Nonostante l’emergenza legata alla pandemia, il Taranto è sempre al centro dei pensieri di tifosi (veri, falsi o presunti che siano), addetti ai lavori e protagonisti interessati alle sorti del calcio tarantino. La girandola dei nomi che ogni giorno si accomodano sulla panchina rossoblu diventa sempre più vorticosa, tanto che la lista sta divenendo sempre più lunga con nomi tra i più disparati tra possibili e impossibili. Stessa sorte riguarda anche il ruolo del direttore sportivo il cui nodo sarà probabilmente il primo ad essere sciolto.
La realtà dei fatti è che la società ben sta facendo a stare in silenzio. Questo certamente alimenta l’ansia di sapere qual è il futuro che spetta ai colori rossoblu, in particolare da parte di molti media che vogliono arrivare per primo sul nome di chi sarà il fortunato. Tra direttori sportivi e allenatori ormai si è scatenato un vero e proprio casting, che però non è lo specchio della verità. La dirigenza ionica ha ben chiare le idee sul futuro e su quali profili puntare, ma non può assolutamente emettere il verdetto definitivo per ragioni tutto sommato ovvie.
Tutto questo è stato scatenato dalle recenti dichiarazioni di Massimo Giove rilasciate alla stampa, dove ha annunciato che Panarelli e De Santis, rispettivamente attuali allenatore e direttore sportivo non saranno riconfermati. Il patron ionico ha voluto mettere fine ai tanti interrogativi sulle eventuali riconferme dei due collaboratori che portavano ogni giorno ad una serie disparata di dicerie e pettegolezzi, divenuti a conti fatti piuttosto insopportabili.
Sta di fatto che Panarelli e De Santis non sono stati “licenziati”, ma semplicemente non confermati. Quindi dire già oggi chi saranno i prossimi a prendere i loro rispettivi ruoli sembra prematuro, anche perché non si conosce quello che sarà il futuro del calcio. Di conseguenza non si sa se il Taranto, come sembra, resterà in Serie D, se potrà essere addirittura ripescato in un ipotetico quarto girone di Serie C o farà parte di una possibile C2 che andrebbe ripristinata. Tutto questo è avveniristico, ma corrisponde alla situazione attuale. C’è incertezza quindi non si possono fare passi azzardati.
Sta di fatto che il futuro del Taranto in questo momento è solo nella testa del presidente Giove e del suo consulente Galigani, che nonostante varie voci di disturbo, nutrono un rapporto sereno, solido e di stima reciproca. Voci smentite non solo seccamente, ma anche con senso di fastidio proprio per la non veridicità del pettegolezzo. A tutto questo addirittura, si aggiungono voci sui cambi interni circa eventuali collaboratori societari, con il presidente che certamente punterà su persone di stretta fiducia già all’interno del proprio organico qualora decida di non confermare qualcuno.
La lista dei nomi nel contempo si arricchisce sempre di più. Se per il ruolo di direttore sportivo la nostra testata ha più volte insistito a ragion veduta sul nome di De Liguori, con ricorsa di smentita per il gioco delle parti, sulla rete si spazia costantemente su altri nominativi come l’ex Cerignola Degli Esposti, l’ex rossoblu Evangelisti, i giovani Amodio del Sorrento e Mangone del Gravina e l’ex Fidelis Andria Torma. Questo è solo l’inizio perché nei prossimi giorni la lista è destinata a divenire sempre più lunga. La nostra trasmissione Tifo Web ha però rimarcato la forte stima della piazza nei confronti di Danilo Pagni, che a quanto ci risulta starebbe per accasarsi altrove. A tal proposito abbiamo notato con piacere che chi ci reputa non importanti e degni di nessuna stima e considerazione sia rimasto ancorato vicino al video a seguirci dal primo all’ultimo minuto.
Per il nome di allenatore, noi abbiamo lanciato il nome di Cazzarò, ma si è ben consci che resta un’ipotesi azzardata, perché non può essere scelto il tecnico se prima non verrà sciolto il nodo relativo al direttore sportivo. Ad ogni modo, nel pieno rispetto di tutti i colleghi che giustamente e doverosamente compiono il proprio mestiere, la lista è divenuta praticamente infinita. Da Taurino a Campana, da Bitetto a Giacomarro, si è spaziati anche tra Feola ed un eventuale ritorno a conti fatti impossibile di Nicola Ragno. Con Rigoli, Calabro e Dionigi sempre in lista. In tutto questo marasma, sono spuntati due nomi inaspettati come Zichella e Lillo Catalano che la dirigenza ionica dice di non conoscere. Anche qui siamo convinti che la lista è destinata ad allungarsi, ma questo dimostra quanto sia ambita la panchina di una squadra che a prescindere dalla categoria ha sempre il suo fascino.
Proprio a questo fascino riserviamo la conclusione finale. Vorremmo capire come mai visto il rincorrersi di tanti pettegolezzi che narrano di una gestione disastrosa da parte del presidente Giove, nonché di un fallimento all’orizzonte che stando a quanto detto dai ben informati doveva avvenire già nell’ottobre del 2018, tanti fanno la corsa per avere un posto al sole all’interno di questa squadra?
E’ risaputo che se il dollaro non circola, calciatori, allenatori, direttori e procuratori stentano ad avvicinarsi ad una società. E’ giusto rispettare il tifoso deluso, che per protesta predica la diserzione, ma ci viene da sorridere se lo fa il tifoso che risiede a Milano, Torino, Verona e Udine, visto che difficilmente potrebbe seguire la squadra in casa, tenendo presente che in molti di questi casi si preferiscono Milan, Inter e Juventus al Taranto. Senza considerare poi che per via della pandemia parlare di ritorno sugli spalti è quantomai utopistico.
L’ilarità maggiore, giunge poi dal numero enorme di fake nati sulla piattaforma Facebook. La lista è divenuta infinita. Tutti a cercare di parlare male di Giove, Tizio, Caio e Sempronio. E’ così bello parlare con il proprio volto, con nomi e cognomi. Che senso ha nascondersi, se non quello dell’interesse personale? Merita rispetto quindi chi si esprime mettendoci la faccia, a prescindere dalle proprie idee. Per non parlare di chi racconta di non voler seguire il Taranto in TV per non “sovvenzionare” chi “sovvenziona” Giove, come se in Serie D ci sia Sky…
C’è solo una realtà in questo momento, che a prescindere dalle fasi, il Coronavirus non è stato sconfitto e sul futuro non solo del calcio persiste ancora un enorme punto interrogativo. Senza contare che la crisi economica che ci apprestiamo a vivere sarà enorme e che tanti nostri cari oggi purtroppo non ci sono più. Quindi perdersi dietro polemiche futili è davvero inutile.
Maurizio Mazzarella













