolo, scritto e diretto dal regista tedesco Joscha Zmarzlik per Opera To-Go, intreccia il mito di Prometeo con la storia industriale della città. La memoria dell’Italsider, il desiderio di riscatto e il rapporto tra una comunità e il proprio territorio diventano materia teatrale attraverso una produzione internazionale nella quale trovano spazio anche le musiche di Luigi Nono.
A interpretarle sarà la soprano greca Niki Lada, accompagnata da un coro composto da cittadini tarantini. Una scelta che rende la comunità parte integrante dello spettacolo e trasforma la memoria collettiva in una vera esperienza scenica.
Dieci spettacoli, cinque prime nazionali
Il programma della quarta edizione propone complessivamente dieci spettacoli per tredici recite, con cinque prime nazionali, produzioni originali e compagnie italiane e internazionali.
Il viaggio comincerà il 12 e 13 settembre al TaTÀ con Antigone atto terzo, produzione Crest. Tre epoche storiche si confrontano attraverso una domanda sempre attuale: quanto siamo disposti a rischiare per scegliere, disobbedire e assumerci la responsabilità delle nostre azioni?
Il 19 settembre il mito uscirà dagli spazi teatrali per attraversare il centro di Taranto. Una parata sui trampoli partirà da piazza Immacolata per raggiungere piazza della Vittoria e introdurrà nel chiostro del MuDi la prima nazionale di Titani e Giganti, di Simone Bevilacqua, del Gruppo della Creta.
Anna Ferruzzo torna nella sua città
Il 20 settembre sarà una giornata particolarmente significativa per Taranto. Sul palco del TaTÀ tornerà infatti Anna Ferruzzo, attrice tarantina che proprio in città ha iniziato il proprio percorso artistico con la compagnia Crest.
Insieme a Massimo Wertmüller, Ferruzzo porterà in scena Omero, Iliade, adattamento del testo di Alessandro Baricco. Un appuntamento nel quale mito, memoria e identità personale si intrecciano con il rapporto tra un’artista e la propria città.
Il 24 e 25 settembre, sempre al TaTÀ, sarà quindi la volta di Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata.
Da Omero ad Archimede
Il programma proseguirà il 26 settembre al chiostro del MuDi con Paolo Panaro, protagonista di Ritorno a Itaca da Omero, prodotto dalla Compagnia Diaghilev.
Il 3 ottobre, al TaTÀ, Gianluigi Tosto proporrà invece la propria Odissea, mentre il 4 ottobre, al Teatro Fusco, Mario Incudine interpreterà Archimede. La solitudine di un genio, scritto da Costanza DiQuattro e diretto da Alessio Pizzech.
Un percorso che continua a utilizzare il teatro classico non come semplice celebrazione del passato, ma come materia viva, capace di parlare al presente e di porre interrogativi ancora attuali.
Largo ai giovani
Una particolare attenzione sarà riservata anche quest’anno alle nuove generazioni di artisti, già protagoniste delle precedenti edizioni del festival.
Il 7 ottobre, al TaTÀ, il gruppo di Pluto, tra le rivelazioni dello scorso anno, tornerà in scena con la prima nazionale di Aristofane nostro contemporaneo, scritto da Valeria Chimenti e diretto da Alessandro Di Murro, con la supervisione artistica di Antonio Calenda.
Il 10 e 11 ottobre toccherà invece al Collettivo VAN, con Odisseo Superstar. L’eroe di cui nessuno ha bisogno, spettacolo che affronta uno dei miti più celebri dell’antichità attraverso ironia e intelligenza.
Ottavia Piccolo chiude il festival
A chiudere la rassegna, il 16 ottobre al Teatro Fusco, sarà Ottavia Piccolo con Donna non rieducabile.
Per l’attrice si tratta di un ritorno a Taranto dopo oltre vent’anni. Lo spettacolo dedicato ad Anna Politkovskaja assume così il valore di un forte momento di teatro civile e riporta al centro il tema della libertà di parola, della possibilità di raccontare la verità e del diritto di dissentire.
Un finale che torna idealmente alle parole di Calamandrei e al tema scelto per l’intera manifestazione: una libertà indispensabile quanto l’aria.
Il Premio Taras Teatro Festival e le iniziative collaterali
Anche quest’anno sarà assegnato a una personalità del mondo del teatro e della cultura il Premio Taras Teatro Festival, prestigioso manufatto realizzato dal noto ceramista grottagliese Cosimo Vestita.
Il programma sarà inoltre arricchito da numerosi appuntamenti collaterali. Il 6 ottobre, al MArTA, è prevista la presentazione del libro Un cuore greco di Marina Valensise, con Antonio Calenda e una lettura scenica del Gruppo della Creta.
L’11 ottobre il Collettivo VAN sarà protagonista di un flashmob al MArTA, mentre il 16 ottobre, nel foyer del Teatro Fusco, sarà presentato Anna Politkovskaja reporter per amore di Lucia Tilde Ingrosso, con la partecipazione di Ottavia Piccolo.
Per tutta la durata del festival, al TaTÀ sarà inoltre possibile visitare la mostra “Visioni in movimento” di Francesca Ruggiero.
Teatro e formazione del pubblico
Il Taras Teatro Festival punta anche sulla formazione del pubblico. Gli studenti delle scuole di Taranto incontreranno gli artisti delle compagnie ospiti e la drammaturga Barbara Gizzi, che presenterà il proprio testo dedicato all’Atleta di Taranto, recentemente rappresentato al MArTA in occasione dei Giochi del Mediterraneo.
Un progetto che guarda soprattutto ai giovani e che prosegue attraverso una campagna social di avvicinamento al teatro. Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità economica: per gli under 25 il biglietto è fissato a 5 euro nelle tre sedi della manifestazione.
Abbonamenti e biglietti
Per assistere ai dieci spettacoli è previsto un abbonamento al costo di 120 euro, con posto in platea al Teatro Fusco. Disponibile anche un miniabbonamento a cinque spettacoli a scelta, al costo di 60 euro, sempre con posto in platea al Fusco.
I biglietti singoli costano 20 euro in platea e 15 euro in galleria al Teatro Fusco, mentre il prezzo è di 15 euro per gli spettacoli all’Auditorium TaTÀ e al chiostro del MuDi. Per i giovani under 25 il costo è di 5 euro.
I biglietti sono disponibili presso il botteghino del TaTÀ, aperto dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, e attraverso il circuito Vivaticket.
Una rete per la cultura
Il Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC attraverso il FNSV, della Regione Puglia con risorse del Fondo di rotazione POC 2021-2027 e del Comune di Taranto, oltre al contributo degli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi Consulenze Assicurative, EDTS – European Digital Theatre Studio e Confapi Taranto.
Il festival ringrazia inoltre il mecenate Banca Patrimoni Sella attraverso ArtBonus.
La manifestazione gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto, della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, della Fondazione INDA e dell’ISAMG – Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia.
Il Taras Teatro Festival torna così a proporre Taranto come città capace di interrogare il proprio passato attraverso il linguaggio del teatro e, allo stesso tempo, di guardare al futuro. Mito e contemporaneità, libertà e potere, memoria e futuro: è lungo queste direttrici che il festival costruisce la propria identità, provando a fare della cultura non soltanto uno spettacolo da vedere, ma uno spazio nel quale una comunità possa riconoscersi e discutere del proprio futuro.














