di Fabio Venere – Gazzetta del Mezzogiorno
Stadio “Iacovone”, l’unica certezza è che dopo la fine di questo campionato, per due anni, il Taranto Fc dovrà traslocare. L’impianto sportivo del rione Salinella, infatti, sarà interessato da un profondo restyling necessario per poter ospitare le partite previste dai Giochi del Mediterraneo del 2026. E attorno a quest’elemento ruotano per ora solo ipotesi accompagnati da appelli bipartisan che hanno, però, il sapore della strumentalizzazione politica, sempre in agguato in periodi tesi e intensi come questi.
Il primo interrogativo a cui rispondere è il seguente: ma il cantiere può convivere con il regolare svolgimento del campionato di serie C della squadra di mister Capuano? La risposta è un secco no. Se non ci fossero stati i Giochi e soprattutto se a quest’appuntamento non mancassero poco più di 2 anni e mezzo forse, ma ora è tecnicamente impossibile. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, i lavori verranno eseguiti piazzando una gru alle spalle degli spalti e una al centro dello stadio. E poi comunque, secondo il progetto preliminare, verrebbe demolito il primo anello dei quattro settori, consolidato e migliorato il secondo (anello) e rifatti tutti gli impianti elettrici. Per la serie, già senza i tifosi e le partite del Taranto, i lavori finiranno (forse) in extremis, se poi ci fossero ostacoli i tempi si allungherebbero in maniera letale.
Chiarito questo, ambienti vicini alla società rossoblù, hanno fatto circolare l’ipotesi che il Taranto avrebbe come uniche alternative, in possesso dei requisiti previsti dalla Lega, solo due stadi lontani 500 chilometri dal capoluogo ionico (Teramo in Abruzzo o Vibo Valentia in Calabria). In realtà, la questione non è esattamente da porre in questi termini, nel senso che lo stadio “Tursi” di Martina (che probabilmente, al momento, non avrebbe gli standard richiesti dalla Lega di serie C), non è stato preso per nulla in considerazione. Eppure, è a soli 30 chilometri di distanza da Taranto. Lo ammette lo stesso sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, che dichiara: «Quella della Gazzetta è la prima telefonata che ho ricevuto a questo proposito». Chiarito questo, il primo cittadino martinese fa sapere che non avrebbe «alcun pregiudizio ad ospitare, per due partite casalinghe al mese, il Taranto. La mia comunità è molto ospitale anche se – aggiunge – prima ne dovrei parlare con la società di calcio locale e con le forze dell’ordine per valutare eventuali impatti relativi all’ordine pubblico e alla viabilità». Per quel che riguarda, invece, i lavori da realizzare al “Tursi”, il sindaco precisa che «gli uffici tecnici stanno valutando i costi per la realizzazione di alcuni interventi necessari per ottenere l’omologazione del nostro impianto sportivo anche per la serie C, ma sono ottimista».
Da un sindaco all’altro, da una (prima) alternativa alla seconda. Un’altra ipotesi, infatti, passa per Faggiano visto che il Taranto Fc ha già in concessione quello stadio per nove anni. Il sindaco, Antonio Cardea, afferma: «Sì, ho sentito qualche voce in giro, ma formalmente nessuno mi ha chiesto nulla. Per rendere il nostro impianto agibile per la C, però, bisognerebbe realizzare una serie di importanti lavori. Ci vorrebbero dei finanziamenti pubblici o iniziative private. Ma, al momento, mancano entrambe».













