Scorre il tempo, passano le ore, trascorrono i minuti. L’attesa del match tra Taranto e Cerignola sembra non finire mai. Un’attesa che porta ad un’ansia che si può toccare con mano. Un’attesa che porta a costanti battiti di cuore, per capire cosa sarà al termine di quei cento minuti, dove gli occhi saranno riversi sul manto dello Iacovone e le orecchie tese per sentire cosa in contemporanea accade a Fasano tra la locale formazione e il Picerno.
Dopo il pareggio di Francavilla, inutile negarlo, la preoccupazione dei tifosi è aumentata inverosimilmente. Ci sta, perché il Picerno, tra errori arbitrali e polemiche continua a vincere e tallona ora i rossoblu ad un punto di distanza, con gli ionici che hanno sperperato un congruo vantaggio di sei punti e con quella sconfitta interna contro il Portici, la cui ferita continua ancora a sanguinare.
Un’attesa che si fa sempre più assillante. Ed in questo frangente, in questi giorni, sono tantissimi i messaggi che impazzano e giungono alla nostra redazione. C’è chi ci scrive su Messenger, chi ci lascia post su Facebook, chi ci scrive o lascia lunghi messaggi audio su Whatsapp o Telegram, chi ci telefona. Tutti ci domandano cosa succederà, come finirà. Tutti ci chiedono rassicurazione sulla possibile vittoria del campionato da parte del Taranto.
I lettori ci contattano come se fossimo gli amici della porta accanto, come se fossimo i loro confidenti di una vita. E’ una bella sensazione in un momento di ansia pregnante anche per noi. Ci piacerebbe sapere cosa accadrà prima del tempo, per non vivere queste ore che ci separano dal triplice fischio. Per sapere se finalmente lasceremo una categoria che non ci appartiene.
E che dire di chi ci contatta per i biglietti, chiedendoci di mettere qualche tagliando da parte, come se la nostra redazione fosse il botteghino dello stadio. C’è la voglia di aiutare chi per lavoro ha difficoltà a recarsi al punto vendita, ma non ci è possibile. Nel frattempo raccogliamo gli sfoghi e ascoltiamo i momenti di vita comune dei nostri lettori.
Ci sono i fuorisede che ci chiedono di aiutarli a vivere l’atmosfera che si sente in città, perché la sofferenza causata dalla distanza rende l’attesa ancora più dura. C’è chi tra mille problematiche di vita, pensa costantemente a quei due colori, il rosso ed il blu, che possono aiutare a dimenticare con una vittoria i propri drammi.
Troppe le sofferenze in tanti anni subite da questa tifoseria e questo porta a sentimenti diversi. C’è chi critica perché vorrebbe il meglio per la propria squadra, c’è chi invece difende costantemente i propri colori. C’è chi si pone nel mezzo, perché qualsiasi cosa accada deve comunque avere ragione, in una sorta di atteggiamento di autodifesa, chi invece sembra disinteressato, ma in realtà è il primo a seguire questa squadra.
Tanti stati d’animo, tanti pensieri differenti, ma tutti uniti verso un unico obiettivo, tutti con una sola speranza. In tutto questo, non siamo solo un giornale, non siamo solo un punto di riferimento per tanta gente, cosa che già da sola ci gratifica, ma siamo parte di un popolo che freme in attesa di una gioia. Un affetto che ci fa mettere sotto il tappeto la polvere che scaturisce da attacchi, offese e continui tentativi di screditare il nostro operato. Perché essere entrati nel cuore della gente per noi è già una vittoria. #dallapartedeltaranto sempre!
Maurizio Mazzarella













