RASSEGNA STAMPA DEL 4 MAGGIO 2023 – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
di Lorenzo D’Alò
«Il Taranto non è in vendita». A dirlo è il presidente Massimo Giove che, stavolta, avverte forte il bisogno di fare chiarezza. E lo fa, partendo da quanto rivelato ieri dalla Gazzetta a proposito di contatti avviati con l’imprenditore campano De Sarlo che starebbe valutando l’ipotesi di acquisire quote societarie.
«Niente di vero. Non esiste alcuna trattativa. Di più: da quando sono alla guida del club, nessuno – dico nessuno – ha mostrato un interesse reale verso la società. Avviando, per esempio, una due diligence. Solo e sempre voci che alla verifica dei fatti si dissolvano. Ma credetemi: fanno danni, intossicando l’ambiente. E non è gradevole, ogni volta, rincorrerle per smentirle. Anche perché fare calcio a Taranto non è facile. Non c’è un ritorno garantito dalla città alle prese con una crisi di sistema che dura da troppi anni. L’offerta irrinunciabile per cedere la società non l’ho ancora ricevuta. Nell’attesa, vado avanti con le mie forze, i miei sacrifici e, soprattutto, con le mie idee.
Non mi spaventano le critiche. Mi infastidisce tutto ciò che non è riscontrabile. Il Taranto, allo stato, non ha bisogno di essere soccorso.»
Giove, insomma, non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. Sta, anzi, già pianificando la prossima stagione, dopo aver conquistato la salvezza con due giornate d’anticipo e sfiorato i playoff.
«Faccio parlare il campo che non si offre a malintesi o strumentalizzazioni. Quella di allargare le competenze di Capuano, prolungandogli il contratto, è un’idea partorita qualche mese fa. Tra ciò che l’allenatore proporrà di fare e ciò che il budget stagionale consentirà di realizzare, non ci sarà alcuna mediazione affidata al direttore sportivo di tur-no. Così, non solo si elimina un passaggio, ma evito che si creino fraintendimenti sulla scelta dei calciatori con immancabile scarico di responsabilità. L’organico non verrà smantellato. Ferrara e Mastromonaco, per citare due nomi, sono esterni che molti c’invidiano. Potenzialmente valgono la serie B. Ma non si muovono. Così come non si muoverà Antonini per una manciata di euro. Il Taranto non svende i suoi pezzi pregiati. Arriveranno under di valore. Siamo già all’opera».
Ma dove giocherà il Taranto le partite casalinghe della stagione 2023-2024? La domanda solleva una questione che rischia di diventare spinosa.
«Auspico sia ancora lo “lacovone” ad ospitare le gare interne dei rossoblù. Ma non ho certezze. Se entro il 20 giugno non potremo allegare alla domanda d’iscrizione la concessione d’uso dello stadio, dovremo chiedere di giocare, in deroga, in un altro impianto. Ovvero, Bari, se non va in A, oppure Potenza. Non ci sono altre soluzioni praticabili in zona. Ho massima fiducia in chi amministra la città. I rapporti con Melucci sono ottimali. Ma i ruoli sono diversi: lui fa il sindaco, io faccio il presidente del Taranto».














